Revoca A24/A25: la politica chiede certezze allo Stato

di Marianna Gianforte | 09 Luglio 2022 @ 06:10 | ATTUALITA'
a24 a25
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L’AQUILA – Il subentro di Anas spa nella gestione delle tratte autostradali che il Governo ha ‘sottratto’ alla ormai ex concessionaria ‘Strada dei Parchi’ (del gruppo Toto) è immediato. Già da ieri i pedaggi di chi ha attraversato le due tratte A24 e A25 sono confluiti nelle casse della società statale e non in quelle del privato che, in sostanza, è ormai uscito di scena. Salvo ricorsi ai quali si starebbe già preparando. E che fanno gridare al pericolo, e alzare la soglia dell’allarme, tra le istituzioni locali.

E’ il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio il più preoccupato, e nella sua analisi correla la revoca della gestione al vecchio concessionario alla messa in sicurezza del bacino idrico che, però, in realtà, poco c’entra con la gestione dell’autostrada; soprattutto tenendo conto che Anas gestirà le due tratte sino al 2023, e cioè quando verrà costituita (questo è l’intento del Governo) una società ‘in house’ che poi si occuperà di tutte le autostrade d’Italia. Insomma, l’era del privato sulle infrastrutture autostradali è finita.

“Temo che non usciranno gratis dalla concessione (‘Strada dei Parchi’, ossia i gestori ‘disarcionati’, ndr) e che il micidiale contenzioso che già si annuncia potrebbe portare a risarcimenti miliardari, di risorse sottratte alle tasche dei cittadini abruzzesi per lasciarli, invece, nelle tasche di un concessionario che poteva e doveva forse, invece, continuare a gestire l’infrastruttura con tutti i controlli necessari e lasciare quei miliardi per altri interventi”. Così ha detto ieri a margine del convegno sulla programazione europea 2021-2027 il presidente Marsilio, assimilando le eventuali cifre che lo Stato destina ai contenziosi, a quelle invece rivolte a interventi sui territori. “Ad esempio – ha infatti aggiunto Marsilio – per efficientare il sistema idrico, per combattere l’erosione della costa, per potenziare la ferrovia in Abruzzo e tante altre cose di cui abbiamo bisogno. Intanto sul decreto attuale c’è già oltre mezzo miliardo di spesa per fare questa operazione, fondi che avremmo voluto spendere diversamente”.

Marsilio poi si preoccupa della ‘solidità’ di Anas e, per estensione, dello Stato:

“Adesso Anas ci dirà come intende gestire questa infrastruttura, perché precedenti gestioni affidate ad Anas e alle sue controllare, quindi aziende statali, sono due volte fallite. Io non vorrei che il contenzioso che si annuncia ritardi gli investimenti e metta in pericolo il lavoro fatto dal commissario Gisonni sul traforo per la messa in sicurezza del sistema idrico; siamo a un punto di svolta e spero che i passi (del Governo sulla revoca della concessione, ndr) siano stati debitamente ponderati: tutto si può permettere l’Abruzzo tranne che subire un ennesimo ritardo”.

Ritardi che, però, in realtà, difficilmente si capisce come possano essere collegati a un cambio di gestione di una infrastruttura.

Per il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, dopo la revoca al gruppo Toto della gestione delle autostrade A24 e A25 “certezze che reclamiamo sono: la messa in sicurezza dell’autostrada e il miglioramento della sua percorribilità; l’azzeramento delle tariffe per i pendolari per ragioni di studio, di lavoro o sanitarie, così come approvato dal Parlamento all’unanimità, in seguito a un ordine del giorno di FdI. Non ci interessa il braccio di ferro, ma soltanto che le popolazioni delle aree interne, che già sono penalizzate dalla localizzazione dei loro territori, non restino stritolati in questa prova di forza che non ci appassione”.


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