Riapertura Univaq, gli studenti: ok a Green pass ma garantire didattica mista

di Alessio Ludovici | 02 Settembre 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Sono gli studenti dell’Unione degli Universitari dell’Aquila ad intervenire sulla ripresa delle lezioni nell’ateneo aquilano. Si attendono ancora notizie ufficiali dopo che l’ateneo, ormai mesi fa, ha annunciato un ritorno in presenza per l’anno accademico 2021 – 2022. A molti studenti viene spiegato che si attendono indicazioni dal Ministero sulle modalità di ripresa.
“In data 31 agosto – scrive l‘Udu L’Aquila – abbiamo inviato un’email al Rettore e ai membri del Senato Accademico per rendere note le nostre considerazioni sulla ripresa della didattica. Per noi è fondamentale un ritorno in presenza, ma è altrettanto importante aprire la DAD a tutte e tutti.”
Nel documento inviato al Rettore si specifica che “è fondamentale garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti e tutte le studentesse della comunità accademica e la didattica mista può essere uno strumento utile allo scopo. In particolare, tenendo salda la convinzione che didattica in presenza e Green Pass sono strumenti solidi per garantire l’effettiva vivibilità degli spazi universitari, riteniamo anche che aprire la DAD a tutti sia una soluzione che andrà a coprire tutte le mille e complesse situazioni create dalla realtà del tempo corrente.”
“Ad esempio, garantire la mista permetterebbe a chi ha avuto recentemente contatti sospetti di restare prudentemente qualche giorno a casa, potrebbe aiutare ad evitare una eccessiva congestione degli spazi e permettere maggiore facilità nel passaggio da presenza a distanza nel caso fosse necessario per situazioni temporanee, come il caso in cui un docente o uno studente dovessero risultare positivi”
“Come pensavamo e proponevamo anche lo scorso anno, – continua il documento dell’associazione – garantire a tutte e tutti la didattica mista, in questo momento storico, vuol dire proteggere la didattica in presenza e non abbandonare chi dovesse essere impossibilitato a raggiungere gli spazi universitari.
La nostra associazione ha sempre considerato l’università come molto di più del luogo in cui si fruisce di lezioni e si sostengono esami. È per noi luogo di crescita culturale che dipende anche dalle tante possibili interazioni che la vita universitaria permette di vivere. Nessuno più di noi vuole tornare alla normalità, nessuno più di noi vorrebbe una università vivibile tutta la giornata fino alla notte.
Ecco perché chiediamo pertanto di considerare le nostre proposte per quello che sono, e cioè il tentativo di tornare alla vita universitaria senza forzature e senza lasciare indietro nessuno.”
Le richieste degli studenti sono chiare, ma l’Ateneo sembrerebbe aver ripassato la palla al Ministero. Si legge ad esempio in una mail inviata ad una studentessa: “L’unica certezza è che le lezioni torneranno in presenza, non sappiamo se sarà concessa anche una modalità mista. L’Ateneo sta attendendo risposte dal Ministero. Non si conosce la tempistica”. 
 

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