Riaperta al culto la chiesa capo quarto di S. Pietro di Coppito

Il Cardinale Petrocchi ha presieduto la liturgia di benedizione della chiesa e dell’altare

di don Daniele Pinton | 30 Giugno 2024 @ 07:03 | CREDERE OGGI
capo quarto
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L’AQUILA. La chiesa capo quarto di S. Pietro, dopo quindici anni di attesa, ieri, con una liturgia solenne molto partecipata dai fedeli della parrocchia di S. Pietro intra moeni e anche delle parrocchie vicine, è stata riparte al culto, durante una celebrazione eucaristica che il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, ha presieduto nella mattina di ieri, solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, durante la quale a ribenedetto la Chiesa, che è stata interessata da u lungo lavoro di restauro e l’altare.

Significativo il giorno di riapertura. Infatti il 28 giugno la Chiesa celebra e onora assieme i due santi apostoli Pietro e Paolo, che “Dio ha voluto unire in gioiosa fraternità” (prefazio della messa). Si tratta di due personaggi molto diversi, ma ambedue spinti dallo stesso amore per Cristo e la sua Chiesa. 

Questa festa liturgica ci ricorda che la Chiesa è un mistero di comunione. Possiamo quindi affermare che la missione primaria della Chiesa è quella di essere segno di comunione nel mondo.

Il Cardinale, durante la sua omelia, dopo avere ripercorso la storia della chiesa intra moenia di S. Pietro, in cui ha evidenziato come questa chiesa ‘bella’ e ‘solenne’, segni un valore identitario, aggregativo e rappresentativo di una comunità che, anche se povera, ha voluto che il progetto e gli ornamenti fossero maestosi. Lo stesso campanile della Chiesa di San Pietro, ha ricordato l’Arcivescovo, è stato pensato per essere visibile a distanza, come polo di riferimento e di orizzontamento di una comunità in cui le campane trasmettevano quotidianamente messaggi di festa, di lutto e anche di allerta dal pericolo.

Uno dei passaggi più salienti dell’omelia ha visto il Cardinale nel rileggere la riapertura della chiesa capo quarto di S. Pietro, come una vittoria sul terremoto e una conquista di civiltà spirituale, estetica, culturale e sociale.

Il restauro di questa chiesa, come di molte opere storico-artistiche della nostra Città, segnata della tragedia di tre terremoti in pochi anni di distanza l’uno d’altro, ha necessitato la messa in campo non solo di molte risorse economiche da parte dello Stato, ma anche di molte competenze, che nell’analisi del restauro di S. Pietro intra moenia, sono state definite dal Cardinale Petrocchi come un ‘Noi-Gruppo integrato’, composto da funzionari, tecnici e maestranze, che hanno dimostrato come è possibile lavorare in un ‘insieme coordinato’, in cui l’impresa è stata anche quella di dover coordinare, e in questo caso con successo, molte competenze istituzionali, architettoniche, ingegneristiche, artistiche, storiche, culturali, ecclesiali e civili.

In questo contesto di festa, che ha visto la presenza di un gruppo di sacerdoti concelebranti della vicaria urbana, tra i quali il parroco della chiesa capo quarto di San Pietro, don Francesco Leone e il cancelliere arcivescovile, il can. Sergio Maggioni, presenti alcune associazioni e confraternite tra le quali l’arciconfraternita dell’Addolorata, il gruppo ‘sbandieratori dell’Aquila’ e il CISOM. 

Molte anche le autorità presenti, tra le quali, Emanuele Imprudente, vice presidente della giunta regionale d’Abruzzo, l’assessore del comune dell’Aquila, Roberto Tinari, il segretario regionale per l’Abruzzo del Ministero della Cultura, Matteo Pisi, il vice prefetto dell’Aquila, Maria Cristina Di Giacomo, l’arch. Antonio Di Stefano, attuale direttore dei lavori per la Sovrintendenza, che ha proseguito il lavoro iniziato dall’arch. Antonello Garofalo. Presente in chiesa, tra i molti parrocchiani di S. Pietro intra moenia, anche l’arch. Roberto Di Paola, aquilano, ex direttore regionale dei Beni Culturali in Abruzzo.

A chiusura della celebrazione, prima del concedo e degli interventi istituzionali, il parroco di San Pietro intra moenia, don Francesco Leone, ha manifestato la sua sincera gratitudine al Cardinale Arcivescovo per la sua vicinanza e il suo impegno nel far concludere i lavori di restauro di questa chiesa capo quarto, e dopo aver ringraziato la Soprintendenza per il lavoro svolto, si è rivolto ai fedeli della sua parrocchia perché continuino a vivere appieno il loro essere comunità cristiana.

Infatti, con la riapertura della Chiesa capo quarto di S. Pietro, una comunità cristiana insieme al suo parroco, ritrova un posto identitario in cui ritrovarsi e una ferità aperta dal sisma del 2009 può oggi iniziare a rimarginarsi, per dare spazio alla rinascita di un Città non solo fatta di chiese, piazze, case, strade e luoghi della cultura, ma anche di un ‘popolo’ assetato di normalità.


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