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Abruzzo. Rendiconto Inps 2022, si risveglia l’economia ma resta il precariato

Abruzzo. Rendiconto Inps 2022, si risveglia l’economia ma resta il precariato
Una sintesi delle molteplici attività che l’Inps svolge al servizio dei cittadini e delle aziende ma anche un’analisi e una lettura delle dinamiche del contesto socio–economico produttivo della Regione Abruzzo nel suo complesso.

L’AQUILA – Una sintesi delle molteplici attività che l’Inps svolge al servizio dei cittadini e delle aziende ma anche un’analisi e una lettura delle dinamiche del contesto socio–economico produttivo della Regione Abruzzo nel suo complesso.

Si tratta del ‘Rendiconto sociale’ Inps Abruzzo, presentato ieri all’Auditorium dell’Ance.

Il direttore regionale Luciano Busacca ha ribadito il ruolo dell’Inps come principale gestore del Welfare italiano; ruolo che l’Istituto ricopre affidandosi sempre di più alle forme innovative di produzione e organizzazione del lavoro che conseguono all’utilizzo delle nuove e più sofisticate tecnologie e che fanno dell’Inps uno dei Soggetti pubblici italiani più informatizzati.

L’incontro, moderato dalla giornalista Monica Pelliccione, ha visto la presenza del Prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e del vicepresidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente.

Il precariato

“Nel 2022 – ha dichiarato Busacca – il tessuto aziendale è in positivo. Rispetto al 2021, c’è stato un aumento di 1500 aziende. Rispetto al risveglio dell’economia, tuttavia, c’è sì l’aumento del lavoro ma, parimenti, al suo interno, non è da sottovalutare l’aspetto del precariato.

Il 30% dei rapporti di lavoro, infatti, è a tempo determinato o stagionale. Le prestazioni assistenziali, ovvero quelle per invalidità civile e gli assegni sociali – ha aggiunto il direttore regionale – sono notevolmente aumentate.

Di seguito, la sintesi del rendiconto 2022, diramata dall’Istituto

I flussi finanziari di Inps Abruzzo

I flussi, in entrata e in uscita, con- fermano nell’anno 2022, con un leggero incremento, i valori già rilevati nel 2021; si tratta di 2,852 miliardi di euro di raccolta contributiva e 7,172 miliardi di euro di pagamenti per prestazioni di ogni tipologia. La differenza tra i valori delle entrate e delle uscite, pari a 4,320 miliardi di euro, rende numericamente evidente il ruolo sociale che l’Istituto svolge in terra abruzzese a sostegno dei cittadini, delle famiglie dei lavoratori e delle imprese.

Le prestazioni

Sul lato delle prestazioni, è importante poi rilevare la riduzione del numero delle pensioni e delle presta- zioni “vigenti” all’1/1/2023 (410.260) rispetto all’anno precedente (413.943), pari a -3.683; essa è data dal saldo tra – 5.045 pensioni previdenziali (sostenute dalla contribuzione versata) +1.362 prestazioni assistenziali (sostenute dalla fiscalità generale).

Guardando invece il trend delle pensioni previdenziali e assistenziali “liquidate” nel 2022, si registra un andamento delle nuove liquidazioni che nel tempo ha portato ad un sostanziale pareggio tra pensioni di natura previdenziale e prestazioni assistenziali a durata vitalizia. Infatti, si avverte il graduale estendersi negli anni delle prestazioni assistenziali (+15% delle invalidità civili e + 8% degli assegni sociali, liquidati nel 2022); detti aumenti segnalano probabilmente che – pur nell’ambito del positivo consolidamento economico, dovuto al rimbalzo post pandemico – ci possa essere comunque anche una parte di persone che vede crescere il pro- prio disagio economico. In particolare, per quanto riguarda gli Assegni Sociali, non è escluso che possa esserci, nel loro continuo aumento negli anni, anche un fattore legato al più facile accesso alle condizioni di separazione familiare, dovute alle recenti riforme normative; in tal casi potrebbero anche inserirsi fenomeni di possibile raggiro delle norme vigenti.

L’importo medio mensile delle pensioni di vecchiaia/anticipate nel settore privato è pari a 1.103,27 euro: in particolare, 1.343,65 euro per gli uomini e 770,88 euro per le donne. Differenza che fa pensare, da un lato, a periodi di discontinuità lavorativa più incidenti sulle donne e, dall’altro, ad una parità retributiva ancora non completa. Nel settore pubblico invece l’importo medio mensile del trattamento pensionistico è pari a 2.313 euro: 2.606 per gli uomini e 2.034 per le donne.

A parte le pensioni del settore pubblico, la spesa annua per pensioni e prestazioni previdenziali e assistenziali del Settore privato è pari a 4.325 milioni di euro, di cui l’86,4% per pensioni. Nell’ambito delle pensioni IVS il 77,5% delle spese afferisce alle pensioni anticipate/vecchiaia, il 4,9% all’invalidità previdenziale e il restante 17,5% alle pensioni ai superstiti.

La ripartizione sul territorio della spesa annua vede la provincia di Chieti al 29,1% (1.260,6 milioni di €), la provincia di L’Aquila al 24,2% (1.048,2 milioni di €), la provincia di Pescara al 23,7% (1.025,3 milioni di €) e la provincia di Teramo al 22,9% (990,80 milioni di €). I maschi sono beneficiari di circa il 44,4% delle pensioni erogate (58% anticipate/vecchiaia, 54,7% invalidità e 11,3% superstiti, quest’ultimo dato conferma la sicura maggiore longevità della donna).

Le entrate contributive

Dal lato delle entrate contributive, gli importanti segnali di ripresa economica dopo la crisi pandemica, già registrati nel 2021 e consolidatisi nel 2022, hanno fatto segnare un aumento del flusso contributivo del + 7,35% nell’anno 2022 nel settore privato mentre, se si aggiungono i flussi contributivi del settore pubblico, l’aumento si attesta al 6,78%.

Anche il tessuto delle aziende con dipendenti in Abruzzo è aumentato, in termini numerici, di circa 1500 aziende, mostrando nel 2022 (35.290) una leggera variazione incrementale rispetto all’anno 2021 (33.938). Si registra pure, nell’ambito delle aziende con dipendenti, un maggior numero medio di addetti pari a 290.000 (nel 2022) anziché i 248.00 (nel 2021).

Sul fronte dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti e piccoli imprenditori agricoli) si rileva la crescita del numero dei commercianti, in controtendenza con la loro continua diminuzione degli anni passati. Per le altre categorie di lavoratori autonomi, si nota una limitata diminuzione nel numero degli stessi, tuttavia meno accentuata rispetto agli anni precedenti, ma si registra nel contempo, per tutte le categorie di lavoratori autonomi, un flusso contributivo in forte aumento: ciò denota un consolidamento in termini economici di queste categorie di lavoratori autonomi.

L’87,5 % delle aziende con dipendenti è costituito, come già noto, da micro imprese con un numero di addetti da 1 a 9; sono 479 (1,5 %) le aziende con più di 50 addetti, mentre le grandi imprese con più di 250 dipendenti sono solo 74 (0,2%).

Infine, appare opportuno rilevare che in questo Rendiconto sociale sono stati inseriti due “focus” di approfondimento su alcuni istituti giuridici (“le vigenti modalità di uscita anticipata dal lavoro” e le “forme di esonero o agevolazione contributiva finalizzata ad incentivare l’occupazione”); riteniamo che detti focus possano costituire strumenti operativi di grande utilità per i cittadini, le aziende e i loro intermediari istituzionali e pertanto saranno oggetto di specifica diffusione sugli Organi di Stampa unitamente, in vari step successivi, ad altri aspetti peculiari presenti nel Rendiconto Sociale 2022.