Rete mobilità di emergenza, Mannetti: “Preludio alla rete definitiva”

di Alessio Ludovici | 23 Giugno 2021 @ 11:10 | ATTUALITA'
Mannetti rme
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L’AQUILA – “Non si tratta di una pista ciclabile ma di un corridoio per la mobilità alternativa, uno strumento per sensibilizzare gli automobilisti alla presenza, sempre più numerosa, di ciclisti. Un modo per tutelare i più deboli, cioè coloro che si muovono in bici o con monopattino, ricordando agli automobilisti che quello spazio è condiviso”. Lo ha spiegato l’assessore comunale alla Mobilità, Carla Mannetti, illustrando questa mattina in conferenza stampa i dettagli della Rete della mobilità di emergenza i cui lavori sono iniziati da qualche giorno e che hanno generato discussione e sorpresa, ma anche entusiasmo, in città. La consegna dei lavori, comprensivi di segnaletica a terra e verticale, da contratto, è prevista per fine luglio, ma i tempi potrebbero accorciarsi.

In conferenza stampa con l’assessore c’erano l’ingegnere Fabrizio De Carolis, mobility manager del Comune dell’Aquila, Sandro Tosone, direttore dei lavori, Davide Signorile, dell’azienda Eco Traffic che sta realizzando la segnaletica, e Massimiliano Barberio, coordinatore della sicurezza dei lavori.

L’obiettivo di questa rete, sperimentale ha chiarito la Mannetti, è anche incentivare i cittadini all’uso delle due ruote in alternativa all’auto e sensibilizzare gli automobilisti verso chi si muove in bicicletta o in monopattino. Sensibilizzazione biunivoca in quanto anche i ciclisti possono abituarsi ad usare la carreggiata stradale nel modo corretto.

L’assessore ha poi ricordato che “solo nell’ultimo anno il Comune ha rilasciato ben 1.200 bonus per l’acquisto di altrettante bici elettriche, a dimostrazione di una sempre maggiore sensibilità ad una mobilità diversa da quella delle auto”.

Proprio in questa direzione, la Rme, oggi provvisoria, potrebbe diventare definitiva in un prossimo futuro e dopo attento monitoraggio, e quindi essere parte integrante del Biciplan e del Pums del Comune dell’Aquila. L’intervento è infatti il preludio alla rete costituita da piste ciclabili di carattere sia turistico che di collegamento delle varie frazioni con il centro storico per complessivi 90 chilometri su cui il Comune lavora: un ambizioso piano da 20 milioni di euro già in parte finanziato, denominato “Biciplan”.

Il costo della Rme, 209mila euro, è coperto da un finanziamento statale nato con l’emergenza Covid e volto a favorire proprio questo tipo di interventi, che, “si realizzano velocemente e costano poco” rispetto a una pista ciclabile che mediamente costa 800 900 euro al metro.

La rete della mobilità di emergenza aquilana prevede la realizzazione di una rete di corsie ciclabili continue ricavate sulla sede stradale, costituita da un asse principale di collegamento e attraversamento della città dal Terminal di Collemaggio fino all’ospedale San Salvatore e Polo universitario di Coppito e da una rete secondaria di collegamento della dorsale, passando all’interno del centro storico della città, con il polo scolastico di Colle Sapone (connettendo anche il Polo universitario nei pressi dell’ex San Salvatore). La rete è atta ad incentivare l’utilizzo di mezzi leggeri per gli spostamenti bike to school e bike to work, disincentivando l’uso del mezzo privato.

La segnaletica orizzontale è gialla di cantiere per identificare la temporaneità dell’opera, con strisce discontinue per segnalare la promiscuità con la viabilità carrabile; in corrispondenza di Via Pasquale Ficara, sarà invece installato un cordolo per piste ciclabili con paletti dissuasori che delimitano la larghezza della corsia per velocipedi, realizzando una pista ciclabile esclusiva a doppio senso di marcia. Gli attraversamenti ciclabili, le linee di arresto, i simboli e altri segni sulla carreggiata, sono realizzati nel rispetto di quanto disposto dal vigente Codice della Strada e di tutta la normativa di settore.

Barbero e De Carolis hanno sottolineato come questi interventi, nelle città in cui sono già stati realizzati, hanno fortemente diminuito gli incidenti che coinvolgono i ciclisti. Caso scuola quello di Milano, dove l’emergenza Covid ha spinta tantissimi cittadini ad utilizzare bici e monopattini con un conseguente picco di incidenti, ora quasi azzerato grazie a queste corsie ciclabili.

 

 


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