Recensioni negative: il confine tra diritto di critica e diffamazione on line

di Redazione | 14 Dicembre 2020 @ 06:18 | LA LEGGE E LA DIFESA
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Era finito in Tribunale, a Roma, un caso di diffamazione sulla piattaforma Google My Business. Si trattava di recensioni negative nei confronti di una struttura sanitaria e quest’ultima ne aveva chiesta la cancellazione, denigratorio. Google però ne aveva rimosse solo una parte, lasciando quelle che riteneva un legittimo diritto di critica. 

Il Tribunale di Roma ha quindi chiarito il confine tra critica legittima e diffamazione in casi come questi, con recensioni negative pubblicate on line dagli utenti.

Tra le recensioni non rimosse da Google infatti ce ne erano alcune che riportavano giudizi di questo tipo: “Scandalosi”, “Medici da evitare e gestito da incapaci”. Motivo per cui la struttura si era rivolta al Tribunale. Quest’ultimo ha si ricordato il regime della responsabilità dei provider di servizi on line alla luce del D.Lgs 70/2003, ma ha confermato l’assenza di un obbligo di controllo preventivo dei contenuti pubblicati dagli utenti. Tale controllo infatti, sarebbe impossibile vista l’enorme quantità di dati immessi dagli utenti. Tuttavia, nei casi simili, a seguito di una segnalazione relativa al potenziale contenuto illecito del materiale pubblicato, il gestore del servizio deve attivarsi immediatamente e di effettuare una valutazione dei contenuti segnalati. Tale valutazione è rimessa al providere deve essere condotta in base ai parametri previsti nelle condizioni di utilizzo della piattaforma online. L’obbligo di rimozione, quindi, sorge soltanto se all’esito del controllo viene riscontrata una manifesta ed evidente illiceità dei contenuti. 

Sta al Giudice quindi, in caso ci si rivolga ad esso, bilanciare il diritto alla reputazione, anche commerciale, e il contrapposto diritto di critica, fondato sulla libertà di manifestazione del pensiero. Nel caso in esame il Tribunale di Roma ha chiarito che il diritto di critica ricomprende la possibilità di una legittima espressione di aperto dissenso o disfavore. 

Il Tribunale quindi ha considerato legittima espressione del diritto di critica i commenti non cancellati da Google.


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