Riaperti i negozi per bambini, all’Aquila corsa al cambio degli abiti per le cerimonie rinviate

di Redazione | 15 Aprile 2020 @ 08:07 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – È stata la prima ma non sarà certo l’ultima la signora che ieri mattina ha cambiato un vestitino per il figlio dopo che la comunione prevista a maggio è stata rinviata per l’emergenza Coronavirus.

Solo una delle tante clienti di “Stilelibero”, il negozio di abbigliamento per bambini e ragazzi fino a 16 anni della galleria commerciale Vetoio che ha riaperto i battenti dopo un mese di lockdown.

“La prima giornata è andata molto bene, i clienti sono entusiasti”, dice Giulia Fattapposta, che ha aperto l’attività nel marzo 2017 insieme a Veronica Panzera, “ci hanno riempito di affetto e uno di loro ci ha persino portato 24 uova fresche delle sue galline”.

“Il sentimento prevalente dell’ultimo mese non è stato positivo”, ammette, “è stata la prima volta in cui mi sono abbattuta, tre anni di attività non sono tanti, ma il negozio aveva preso piede e questo è un periodo fondamentale in cui lavoriamo più del Natale con le cerimonie, tutt’ora a vedere tutta quella merce ferma mi piange il cuore”.

Con il “morale a terra difficile da attutire”, dice Giulia, il negozio ha riaperto i battenti con tutte le precauzioni del caso: “Indossiamo guanti e mascherine e chiediamo anche ai clienti di farlo, inoltre all’ingresso abbiamo posizionato un dispenser con l’igienizzante e abbiamo disinfettato tutto il negozio, anche gli abiti con una tecnica che ci hanno suggerito i fornitori”.

L’ottimismo è tanto ma si scontra anche con la diffidenza delle persone: “Dai clienti abbiamo ricevuto un affetto strepitoso, molti però hanno paura di uscire di casa anche per il timore dei controlli e per questo abbiamo attivato la consegna a domicilio – racconta – ci chiedono di cosa hanno bisogno, gli mandiamo le foto degli articoli coi relativi prezzi e glieli consegniamo a casa”.

Appena è stato possibile riaprire, però, Giulia e Veronica non ci hanno pensato due volte: “Il fatturato sicuramente avrà una contrazione e la prima telefonata di oggi (ieri, ndr) è stata con la commercialista, però in questo mese abbiamo avuto tanta richiesta e dovevamo rispondere a delle esigenze reali, perché coi bambini è così, la crescita e le esigenze sono imprevedibili”.

“Cosa ci aspettiamo per il futuro? Difficile dirlo”, ammette Giulia, “ero preoccupata anche per la giornata di oggi e invece mi sono dovuta ricredere. Ho paura e quindi devo reprimere questo sentimento, credo che la comunità abbia capito la differenza tra l’acquisto in negozio rispetto a quello online, quando ti relazioni con un’altra persona cambia tutto. In questo mese la mancanza di relazioni si è sentita, anche a causa dei ritardi nelle consegne degli acquisti online”. (m.sig.)


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