Rai Storia dedica puntata al centenario del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

In onda lunedì 8 luglio alle 21.10 su Rai Storia la puntata dedicata al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che nel 2022 ha festeggiato il suo primo centenario di vita.

di Fausto D'Addario | 08 Luglio 2024 @ 05:49 | CULTURA
Parco nazionale d’Abruzzo centenario
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Il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha festeggiato nel 2022 ha festeggiato il suo primo centenario di vita. Cento anni di storia, di natura protetta e di bellezza che saranno al centro della puntata di

Italia. Viaggio nella bellezza. Cento anni dalla parte della natura”, in onda lunedì 8 luglio alle 21.10 su Rai Storia.

Senza nulla togliere alle altre aree protette nazionali, quando si parla di Parco, a molti il pensiero va automaticamente al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, o al massimo al capostipite mondiale, il Parco di Yellowstone. Guai però a chiamarlo solo Parco d’Abruzzo, come si sente spesso: dal 2001 il Parco ha cambiato la propria denominazione, aggiungendo i nomi delle due regioni confinanti, Lazio e Molise, venendo così a includere una superficie complessiva di 50.500 ettari e un’arca contigua di circa 77.500 ettari, che si estende nei comprensori dell’Alta Valle di Sangro, del Sagittario, della Marsica, delle Mainarde molisane e della Valle di Comino nel Lazio.

Polmone verde del Centro Italia, il Parco Nazionale d’Abruzzo, “sorto per la protezione delle silvane bellezze e dei tesori della natura“, venne alla luce grazie alla lungimiranza di grandi uomini, come Erminio Sipari, di antica famiglia di Alvito e Pescasseroli, cugino di Benedetto Croce, filosofo, letterato, storico e politico tra i più influenti della prima metà del Novecento italiano. Risale infatti al 1917 la prima proposta di istituzione e già il 2 ottobre del 1921 nel comune di Opi fu istituita la prima area protetta d’Italia grazie all’impegno della Federazione Pro Montibus et Silvis di Bologna, affittando dal Comune stesso 500 ettari della Costa Camosciara nell’alta Val Fondillo. Ancor prima fu il re Vittorio Emanuele a volere, qualche decennio prima della nascita del Parco, una riserva di caccia con l’intento di arginare l’estinzione di specie selvatiche uniche. L’esigenza di conservazione fu avvertita profondamente anche da altri comuni e così, dopo Opi, anche Bisegna, Civitella Alfedena, Gioia dei Marsi, Lecce ne’ Marsi, Pescasseroli e Villavallelonga cedettero parte dei loro territori.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo – all’inizio 12.000 ettari, cui si aggiunsero altri 40.000 ettari di territorio esterno – poteva dirsi costituito sulla base di iniziative e accordi privati e il 9 settembre 1922 veniva solennemente inaugurato. Fu poi riconosciuto formalmente dallo Stato italiano con il R.D.L n. 257 dell’11 gennaio 1923 e convertito in Legge Istitutiva il 12 luglio dello stesso anno. La storia del Parco è da quel momento un susseguirsi di racconti, gestioni e aneddoti, dall’istituzione alla soppressione dell’Ente Autonomo promossa dal regime fascista, al mancato controllo del territorio con le immancabili speculazioni edilizie.

Ad oggi è uno scrigno di biodiversità, popolato da numerose specie che vi hanno trovato un rifugio sicuro dopo anni di eccessivo disboscamento e caccia indiscriminata: l’orso bruno marsicano, il camoscio d’Abruzzo, il lupo appenninico, e tante altre specie della fauna minore, protette e studiate da ricercatori provenienti da tutto il mondo. All’incredibile fauna fatta di 66 specie di mammiferi si aggiunge una flora di 2.000 specie di piante superiori, tra cui le faggete vetuste di Val Cervara, Selva Moricento, Coppo del Morto, Coppo del Principe, Val Fondillo, che sono state dichiarate dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità. Una corona di borghi arricchisce le già tante bellezze naturali con i loro patrimoni di beni culturali, di tradizioni e piccole produzioni, di attività turistiche e cultura dell’ospitalità: il territorio comprende 12 comuni abruzzesi (Alfedena, Barrea, Bisegna, Civitella Alfedena, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Opi, Ortona dei Marsi, Pescasseroli, Scanno, Villavallelonga, Villetta Barrea), 7 comuni laziali (Alvito, Campoli Appennino, Picinisco, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, Settefrati, Vallerotonda) e 5 comuni molisani (Castel San Vincenzo, Filignano, Pizzone, Rocchetta a Volturno, Scapoli).

Per non parlare di alcune perle isolate, come il complesso monastico di San Vincenzo al Volturno, la Pompei del medioevo, ai piedi delle Mainarde. Un territorio vasto e complesso, fatto di alte cime e massicci montuosi, boschi intatti e foreste secolari, fiumi dalle acque limpide e laghi artificiali, tutto accessibile grazie a 750 chilometri di sentieri in mezzo alla natura, tra scorci mozzafiato. Alcuni di questi sentieri hanno secoli di storia alle spalle, perché ricalcano le antiche vie della pastorizia e della transumanza, come i tratturi riconosciuti anch’essi dall’UNESCO come Patrimonio dell’umanità.

Compito primario del Parco è la gestione del delicato equilibrio tra le attività del territorio, la valorizzazione delle risorse naturali e i criteri di conservazione. E Se non lo avete mai fatto, è arrivata l’ora di scegliere il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise come meta del vostro prossimo viaggio. “Qui converranno, e da Roma e da Napoli e da ogni parte, i villeggianti e gli escursionisti“. A un più di un secolo di distanza, la previsione di Benedetto Croce si è rivelata più che azzeccata.


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