Ragnarok, dopo il boom delle prime stagioni il finale lascia con l’amaro in bocca

Potrebbe contenere spoiler

di Enrico M. Rosati | 13 Febbraio 2024 @ 05:21 | PILLOLE SOCIAL (DI TUTTO DI PIU')
Ragnarok
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Se c’è una cosa che il mondo del cinema e delle serie TV ha ormai imparato, è che la mitologia norrena vende molto bene. Da Thor, passando per Vikings e Viking’s Valhalla, ogni produzione ha un boom di incassi e attira un’attenzione non indifferente, facendo parlare di sé. I temi presenti nell’Edda sono molti e attuali; si pensi alla figura di Loki, metà gigante e metà dio, e a quanto questa si sposi con la realtà in cui viviamo, mettendo al primo posto le lotte per la propria identità. Tra gli show di Netflix che hanno lasciato il segno e creato hype riguardo alla mitologia norrena, c’è Ragnarok, una serie girata in Norvegia, dove si seguono le vicende del protagonista Magne, che interpreta Thor, ripercorrendo i passi dell’Edda e ciò che ha portato alla guerra tra giganti e dei. Il fratello di Magne, Laurits, che interpreta Loki, durante lo show affronta crisi d’identità dovute al proprio genere e si ritrova dunque nei panni del dio che ha generato il serpente che abbraccia il mondo.

A creare hype è stata proprio la presenza di esseri divini e giganti appartenenti alla mitologia norrena, che fanno parte dell’immaginario comune, dal Mjöllnir a Miðgarðsormr, passando per Fenrir, ritratti in modo eccellente. Chiunque non fosse familiare con la mitologia norrena, già dopo le prime due stagioni, può dire di avere una conoscenza generale.

D’altronde, una serie chiamata Ragnarok, che nella mitologia norrena corrisponde anche alla battaglia tra dei e giganti, non poteva che iniziare meglio. La preparazione di Thor, la nascita del serpente che minaccia il mondo, sono tutti eventi che hanno alzato molto le aspettative per la terza e ultima stagione. A sua volta, questa è iniziata con il botto, preparando gli spettatori a una delle battaglie che sarebbe stata ricordata come una delle migliori in una serie TV, eppure non si è verificata. La fine dell’ultimo episodio ha riportato alla mente Achille Lauro che, sul palco, canta: “Ci sono cascato di nuovo”. Dopo il flop di Game of Thrones, in cui l’inverno tanto atteso per numerose stagioni arriva e scompare in modo futile con poche puntate, arriva Ragnarok, una serie in cui accade tutto tranne ciò che il titolo preannuncia e che tutti gli spettatori attendevano con trepidazione.

Chiaramente, ci sono molte lezioni che si possono apprendere dalla fine della serie. Questa ci insegna che non bisogna per forza cercare il conflitto e anzi, anche accantonandolo senza barbarie, si può arrivare alla risoluzione. È un messaggio bellissimo di pace, ma che secondo molti contrasta con quella che viene considerata la mitologia più violenta che conosciamo.

Lo stesso giorno di uscita della terza stagione, Reddit – noto sito di scambi di opinione – è stato riempito di recensioni negative e di persone allibite e deluse per non aver visto ciò che la serie aveva promesso.

Ancora una volta sembra che cercare una strada alternativa a quella prevista, pur di sorprendere il pubblico, non sia una scelta premiante, come sottolineato da un famoso detto popolare: “Chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa ciò che perde, ma non sa quel che trova”.


+++Per la visione della serie si consiglia anche un ottimo proiettore portatile+++


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