Registrare e diffondere una telefonata come Fedez, occhio ai reati penali

di Redazione | 19 Maggio 2021 @ 06:00 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Ha fatto discutere il caso Fedez-Rai, con la telefonata resa pubblica dal cantante dopo il concertone del primo Maggio. Bisogna però stare attenti. È comunque un reato divulgare comunicazioni acquisite fraudolentemente.

Dove finisce il lecito e inizia il reato non è difficile da capire in linea di principio. Premettiamo che è sempre legittimo registrare telefonate a noi dirette così come è possibile registrare dialoghi se si è presenti ad una conversazione, anche senza avvertire i partecipanti.  Possono servire, in certi casi, anche in caso di difesa giudiziaria. Altro discorso è diffonderle. In quel caso si finisce direttamente nell’ampio campo giuridico della violazione della privacy perché la voce è un dato personale. Esistono però delle eccezioni, cioè quando esiste un legittimo interesse alla diffusione del video o della registrazione, come può essere quello di cronaca. 

Per la Cassazione è anche legittimo mettere in vivavoce una conversazione telefonica senza avvertire l’interlocutore. Chi intrattiene la telefonata accetta il rischio, insomma,  che il suo contenuto possa anche essere diffuso a terzi.  Stesso discorso per le lezioni in aula, diffondendole si incappa in reati. 

Quello che non è invece consentito, in pratica, è divulgare le conversazioni acquisite fraudolentemente senza il consenso degli interessati, a meno che la divulgazione non serva per l’esercizio del diritto di difesa o di cronaca, in base all’articolo 617-septies del Codice penale (Cassazione, 24288 del 10 giugno 2016).

Per integrare il reato le registrazioni devono essere compiute «fraudolentemente». Si intendono quelle ad esempio da parte di persone che non erano presenti alla conversazione e con mezzi idonei a eludere la percezione di essere registrati.

Lasciare un registratore acceso in una stanza, all’insaputa dei presenti, per registrare conversazioni tra terze persone è un reato. Commette il reato di cognizione illecita di comunicazioni anche, ad esempio, un marito separato che registra le telefonate tra la moglie e i figli.


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