Referendum, giustizia: la consulta dice sì a 5 quesiti su 6

Bocciato quello sulla responsabilità diretta dei magistrati e sulla cannabis. D'Amato: spetta al potere legislativo intervenire

di Redazione | 17 Febbraio 2022 @ 09:45 | POLITICA
Print Friendly and PDF

ROMA – La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum sulla responsabilità diretta dei magistrati. Nel corso di una conferenza stampa il presidente della Consulta Giuliano Amato, ha spiegato che “il nostro ordinamento prevede la responsabilità indiretta, quindi il quesito più che abrogativo sarebbe stato innovativo”. Dichiarato inammissibile anche il referendum sulla cannabis. Ha spiegato Amato:

“Io lo chiamo referendum sulle sostanze stupefacenti, perché con questo quesito scompare il divieto di coltivazione delle droghe pesanti e già questo è sufficiente a farci violare obblighi internazionali”.

La Corte costituzionale ha invece ritenuto ammissibili cinque quesiti referendari: abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità; limitazione delle misure cautelari; separazione delle funzioni dei magistrati; eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del Csm; valutazione dei magistrati.

(Italpress)

Come riporta l’agenzia di stampa Dire.it, il presidente della Consulta ha richiamato il Parlamento al suo impegno di “potere legislativo” perché c’è il rischio di uno scollamento con le esigenze della società civile, da cui per l’appunto provenivano le richieste sui questiti bocciati (eutanasia e cannabis).

Sull’eutanasia, Amato precisa che:

“Il quesito referendario apriva aree di impunibilità. Il primo ragazzo 18enne che arriva e decide di farla finita, trova un altro ragazzo come lui che glielo fa fare. Allora è bene che si esprima il Parlamento, siamo tutti responsabili”.

Per quanto riguarda la cannabis legale, il presidente della Consulta spiega:

“Abbiamo dichiarato inammissibile il referendum sulle sostanze stupefacenti, non sulla cannabis sulla quale, con le parole, c’è stata una parziale analogia con il quesito dell’eutanasia”.

Di qui l’appunto al potere legislativo:

“Il nostro Parlamento forse sarà troppo occupato dalle questioni economiche ma forse non dedica abbastanza tempo a cercare di trovare la soluzione su questi temi valoriali. È fondamentale che in Parlamento capiscano che se questi temi escono dal loro ordine del giorno possono alimentare dissensi corrosivi per la coesione sociale”.

LA NOTA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

La Corte costituzionale ha proseguito oggi in Camera di consiglio l’esame sull’ammissibilità dei referendum cominciato ieri. 
In attesa del deposito delle sentenze, previsto nei prossimi giorni, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte ha finora ritenuto ammissibili i seguenti quesiti referendari:
1) Abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità
2) Limitazione delle misure cautelari
3) Separazione delle funzioni dei magistrati
4) Eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del CSM. 

I suddetti quesiti sono stati ritenuti ammissibili perché le rispettive richieste non rientrano in alcuna delle ipotesi per le quali l’ordinamento costituzionale esclude il ricorso all’istituto referendario.


Print Friendly and PDF

TAGS