Resta salda, a difesa della salute pubblica. Domani la prima campanella della nuova consiliatura

di Alessio Ludovici | 03 Luglio 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
Margherita d'Austria
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L’AQUILA – Domani finalmente si chiude la stagione elettorale, ammesso che in Italia le campagne elettorali abbiamo un inizio o una fine. Pierluigi Biondi si è riconfermato sindaco della città dell’Aquila al primo turno lo scorso 12 giugno, domani si insedierà il nuovo consiglio comunale che presto potrebbe tornare stabilmente a Palazzo Margherita.  

I giochi sono fatti anche per la giunta. Ieri il sindaco Biondi con un proprio decreto ha confermato le indiscrezioni del giorno prima. Questa la squadra: Raffaele Daniele (vice sindaco), Ersilia Lancia, Vito Colonna, Laura Cucchiarella, Fabrizio Taranta, Francesco De Santis, Roberto Tinari, Manuela Tursini, Paola Giuliani.  

Per gli italiani è tempo di sacrifici che non si vedevano forse da decenni, per chi li governa un po’ meno: i milioni del Pnrr, in prestito dalle future generazioni, sono talmente tanti che nessuno ci fa più caso nella penisola e per sindaci, assessori e consiglieri sono arrivati anche generosi aumenti di indennità.

L’inflazione a giugno ha toccato l’8%, il tasso più alto da 36 anni. Certo, “a perdere potere si guadagna in serenità” diceva Flaiano, ma a perdere potere d’acquisto la serenità scompare proprio. La nuova consiliatura è investita di nuove e più grandi responsabilità. I dossier e i problemi sul tappeto sono tanti, le aspettative alte sia per chi governa con una maggioranza più che solida – eppure già messa alla prova da qualche scricchiolio – che per l’opposizione chiamata a una ventata di novità dopo l’asfissiante e logorante stagione politica dell’ultimo lustro. 

Trentadue i consiglieri comunali, nove assessori, un sindaco. Ben dodici le donne in consiglio e quattro in giunta: forse la novità più rilevante di questa tornata elettorale. Consiglieri scelti da circa 38mila aquilani che si sono recati alle urne sui circa 60mila aventi diritto. Una piccola ma coriacea comunità temprata da, in ordine prettamente cronologico, la recessione del 2008, il sisma del 2009, la ricostruzione ancora da terminare, i danni e le ripercussioni del sisma 2016/17, due anni di Covid, il record di inflazione e la nuova recessione alle porte. Nel nostro stemma è scritto Phs, secondo la più probabile ricostruzione sta per Immota Publica, Hic Salus Manet – Resta ferma, ben salda, a difesa della pubblica salute. E pare facile.

Speriamo bene allora e tocchiamo ferro che, come si suol dire, sempre alla vendemmia s’accioppa j’asinu.

 

 


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