Regionali, Pd L’aquila: “Centrodestra ha paura, goffa propaganda di Marsilio e Biondi”

Sigismondi (FdI): "Centrosinistra consapevole di perdere"

di Redazione | 04 Marzo 2024 @ 16:39 | VERSO LE ELEZIONI
marsilio e biondi
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L’AQUILA – “È palpabile la paura che attanaglia il centrodestra, consapevole – ad una settimana dal voto – che le elezioni regionali del 10 marzo potrebbero rappresentare un brusco risveglio per chi, fino a qualche settimana fa, pensava di avere la vittoria in tasca”.

Così, in una nota, il segretario del Pd L’Aquila, Nello Avellani, sulle recenti interviste rilasciate dal sindaco Pierluigi Biondi.

Di seguito la nota completa.

“E se il presidente – finalmente – uscente Marsilio non riesce a nascondere il suo nervosismo, maltrattando i giornalisti e arrivando fino all’insulto per denigrare Luciano D’Amico che, in questa campagna elettorale, sta offrendo alle abruzzesi e agli abruzzesi un progetto chiaro, credibile e sostenibile per il rilancio della Regione, il sindaco dell’Aquila ha iniziato a rilasciare interviste provando a raccontare goffamente dei mirabolanti risultati ottenuti dalla destra in questi cinque anni di governo regionale.

Peccato che, proprio in queste ore, il governo abbia disposto il taglio di 250 milioni di euro a valere sul fondo complementare al Pnrr che erano stati impegnati per “interventi per le aree del terremoto del 2009 e del 2016”.

Quasi tutto è lecito in campagna elettorale, figuriamoci; insultare l’intelligenza delle aquilane e degli aquilani non lo è, però, e non lo consentiamo, così come non consentiamo che vengano denigrati anni di battaglie per garantire fondi certi e regole chiare per la ricostruzione.

Battaglie condotte dalle cittadine e dai cittadini, dalla classe dirigente che si è ritrovata a governare la città nel momento più difficile della sua storia moderna, mettendo al primo posto – sempre – le esigenze del territorio, anche quando ha significato scontrarsi duramente con governi ‘amici’.

Altro che “comunità costretta a rivolgersi con il cappello in mano al potente di turno”, come affermato vergognosamente da Biondi in una intervista; negli anni del post terremoto, ci si è battuti con forza per il diritto alla ricostruzione non solo materiale ma economica e sociale, ottenendo risultati fondamentali per dare un futuro al territorio.

Uno sforzo che la destra sta vanificando.

I fondi per la ricostruzione impegnati in questi anni sono quelli stanziati dal governo Renzi prima – 5,2 miliardi che l’allora destra all’opposizione arrivò a dire fossero soldi finti – e dal governo giallorosso Conte poi, che ha garantito ulteriori 2,7 miliardi ad ottobre 2020. È con lo stesso governo giallorosso che si è chiusa positivamente la vicenda legata alla richiesta restituzione delle tasse alle imprese del cratere. La scelta innovativa di destinare il 4% dei fondi per la ricostruzione allo sviluppo economico fu assunta dalla classe dirigente di centrosinistra, e fu il centrosinistra in Regione che definì il programma Restart che, in questi anni, ha consentito a Biondi di spendere milioni di euro per le varie edizioni della Perdonanza, per I Cantieri dell’Immaginario (altra intuizione del centrosinistra), per Il Jazz Italiano per le terre del sisma (altra intuizione del centrosinistra). Da quel programma, oggi, Marsilio e Biondi attingono per far scorrere, finalmente, dopo anni di incomprensibile immobilismo, la graduatoria del bando Fare Centro (altra intuizione del centrosinistra).

E che dire del Pnrr, il piano di ripresa e resilienza ottenuto dal governo giallorosso e osteggiato da Fratelli d’Italia che arrivò a votare contro il piano e che oggi, invece, rivendica risultati ottenuti con quei fondi. Per non parlare proprio del miliardo e 800 milioni di fondo complementare per il cratere, l’unica misura verticale – destinata ad un territorio definito, i crateri sismici 2009 e 2016 – ottenuta dal centrosinistra a valere sul Pnrr.

Biondi mente sapendo di mentire, tant’è vero che, a domanda sui risultati ottenuti dalla destra per L’Aquila, elenca – incredibilmente – l’apertura della sede distaccata del MAXXI, che tutti sanno essere stata una scelta della passata amministrazione di centrosinistra, condivisa con l’allora ministro Franceschini, oltre ad una serie di altri progetti, non ancora realizzati per l’inerzia della destra al Comune e in Regione, voluti dall’allora commissario straordinario alla ricostruzione Legnini a valere sul fondo complementare al Pnrr (parliamo della sede del Centro nazionale del servizio civile universale e della scuola nazionale della pubblica amministrazione, in particolare).

Non solo. Parlando della candidatura di L’Aquila a Capitale italiana della cultura – e ci auguriamo davvero che la città possa ottenere questo importante riconoscimento – il sindaco dell’Aquila dice testualmente: “si tiene conto dei passi avanti compiuti, considerando anche l’esperienza dei fondi Restart, dei quali ci serviamo per sostenere la candidatura. Un modello da imitare tanto che, con il fondo complementare al Pnrr, con quella filosofia abbiamo destinato 1,8 miliardi alle aree dei due crateri sismici”.

In poche parole, Biondi si ritrova – suo malgrado – a dover riconoscere i meriti di chi l’ha preceduto, sottolineando il modello virtuoso di Restart che sta oggi finanziando il progetto di candidatura e rivendicando il fondo complementare al Pnrr che arriva persino ad intestarsi.

Oltre la propaganda, la verità viene fuori sempre. Anche quando si cerca di mistificarla”, conclude la nota.

AGGIORNAMENTO

Sigismondi (FdI): “Centrosinistra consapevole di perdere”

“Tutti gli abruzzesi non dimenticano che il centrosinistra ha già governato la Regione Abruzzo con risultati talmente scarsi che indussero, addirittura, alla scelta di cambiare il candidato alla presidenza. Va ricordato, infatti, che l’ex presidente di Regione del Pd, Luciano D’Alfonso, per evitare una sonora quanto scontata bocciatura da parte degli abruzzesi, preferì candidarsi in anticipo al Senato. Oggi, non avendo argomenti da proporre agli abruzzesi, gli esponenti del centrosinistra cercano di attaccare il presidente Marco Marsilio, sminuendo i traguardi raggiunti da lui e dal centrodestra. Il centrosinistra è consapevole di perdere le elezioni in Abruzzo con il candidato presidente D’Amico che non convince neppure il proprio elettorato. Tutti sanno che la scelta di candidare D’Amico è la dimostrazione che nessun partito del centrosinistra si è voluto intestare, con un proprio uomo, la sconfitta in Abruzzo. Il 10 marzo segnerà la riconferma di Marsilio e del centrodestra, forti degli importanti obiettivi centrati e della vigorosa sinergia con il governo nazionale che, infatti, nell’ultimo anno e mezzo ha prodotto per l’Abruzzo attenzione e risultati mai visti in passato”. E’ quanto afferma, il senatore e segretario regionale di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi.


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