Randagismo, Asl: i numeri migliorano. Ecco la situazione e le criticità

di Alessio Ludovici | 14 Febbraio 2023 @ 06:00 | AMBIENTE
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L’AQUILA – Ancora randagismo, perché si tratta di una vera emergenza del centro sud, Abruzzo e provincia dell’Aquila non sono esclusi. Inizio anno è il momento del consueto bilancio dei servizi veterinari delle Asl che poi finiranno sul tavolo della giunta regionale per un’analisi complessiva. Ci sono delle buone notizie per quanto riguarda la provincia dell’Aquila, le ha segnalate la Asl in una nota e si evincono dai dati del rapporto provinciale: i numeri stanno leggermente calando, in particolare quelli dei cani ospitati nelle strutture di ricovero permanente dove spesso i cani finiscono per passare tutta la vita. Analizzeremo i dati più in dettaglio nei prossimi giorni, intanto uno sguardo d’insieme è utile per capire l’entità del fenomeno.

La Asl ha gestito quasi 1600 randagi nel solo 2022, numeri ancora spaventosi, e di questi 500 hanno trovato subito famiglia grazie all’incessante lavoro delle associazioni di volontariato che con la Asl sono protagoniste del progetto “Cerco casa sono un randagio”. Senza il lavoro dei volontari la gestione di questi numeri sarebbe molto più difficile.

Gli altri, una volta dimessi dai canili sanitari, transitano nei rifugi o asili comunali o, ancora, vengono dati in adozione senza passare per altre strutture sempre grazie al lavoro della rete di associazioni.

Le azioni attuate hanno prodotto, nel 2022, una sensibile diminuzione di cani ospitati dalle strutture di ricovero: 1174 contro i 1531 del 2019, con una differenza di 357 in meno. Un dato impensabile fino a qualche anno fa, ottenuto con lo sforzo del servizio, dei volontari e delle strutture e che fa sperare in una funzione diversa di asili e rifugi per il futuro: “La progressiva riduzione di cani nei rifugi”, dichiara Mario Mazzetti, direttore facente funzione del servizio veterinario area sanità animale, “consente di passare da una fase di emergenza a una gestione di qualità con la quale gli animali possono avere migliori condizioni di vita e maggiori possibilità di essere affidati. Tutte le azioni intraprese hanno favorito una visione nuova e strategica nell’approccio al randagismo per la cui prosecuzione occorrono ora investimenti mirati”.

La diminuzione dei cani nei rifugi è un primo presupposto. L’altro è abbattere i numeri generali e in questo sarà fondamentale il contributo di enti locali e di una sempre maggiore corretta cultura cinofila. A L’Aquila è iniziata una campagna di sterilizzazione, un primo esperimento concreto.

In tal senso, nell’ambito della strategia anti randagismo, la Asl nel 2019 ha sottoscritto con i Comuni protocolli operativi denominati ‘Comune a quattro zampe’. Le amministrazioni che hanno aderito sono state: L’Aquila, Avezzano, Pratola Peligna, Trasacco, Massa d’Albe, Magliano dei Marsi, Raiano, Pescasseroli, Gioia dei Marsi, Pescina, San Benedetto dei Marsi, Ofena, Capestrano, Navelli, Barisciano, Pizzoli, Civita d’Antino, Civitella Roveto, Capistrello, Castel di Ieri e tutti i Comuni della Valle  Subequana. 

Il lavoro del servizio veterinario e dei canili sanitari non si limita alla gestione e trasferimento dei cani ovviamente, c’è l’attività di gestione dell’anagrafe canina e quella di sterilizzazione delle cagne catturate. Il servizio veterinario e la Direzione Asl hanno inoltre sollecitato la Regione a organizzare una giornata dedicata al randagismo per un’accurata valutazione del fenomeno da cui possano scaturire eventuali suggerimenti di modifica della normativa. I numeri sono ancora alti del resto e le cattive prassi all’ordine del giorno, cucciolate, mancate sterilizzazioni, cani vaganti, cucciolate dei cani da lavoro, della pastorizia o della caccia. E’ un universo di problemi a cui va messa mano per non disperdere il lavoro fatto finora. 1600 randagi, centinaia di femmine riproduttive (che vengono sterilizzate a spese del contribuente): pensiamo se non si riuscisse per qualche mese a far fronte ai nuovi ingressi, se si fermasse il lavoro dei volontari. Canili e rifugi esploderebbero e i cani vaganti sarebbero sempre di più.

C’è poi la questione dei felini, servirebbero investimenti anche in tal senso.  Nel 2022 sono state censite decine di nuove colonie e il Servizio Veterinario di Sanità Animale è impegnato nel controllo della popolazione felina a vita libera attraverso il censimento della colonie feline e la sterilizzazione delle femmine e dei maschi qualora sia possibile catturarli. Problema meno “sentito”, l’opinione pubblica è portata a pensare al gatto come un animale che può vivere tranquillamente libero. La realtà è più complessa e sono all’ordine del giorno le problematiche emergenti di ordine igienico-sanitario e di benessere degli animali.

 


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