Referendum, le norme anticovid ai seggi. Voto domiciliare per i positivi

di Redazione | 03 Settembre 2020 @ 18:25 | UTILI
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L’AQUILA – Da domani inizierà la consegna alle prefetture di mascherine, guanti e gel igienizzante destinati ai seggi elettorali. Garantire il voto in sicurezza agli elettori che tra il 20 e il 21 settembre saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale o per le elezioni regionali è il primo obiettivo di queste misure che si aggiungono a quelle già previste dal protocollo sanitario e di sicurezza sottoscritto dai ministri dell’Interno e della Salute.

Le disposizioni contenute nella circolare

La circolare 39/2020 diramata a tutti i prefetti dalla Direzione centrale per i Servizi elettorali stabilisce che verranno distribuiti a partire da domani 15,1 milioni di mascherine chirurgiche, 3,4 milioni di guanti e 315.000 litri di gel igienizzante per tutelare adeguatamente i cittadini che si recano al voto, i componenti del seggio elettorale e gli operatori coinvolti, secondo le disposizioni contenute nel protocollo sanitario e di sicurezza sottoscritto dai ministri dell’Interno e della Salute il 7 agosto.

Come si vota

Sul sito del Viminale sono state pubblicate anche tutte le indicazioni relative alle modalità di inserimento delle schede votate dagli elettori nell’urna. Nel referendum popolare confermativo e nelle elezioni regionali e amministrative, l’elettore, dopo essersi recato in cabina, aver votato e ripiegato la scheda o le schede, deve provvedere a inserirle personalmente nell’urna corrispondente. Nelle elezioni suppletive del Senato che si svolgeranno nei due collegi uninominali interessati (03 della Sardegna e 09 del Veneto) rimane l’obbligo dell’elettore di consegnare la scheda votata opportunamente piegata, al presidente di seggio (o chi ne fa le veci), il quale è tenuto a staccare il tagliando antifrode dalla scheda medesima e a collocarla, quindi, nell’urna. In quest’ultima circostanza il presidente (o chi ne fa le veci) indosserà i guanti per ricevere la scheda votata.

Il voto nelle strutture sanitarie

Inoltre, presso tutte le strutture sanitarie che abbiano almeno 100 posti-letto, dove siano presenti reparti Covid-19, devono essere costituite sezioni elettorali con funzioni di raccolta del voto e di spoglio delle schede votate. Qualora venga accertata l’impossibilità di istituire una sezione elettorale ospedaliera e/o un seggio speciale, il sindaco può nominare, in qualità di componenti, personale delle Unità speciali di continuità assistenziale regionale (Uscar), designato dalla competente azienda sanitaria locale o, in subordine, previa attivazione dell’autorità competente, soggetti iscritti all’elenco dei volontari di protezione civile che siano elettori del comune.

Il voto per chi è in quarantena

Limitatamente alle consultazioni elettorali e referendarie del 2020, gli elettori sottoposti a trattamento domiciliare e quelli che si trovino in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario per Covid-19 sono ammessi a esprimere il voto presso il proprio domicilio nel comune di residenza. Per acquisire questo diritto, devono far pervenire al sindaco del comune nelle cui liste sono iscritti, tra il decimo e il quinto giorno prima delle votazioni, una dichiarazione che attesti la volontà di esprimere il voto presso il proprio domicilio e un certificato, rilasciato dal funzionario medico designato dalla Asl, che attesti l’esistenza delle condizioni previste.


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