Reti di trasporto Ten-T, Padovani e Verini: “L’Aquila fuori da tutto!”

Intervengono anche Marinelli e Fina del Pd

di Redazione | 17 Giugno 2024 @ 13:17 | POLITICA
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L’AQUILA – “Siamo felici per i nostri amici della costa! Dopo nove anni dallo storico ‘Patto per la connettività dell’Adriatico’ (2016), finalmente la linea dorsale adriatica è stata inserita tra le reti strategiche di trasporto europee (Ten-T), per cui l’Abruzzo farà parte del ‘Corridoio Baltico Adriatico’.

Che significa? Significa moltissimo per la città metropolitana di Pescara che entra nella ‘Rete Europea dei Nodi Urbani’, e questo comporta nuovi finanziamenti per lo sviluppo dei trasporti in ottica intermodale.  Per migliorare l’integrazione dei trasporti gomma/ferro/nave, anche Ortona entra nella rete Ten-T con le caratteristiche di terminal di primo livello. 

Insomma, per le aree costiere tutto bene: l’Adriatico potrà contare su infrastrutture moderne, ad alta capacità ed alta velocità, tutte cose buone per impostare una crescita solida e duratura dei territori attraversati. 

Ma c’è un ma … l’Abruzzo non è solo la costa ed il Governo regionale, chiacchiere a parte, ha completamente dimenticato il Capoluogo di Regione”. Così in una nota i Consiglieri Comunali dell’Aquila Gianni Padovani ed Enrico Verini.

Che continuano: “Infatti L’Aquila, nell’assordante silenzio dell’Amministrazione cittadina, è stata totalmente esclusa dalle reti Ten-T ed è ufficialmente tagliata fuori dai grandi flussi merci e passeggeri che solcheranno il Continente nei prossimi decenni. Il Governo regionale si è impegnato, e con forte ritardo, per la direttrice adriatica, abbandonando l’ipotesi, pure compresa nel suo Programma di mandato, di realizzare il nuovo “Corridoio V” Barcellona, Civitavecchia, Abruzzo, Croazia… e da là verso i promettenti mercati orientali.

Anche la ferrovia Roma-Pescara, a questo punto, non ha più alcun senso, non esistendo più nei programmi europei il corridoio Barcellona / Civitavecchia / Roma / Aree interne / Pescara; non a caso le risorse stanziate dal governo permetteranno di realizzare soltanto la tratta ferroviaria Pescara-Interporto di Manoppello, proprio al servizio della futura linea adriatica ad alta capacità. Senza connettività non c’è sviluppo, eppure la Giunta regionale e l’Amministrazione aquilana non hanno dimostrato alcun interesse per lo sviluppo delle aree interne, ormai condannate all’emarginazione, all’abbandono, al lento declino ed al progressivo spopolamento. 

Marsilio e Biondi dimostrino di avere a cuore tutto l’Abruzzo: le reti europee si decidono ora, possono essere riviste ed emendate, ed ora è il momento dell’impegno corale, ora che L’Aquila e le aree interne sono escluse. Discutere di singoli pezzetti di infrastrutture, come si fa in queste settimane, se passare per Avezzano o per L’Aquila o per Capracotta, è a questo punto del tutto inutile, strumentale, una fuorviante cortina fumogena”.

“Il Capoluogo di regione è stato preso in giro (ricordate il treno ad idrogeno?), perde connettività in quanto emarginato dalle grandi direttrici europee della mobilità. Né recuperiamo sul terreno delle nuove tecnologie dell’informazione in quanto ampie zone del comprensorio aquilano sono prive pure di servizi di connettività avanzata, anche a causa dei ritardi dell’Amministrazione nel rendere operativo il tunnel intelligente.  Per le aree interne non è prevista alcuna infrastruttura pesante (strade e ferrovie) e nessuna linea di interconnessione tra L’Aquila e la rete ferroviaria, né a Carsoli né a Tagliacozzo, né ad Antrodoco per agganciare la Rieti/Passo Corese e da lì verso Roma. Non solo non c’è alcun reale progetto di collegamento per L’Aquila, ma nemmeno ci sono le risorse; in compenso abbiamo avuto tante promesse da Regione e Comune ed un profluvio di comunicati stampa”. 

“Qui non si tratta di destra o sinistra, qui si gioca con il futuro dell’Aquila e dell’area vasta della quale L’Aquila costituisce località centrale.  Ecco perché invitiamo la politica di ogni colore ed i cittadini a fare squadra sul tema strategico della connettività, superando campanili, logiche di appartenenza e gelosie per concorrere ad un bene comune non negoziabile in momenti come questo nei quali pochi decidono il destino di tutti, mentre chi dovrebbe difendere L’Aquila assiste silente ed a questo punto complice”, concludono i consiglieri comunali.

IN AGGIORNAMENTO

Reti TEN-T, Marinelli (Pd): “Il centrodestra abruzzese si appropria di meriti altrui”

“’Una delle priorità dell’attuale governance regionale, a cui ha dato seguito con atti e documenti ufficiali, è quella del riconoscimento del corridoio Tirreno-Adriatico’. Lo dicevano, con una nota congiunta pubblicata l’8 giugno 2021, i capigruppo del centrodestra in Consiglio regionale: Guerino Testa (Fdi), Vincenzo D’Incecco (Lega), Mauro Febbo (FI) e Roberto Santangelo (Azione Politica).

Oggi, a distanza di tre anni da quel comunicato, la maggioranza che governa la Regione strombazza come un grande risultato l’aver fatto inserire la dorsale costiera dell’Abruzzo nei corridoi di trasporto transeuropei, meglio noti come reti TEN-T, facendo finta di ignorare due cose fondamentali: 1) l’Abruzzo era già stato inserito nell’ottobre 2015 all’interno delle reti, in particolare nel corridoio Baltico-Adriatico, grazie al lavoro compiuto dalla giunta regionale di centrosinistra; 2) il corridoio Tirreno-Adriatico è rimasto soltanto un bel sogno, tanto è vero che non è presente sul sito dell’Unione Europea che elenca le reti TEN-T; in parole povere, non esiste.

Se questa era – come scrivevano loro stessi – ‘una delle priorità dell’attuale governance regionale’, l’hanno mancata in pieno. Sarà il caso che Marsilio & Co. si concentrino su obiettivi più alla loro portata, visto che a livello europeo le loro proposte rimangono inascoltate”. Così in una nota Daniele Marinelli, segretario regionale del PD Abruzzo.

La nota del senatore Fina (PD): “Grave esclusione L’Aquila da Ten-T, centrodestra abruzzese incapace e dannoso”

“L’Aquila, è stata tagliata fuori dalle reti europee Ten-T vedendo preclusi i grandi flussi merci e passeggeri nazionali e internazionali. Un danno enorme per il territorio aquilano e per la regione stessa che non può certo essere mitigato dalla pur positiva notizia della ferrovia Roma-Pescara.

L’esclusione de L’Aquila è il punto di arrivo di anni di promesse non mantenute, errori e ciniche decisioni del centrodestra abruzzese. In realtà il corridoio Tirreno Adriatico non è mai esistito se non nelle dichiarazioni del centrodestra, per cui è stato formalizzato che L’Aquila è stata esclusa da un corridoio che non c’è. Certo è che se si contava sul rilancio imprenditoriale del nostro territorio oggi vi è stata posta una pesantissima ipoteca. E la colpa è tutta del centrodestra abruzzese, di casa nei palazzi romani ma del tutto indifferente ai destini della nostra Regione”. Così in una nota Michele Fina, senatore e tesoriere del Pd.


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