Rapporto Orso 2022: tra limiti di velocità superati e turisti fuori controllo, il punto sulla tutela dell’orso bruno marsicano

di Fausto D'Addario | 05 Luglio 2023 @ 05:24 | AMBIENTE
Rapporto Orso
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È stato pubblicato ieri, online, il Rapporto Orso per l’anno 2022, un’iniziativa del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che dal 2015 dà conto del lavoro svolto per la tutela dell’Orso bruno marsicano. Il Rapporto Orso intende colmare un vuoto informativo, riprendendo un’esperienza, ormai collaudata, che la provincia autonoma di Trento sta seguendo da anni, in seguito al progetto di reintroduzione degli orsi. Dietro tutto quanto si racconta nel Rapporto c’è un ampio lavoro di ricerca e monitoraggio, condotto con grande pazienza e competenza dalle donne e dagli uomini del Parco, impegnati a favorire e gestire l’espansione di questa specie meravigliosa che è l’orso marsicano. Detto per inciso, per l’Abruzzo questo mammifero è un’icona del territorio da ben 9 milioni di euro. La convivenza tra orso e uomo, che fa bene alla biodiversità e anche all’economia dei territori, è però ancora un percorso irto di ostacoli.

Rapporto Orso

L’orso è un gran camminatore”, scrive Giovanni Cannata nell’introduzione al Rapporto, per cui “il loro campo di azione riguarda il Parco, ma anche territori non protetti”. E se l’orso fa danni “il Parco, a norma di legge, interviene con un sistema di indennizzi”. Senza contare i contatti sempre più frequenti con turisti e curiosi che, pur di collezionare uno scatto, si avvicinano pericolosamente agli orsi o compiono violazioni di domicilio nelle pertinenze delle abitazioni. Come è accaduto domenica 4 luglio, a Villalago: ghiotta di ciliegie, l’orsa Amarena e i suoi due cuccioli sono stati fermi dalle 9 alle 17.50, a circa 5 metri dal ciglio dell’unica via percorribile, provocandone la chiusura, con transito a passo d’uomo, consentito solo a residenti e dimoranti, a mezzi di soccorso. O l’episodio del 21 settembre 2021, giorno in cui l’orsa Giacomina, a causa dell’eccessivo avvicinamento da parte di turisti intenti a filmarla con il cellulare, ha reagito con un falso attacco.

I numeri sono in crescita.Dati, oggettivi e inconfutabili, parlano da soli e raccontano di come la popolazione di orso marsicano ce la stia mettendo tutta”, commenta Luciano Sammarone, direttore del PNALM. I dati della serie 2006-2022 parlano chiaro: a fronte dei 44 orsi morti in 17 anni, solo nell’area del PNALM sono stati comunque accertati 140 cuccioli. Il 2022 è stato un anno a zero morti di orsi, ma la guardia non va abbassata sulla sostanziale situazione di criticità in cui vive la popolazione di questi mammiferi, “come ci ha ricordato la brutale strage di lupi e altri animali avvelenati della primavera 2023, che per un caso assolutamente fortuito non ha coinvolto esemplari di orso”. Il 2022 ha visto anche la fine del periodo di addestramento del Nucleo Cinofilo Antiveleno del Parco, con i due pastori tedeschi Visir e Viking, addestrati a riconoscere esche e bocconi, che sono una delle principali minacce della fauna dell’Appennino.

Il vero protagonista di quest’anno non poteva che essere Juan Carrito per la tragica conclusione della sua vita nella serata del 23 gennaio 2023. “Un dono di Dio”, per Massimiliano Sbrolla, ma allo stesso tempo “una vera e propria chiamata alle armi”, poiché la sua vicenda ha richiesto tavoli tecnici e istituzionali, coinvolgendo fortemente l’opinione pubblica, e ha portato ad assunzioni di scelte e responsabilità impegnative e a volte impopolari. Gli è stata evitata la cattività, “che per un orso nato libero è un destino tragico almeno quanto la morte”, ma gli spostamenti di Carrito in aree a differente grado di protezione e tutela hanno messo duramente alla prova il sistema territoriale. Il Rapporto ne ripercorre le ultime vicende. Dopo la prima traslocazione dell’orso, avvenuta il 7 dicembre 2021 all’interno del PNALM, e dopo il suo ritorno a Roccaraso, a distanza di una settimana dal rilascio, il Parco ha continuato a monitorarlo, con turni di 12 ore continuative nelle ore serali e notturne e con azioni di controllo e dissuasione, quando Carrito si avvicinava un po’ troppo ai centri abitati. All’uscita dallo svernamento, il 5 febbraio 2022, l’orso ha ripreso a frequentare il centro abitato di Roccaraso e ad alimentarsi di rifiuti urbani, richiedendo ancora una volta turni di monitoraggio e controllo molto intensivi, fino a quando non è stato nuovamente catturato un mese dopo. L’operazione, gestita dal personale del Parco Nazionale della Maiella, lo ha trasferito nell’area faunistica di Palena, per poi liberarlo il 25 marzo 2022. Carrito da quel momento ha mantenuto un comportamento elusivo e schivo nei confronti delle persone per oltre un mese, frequentando aree selvagge e isolate del PNALM. A dicembre 2022 Carrito è stato catturato nuovamente dal personale del PNALM, per rimuovere il radiocollare non funzionante ma, in previsione di una sua ulteriore crescita, non gliene è stato applicato uno nuovo, visto che il precedente era diventato troppo aderente. Nel gennaio 2023, le attività di Carrito hanno causato una serie di danni a pollai, fino al tragico epilogo della sera del 23 gennaio, quando è stato accidentalmente investito sulla SS17. Se fosse nato oltreoceano, sarebbe stato rimosso dalla natura, perché considerato irrecuperabile. Questa era la soluzione che gli esperti di tutto il mondo avevano proposto. “Rimuovere Juan Carrito sarebbe stata, forse, la decisione più semplice. Per noi, tuttavia, quest’orso ha rappresentato una sfida necessaria non solo per Carrito stesso, ma per il futuro di tutta la popolazione. […] Abbiamo ancora molta strada da fare: Carrito ci ha ricordato qual è la direzione”.

Ma quello di Juan Carrito non è un caso isolato. L’incidente è avvenuto a circa 300 m dal luogo in cui, il 24 dicembre 2019, era stata investita una femmina di orso. La SS17 è infatti una delle strade più pericolose per la sicurezza di fauna e guidatori: lungo questa strada sono morti investiti 4 orsi, dal 2016 a oggi. Proprio per questo dal 2018 è stato avviato il progetto Life Safe Crossing (2018-2023), che mira a ridurre il rischio di incidenti con la fauna, diminuire la frammentazione degli habitat e sensibilizzare i guidatori. La rilevazione della velocità dei veicoli ha messo in luce un dato impietoso: la maggior parte dei guidatori non rispetta i limiti di velocità. Secondo il Rapporto, ad esempio, nella SS83 – zona della Camosciara – l’81% non ha rispettato i limiti di velocità nel 2022 (il limite previsto è di 50 Km/h).

Altri orsi del Parco vengono tenuti sotto osservazione. I più confidenti, che cioè perso la naturale diffidenza nei confronti dell’uomo come conseguenza di una ripetuta esposizione a contatti senza conseguenze negative, sono Amarena, Giacomina e Bambina. Tra tutte, Amarena la mamma di Juan Carrito, ha manifestato un comportamento fortemente confidente e dannoso, finché ha avuto al seguito i 4 piccoli. Giacomina, che ha manifestato un comportamento fortemente confidente dal 2016, ha fatto sempre meno visite diurne presso i centri abitati. Per Bambina, la cattura si era resa necessaria a causa di incursioni diurne nel centro abitato di Barrea, mentre per il 2022 è stata avvistata a Castel di Sangro e Scontrone. Nel 2022 si sono registrate complessivamente 155 richieste di indennizzo per danni da orso, per un totale di € 73.465,30, una somma superiore a quella del 2021. Di queste, 145 sono state liquidate, grazie alla convenzione sottoscritta a fine 2020 con la Regione Abruzzo. I danni maggiori alla zootecnia si sono registrati soprattutto a Castel di Sangro, Barrea, Scontrone e Pescasseroli, mentre quelli alle attività agricole sono sensibilmente inferiori a quelli dell’anno precedente. Il picco dei danni si registra nei mesi estivi, con gli orsi attirati dalla maturazione della frutta, come ha mostrato il recente caso di Amarena. Non mancano però esemplari molto più tranquilli, come Barbara, una femmina che non ha mai presentato comportamenti confidenti o problematici e Gabbietta, che si sposta in un’area compresa tra Ovindoli e Celano. Lucio, invece, non ha mai toccato i centri abitati e si sposta soprattutto nel versante laziale.

Il 2022 è anche l’anno della sensibilizzazione: il Parco ha continuato a mantenere alta l’attenzione del pubblico sulle tematiche più importanti legate alla conservazione dell’orso marsicano, utilizzando i canali social per sensibilizzare le persone. Specialmente nei periodi di maggiore affluenza turistica, sui più giusti comportamenti da tenere, nel caso ci si imbattesse fortuitamente in un orso. Due i documentari naturalistici destinati al grande pubblico: il docu-film per Sky Nature, dal titolo: “Il marsicano: l’ultimo orso” del regista Massimiliano Sbrolla e “Path of the Bear”, prodotto da Wildlife Media, con la regia di Paolo Sordi e lo sceneggiatore e presentatore Chris Morgan. Il 26 dicembre è stato lanciato da RaiPlay SoundOrsa Minore”, un nuovo podcast documentario dedicato alle vita delle orse del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, raccontato dalle biologhe, dei tecnici e dei Guardiaparco. Tutte iniziative volte alla costruzione di una comunità educante, l’ultimo e fondamentale passaggio per la realizzazione di un modello realmente sostenibile di convivenza.

E per il futuro? Due progetti, almeno per ora. Innanzitutto si pensa all’espansione della popolazione degli orsi: il PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso bruno marsicano) ha individuato un territorio nell’Appennino Centrale, esteso dal Parco del Matese a quello dei Sibillini, nel quale l’habitat idoneo potrebbe consentire la vita almeno a 70 femmine e a oltre 200 orsi complessivi. Inoltre, grazie alla disponibilità del Ministero dell’Ambiente, di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e delle Regioni e dei due Parchi nazionali interessati, nel 2025 per Sammarone sarà possibile realizzare un monitoraggio, che darà una stima della popolazione degli orsi su base genetica, interessando un’area molto più vasta di quella investigata in precedenza.


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