Rapetto: “Sono stato costretto”, ma chi ci crede?

di Redazione | 04 Giugno 2012 @ 00:00 | EDITORIALI
rapetto
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di Maria Cattini, Linkiesta.it – Il comandante del Nucleo Speciale Frodi Telematiche (GAT) Umberto Rapetto, lo sceriffo del web, come è stato soprannominato, è stato defenestrato come un comune mortale.
L’ho conosciuto personalmente questo finanziere “anomalo”, un anticonvenzionale, sembrava un marziano, lì nel quartier generale del Gruppo Anticrimine Tecnologico della Guardia di Finanza a La Rustica a Roma. Si è presentato in tenuta sportiva, quasi da giocatore di rugby, d’altronde la stazza c’è. Con orgoglio ha parlato del suo lavoro e della sua  squadra:

Io mi fido solo di quello che succede tra queste mura

Il suo Comando?. Tra cimeli cyber informatici sembrava quasi di stare in un museo per bambini, una specie di Alice nel Pese delle Meraviglie del mondo informatico: vecchie tastiere coloratissime, alberi con cd come foglie, monitor con tubi catodici a mo’ di cornici con foto di operazioni compiute dalla Gdf. Un’atmosfera particolare per chi vive di web come me. E mentre lo ascoltavo mi dicevo:”ma che c’azzecca questo cane sciolto con queste rigide e imbalsamate gerarchie militari?”. Certo, un personaggio molto mediatico e scomodo, ma anche il massimo esperto di crimini informatici.
Insomma quello che è successo non mi ha sorpreso.

Qualche modulo e una dozzina di firme sono bastati per cancellare 37 anni di sacrifici e di soddisfazioni e i tanti sogni al Gat

così ha commentato polemicamente su Twitter, il suo forzato addio, il colonnello fondatore di quello che sarebbe poi diventato il Nucleo speciale frodi telematiche, il super esperto nella lotta alle cyber-truffe.
Nel suo curriculum, l’operazione “Macchianera“, che ha permesso di scoprire centinaia di false posizioni Inps; l’operazione “Stamina RX” che ha coinvolto dieci Procure e ha sgominato un’organizzazione che vendeva via Internet farmaci pericolosi; l’operazione “Carta da pacchi“, su delega della Procura di Roma, che ha smascherato una banda che offriva l’opportunità di pagare bollette e cartelle esattoriali con sconti significativi, provvedendo in realtà a migliaia di operazioni con carte di credito rubate o clonate. E poi le indagini che hanno portato all’arresto di hacker penetrati nel sistema di sicurezza di Nasa e Pentagono. Con le sue operazioni , ha fatto infliggere una mega multa da 98 miliardi a dieci società concessionarie del gioco d’azzardo di Stato. A costare il posto al super esperto, secondo alcune voci, potrebbe essere stata proprio quest’ultima inchiesta sulle slot machine che avrebbe toccato e scardinato alcuni potentati occulti, portando alla condanna dei vertici dei Monopoli di Stato e delle società concessionarie al pagamento di 2 miliardi e mezzo di euro.

Rientra tutto nell’ambito di un normale avvicendamento assicurano i vertici delle Fiamme Gialle”.

Oltre nove le interrogazioni parlamentari per questa vicenda che ha dell’incredibile. Il ministro più direttamente interessato è quello dell’Economia e Finanze, ossia lo stesso presidente del Consiglio Mario Monti che ricopre anche questo incarico. Bocche cucite e grandi imbarazzi e Rapetto viene spedito al Centro alti studi della Difesa (Casd). Lui non ci sta e presenta le sue (ir)revocabili – e polemiche – dimissioni, mentre su Twitter fa spallucce:

«verrà il giorno in cui le persone perbene potranno vantarsi di essere tali».

Certo non oggi. E non in questo Pese dove regna la peggiocrazia.


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