Le nomine spaccano il centrodestra, D’Eramo: “Pensiamo prima al Coronavirus”

di Redazione | 04 Marzo 2020, @06:03 | POLITICA
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L’AQUILA – “Abbiamo ritenuto di agire con responsabilità e di non procedere alle nomine previste all’ordine del giorno perché pensiamo che tutta l’attenzione debba essere concentrata sulla vicenda del Coronavirus, visto il momento particolare e di forte stress emotivo che tutti stiamo vivendo e visti gli sforzi che l’assessore regionale alla Sanità Nicolettà Verì sta compiendo per gestire l’emergenza”.

Il deputato e coordinatore della Lega Abruzzo, Luigi D’Eramo, ribadisce ai microfoni di L’Aquila Blog la posizione del Carroccio che ha innescato una vera e propria crisi nella coalizione di centrodestra che guida la Regione Abruzzo.

Facendo dietrofront rispetto a un iniziale accordo, la Lega ieri ha abbandonato l’aula, in Consiglio regionale, facendo mancare il numero legale e, quindi, senza consentire la designazione dell’ex assessore regionale di Forza Italia Paolo Gatti alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti e la modifica alla legge elettorale che consentirebbe la surroga del consigliere sottosegretario, il forzista Umberto D’Annuntiis, aprendo le porte dell’assemblea al primo dei non eletti, l’ex sindaco di Atri (Teramo) Gabriele Astolfi.

Sulle nomine si assiste a un feroce scontro nel centrodestra: a restare in aula al momento della verifica del numero legale, chiesta dal capogruppo del Pd Silvio Paolucci, solo i consiglieri di Fratelli d’Italia, Guerino Testa e Mario QuaglieriDaniele D’Amario di Forza Italia, Roberto Santangelo della civica Azione Politica e Marianna Scoccia dell’Udc. Consiglieri e assessori della Lega, presenti fino a un attimo prima, sono usciti dall’aula al momento della chiama.

Sullo sfondo, non solo un lungo elenco di nomine di competenza regionale, tra cui quelle nelle aziende sanitarie, ma anche le elezioni comunali di Chieti, dove il candidato sindaco della Lega, l’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano, non ha ancora il via libera degli alleati e questo sembra alimentare il braccio di ferro nel centrodestra.


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