Revisione assegno di mantenimento: con crisi Covid-19 si ribaltano le parti

di Cristina D'Armi | 18 Novembre 2020 @ 07:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
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L’AQUILA – L’emergenza covid-19 ha messo in ginocchio non solo molte  famiglie, ma anche coloro che hanno chiuso matrimoni e convivenze già prima della pandemia.  Con la chiusure e limitazioni alle attività, la perdita del posto di lavoro e i ritardi delle casse integrazioni, molti ex coniugi sono in difficolta con gli assegni di mantenimento mensili  e per questo ne chiedono la revisione. Una situazione particolarmente delicata per chi  sta ricevendo poche entrate ma al contempo deve adempiere ad obblighi che gli sono stati imposti dalla legge.

Sono infatti molti gli ex mariti e le ex mogli che  si stanno rivolgendo ai tribunali per chiedere la revisione dell’importo degli assegni. I giudici stanno dando ragione alle persone che dimostrano di non reggere più la crisi economica degli ultimi mesi. Si pensi al titolare di una palestra, di  una discoteca, o di una piscina ad esempio, come potrebbe mantenere l’ex coniuge allo stesso modo in cui lo faceva prima della chiusura dell’attività? Alcuni tribunali, stanno tenendo in considerazione questa situazione di precarietà dovuta a forze maggiori e stanno valutando  le  varie richieste di revisione degli assegni che continuano a pervenire. Unico presupposto sta nel dimostrare l’effettivo calo di fatturato o di compensi dovuto all’emergenza sanitaria. Nella situazione in cui la crisi ha annullato la disparità reddituale degli ex coniugi registrata al momento del divorzio, si può addirittura ottenere l’annullamento dell’assegno. Ne è un esempio la decisione presa nelle aule del Tribunale di Ancona.

A patto che l’ex non abbia altre risorse patrimoniali che gli garantiscono una stabilità economica, affitti di case ad esempio, basterà presentare un bilancio o una dichiarazione dei redditi per dimostrate gli effetti negativi che ha subito. Nel Tribunale di Torino, invece, la situazione si è ribaltata: il coniuge che riceveva l’assegno di mantenimento è stato costretto a versarlo all’ex poiché quest’ultimo, dopo la perdita del lavoro, è rimasto impossibilitato a versare i soldi raggiungendo una condizione economica inferiore rispetto all’ex partner.

 


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