Randagismo L’Aquila, le associazioni chiedono di essere audite in Commissione

di Redazione | 02 Febbraio 2022 @ 18:10 | AMBIENTE
randagismo
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – In merito al dibattito sul randagismo innescato da una nota di Palumbo a cui ha replicato l’assessore all’Ambiente Fabrizio Taranta, riceviamo e pubblichiamo una nota di alcune associazioni di volontariato: “Da quasi un anno, tutte le associazioni e i volontari del territorio, compresi i comuni limitrofi, si sono uniti in un Comitato informale a sostegno di un progetto mirato all’eliminazione del randagismo. Il randagismo è causato da diversi fattori, quali nascite incontrollate, mancati controlli sulle situazioni a rischio, cani vaganti padronali, scarsa informazione, difficoltà di comunicazione e coordinazione tra gli Enti preposti e in sostanza dall’immobilità di questi ultimi nel cercare soluzioni e collaborazione. In un incontro avvenuto a luglio 2021 insieme ad Associazioni e ASL, sono state portate all’attenzione dell’Assessore e del Comune le problematiche e alcune proposte di miglioramento, alle quali non è stato dato nessun seguito da parte dell’Amministrazione nonostante i diversi solleciti. Il problema è reale e concreto, al di fuori di ogni tipo di propaganda politica. Infatti da anni non viene attuata alcuna misura a contrasto del fenomeno del randagismo, come invece avviene con successo nel resto del Paese; qui le nostre Amministrazioni si limitano a stanziare i fondi necessari per il mantenimento delle convenzioni con i canili, come anche asserito dall’Assessore stesso. Tuttavia, la diminuzione del numero di cani in canile, che poi è relativa, dipende esclusivamente dal lavoro incessante e gratuito dei volontari svolto anche attraverso adozioni consapevoli sia per i cani presenti nelle strutture che per i randagi, con la collaborazione della ASL. Le attività descritte dall’Assessore, per contenere il triste fenomeno del randagismo, non ci risulta che vengano attuate dall’Amministrazione: lo testimoniano le centinaia di cani “senza controllo” che popolano le periferie e le frazioni della città. Ci preme evidenziare che, come esposto anche dal consigliere Palumbo, la delibera comunale 527 del 25/11/2019 relativa al progetto “L’Aquila a 4 zampe” presentato dalla ASL nel 2019 non è mai stata attuata, soprattutto nelle iniziative mirate alla collaborazione con le associazioni e i volontari, questo accade anche nei Comuni limitrofi. Come è facile immaginare, il randagismo non si elimina ampliando le strutture dei canili, che senza dubbio avrebbero bisogno di un profondo restauro, appoggiandosi su finanziamenti privati, ma con interventi simultanei e ben progettati che comprendono campagne di sterilizzazione, di microchippatura e di sensibilizzazione nelle scuole e fuori, corsi di formazione per i volontari e per gli Enti e l’inclusione in un tavolo tecnico permanente delle Associazioni con gli Enti preposti (Municipale, Carabinieri Forestali, ASL, Guardie Zoofile, G.D.F.). Il consigliere Palumbo grazie alla propria sensibilità e volontà ha portato allo scoperto una situazione tangibile sulla quale l’Amministrazione dovrebbe fare riflessioni più profonde, considerata la moltitudine di problemi che questa città, forse più delle altre, è costretta a sopportare. L’obiettivo dovrebbe essere quello di cercare di risparmiare denaro pubblico o quantomeno utilizzarlo in modo efficace e più utile a tutta la popolazione, sia umana che animale. Dovremmo voler elevare il livello di civiltà dei nostri territori, renderli più sani, più vivibili sia per i cittadini sia per chi viene da fuori. Detto questo attendiamo la data per l’audizione in Commissione per presentare il “Manifesto per la lotta al randagismo” e il progetto collegato in modo da trovare una quadra a livelli di organizzazione di ruoli e di iniziative da mettere in campo.”


Print Friendly and PDF

TAGS