Raid di accalappiamento cani nella Marsica, volontari abruzzesi lanciano l’allarme

di Redazione | 23 Aprile 2024 @ 18:15 | AMBIENTE
Raid di accalappiamento cani nella Marsica
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L’AQUILA – Il Coordinamento Associazioni Volontari Abruzzesi Animali e Ambiente Aps dell’Aquila lancia l’allarme sul raid di accalappiamento di cani nella Marsica.

“Questo fine settimana, un massiccio raid di accalappiamento dei cani vaganti ha scosso il territorio. Sebbene alcuni ipotizzano che la motivazione dietro a questa operazione sia il prossimo Giro d’Italia, non possiamo ignorare il fatto che i comuni praticano da tempo la rimozione dei cani vaganti dal nostro territorio come fossero spazzatura, per nasconderli nei canili privati”.

“Qualche volontario, invece, riferisce che le strutture di mantenimento hanno bisogno di riempire gli spazi vuoti, dato che gli ingressi nei canili negli ultimi tempi sono diminuiti grazie al lodevole lavoro delle associazioni insieme alle amministrazioni comunali. Da fonti attendibili, inoltre, i volontari sanno che sono state impossibili da catturare diverse fattrici, a differenza dei cuccioli che sono già in canile, e che quindi sono state lasciate libere sul territorio. Questo significa che tra pochi mesi ci troveremo di fronte allo stesso problema, che verrà prontamente “risolto” con un nuovo ciclo di accalappiamenti e diaria giornaliera”.

E aggiungono: “I comuni complici di questa mossa dovranno spiegare la valutazione e i criteri che sono stati seguiti per queste catture. Alcuni cani padronali, privi di chip, che sono stati prelevati dal territorio, trasportati e stressati in canile, sono già stati recuperati dai proprietari. Inoltre, qualche cane stanziale, senza chip, che viveva libero e innocuo, è stato adottato dalle persone che se ne prendevano cura sul territorio, pur di tirarli fuori dal canile. In molti sono stati condannati.

È evidente che c’è un grave problema nel modo in cui si affronta la questione dei cani vaganti. Accalappiare senza criterio e senza una strategia a lungo termine è solo un cerotto temporaneo, non una soluzione. È necessario agire con responsabilità e umanità, adottando politiche di gestione dei cani randagi che rispettino il benessere degli animali e coinvolgano attivamente le comunità locali”.

“Lo ripetiamo da tempo immemore ai Comuni, come Associazioni e Coordinamento Regionale siamo disponibili ad una sinergica cooperazione e affiancamento nella prevenzione del randagismo. Chiediamo ai Comuni di porre fine a queste pratiche disumane e inutili, e di impegnarsi nella creazione di politiche di gestione dei cani randagi che siano etiche, sostenibili e rispettose degli animali. Solo attraverso un approccio serio, umano e responsabile possiamo sperare di risolvere questo problema in modo duraturo. È per questo che invitiamo tutti i comuni ad adottare il “Manifesto per la lotta al randagismo” che studia e racchiude tutti gli aspetti utili al superamento di questo stato di emergenza e inciviltà”, concludono.


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