Riapertura cantieri, Consiglio comunale contro Biondi: serve più severità

di Marco Signori | 30 Aprile 2020 @ 17:45 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Pesanti critiche all’ordinanza con cui il sindaco Pierluigi Biondi ha previsto, tra le altre cose, l’obbligo per le imprese che da lunedì prossimo riaprono i cantieri di effettuare test tra le maestranze per verificare la negatività al Covid-19, stanno arrivando sia dalla maggioranza di centrodestra, sia dall’opposizione nella seduta del Consiglio comunale riunito in videoconferenza.

L’assise civica era convocata per discutere di interrogazioni, interpellanze e ordini del giorno, ma il dibattito si è subito spostato sul provvedimento emanato dal primo cittadino e annunciato in una conferenza stampa virtuale intorno alle 13.

Centrodestra e centrosinistra puntano l’indice contro il metodo, considerando che il Consiglio comunale è stato esautorato, con l’ordinanza che è stata annunciata ai giornalisti proprio mentre la Conferenza dei capigruppo si riuniva con il presidente dell’Ance Adolfo Cicchetti, ma contestano anche il merito, chiedendo maggiore severità nei confronti delle imprese, pronte a riaprire più di 500 cantieri che impiegano almeno tremila operai.

Il sindaco, dopo aver illustrato il provvedimento in apertura di seduta, ha lasciato il collegamento creando malumori tra i consiglieri, salvo reintervenire dopo un paio d’ore per spiegare :”Io capisco tutte le preoccupazioni e le perplessità – ha detto – ma la riapertura dei cantieri è prevista dal governo”.

“L’ordinanza non dice nulla, non obbliga e non prevede sanzioni”, spiega Giustino Masciocco, consigliere di Articolo 1, “all’Aquila siamo stati bravi ad arginare il contagio anche perché abbiamo seguito le regole, ma i nostri non sono cantieri normali, è come la Sevel, è una fabbrica con migliaia e migliaia di operai. I tamponi non risolvono il problema, chiediamo di avere una maggiore visione”.

“Prendiamoci ancora qualche settimana – chiede Masciocco – considerando che fino al 14 maggio c’è la cassa integrazione, poi aspettiamo una normativa regionale, siamo un caso atipico rispetto al dpcm. Se addirittura il consigliere della Lega Luigi Di Luzio chiede una risoluzione del Consiglio che censura l’operato del sindaco, significa che qui non c’è maggioranza e opposizione ma un’unità d’intenti per scongiurare rischi”.

“La cosa scandalosa è che mentre noi parlavamo con Cicchetti il sindaco annunciava l’ordinanza ai giornalisti. In Consiglio è venuto ha illustrato l’ordinanza e se n’è andato, vi pare normale?”, conclude.

“L’ordinanza del sindaco non ha maggiori restrizioni rispetto a quella del presidente della Regione che prevede che chiunque rientra in Abruzzo debba stare in quarantena”, ha detto Giorgio De Matteis, capogruppo di Forza Italia.

“Ci vogliono i tamponi preventivi”, ha detto Di Luzio, “e prima che uno rientri a lavorare in città deve presentare i risultati del tampone”.


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