Raffaele Romano presenta a L’Aquila “Il sindacato italiano visto dalla Cia”

di Redazione | 18 Gennaio 2024 @ 10:32 | EVENTI
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L’AQUILA – Sarà presentato a L’Aquila venerdì 26 gennaio alle ore 17, presso la storica Libreria Colacchi (Corso Vittorio Emanuele II, 5), il volume “Il Sindacato italiano visto dalla CIA – Dal Fascismo alla Guerra Fredda” di Raffaele Romano. Pubblicato di recente da Amazon, secondo di una trilogia che ha già visto uscire nel 2022 “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA”, il libro amplia la ricerca condotta dall’Autore sul sindacato italiano avendo egli potuto accedere ai documenti segreti della CIA, l’Agenzia di Intelligence americana, e del Dipartimento di Stato grazie al FOIA (Freedom of Information Act). Obiettivo di Raffaele Romano è quello di far conoscere la Storia vera fondata su documenti, in contrapposizione alle narrazioni pregiudiziali. Le conclusioni a cui arriva l’Autore sono quelle di un capovolgimento di fatti storici dati per acquisiti che invece egli dimostra tali non sono.

Presentando il volume a L’Aquila ne parleranno GIORGIO BENVENUTO, presidente della Fondazione Bruno Buozzi, già Segretario Generale UIL e Parlamentare, FABRIZIO MARINELLI, presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria e ordinario di Storia del diritto presso l’Università dell’Aquila, e l’autore RAFFAELE ROMANO. Modererà l’incontro il giornalista e scrittore GOFFREDO PALMERINI.

Utilizzando numerosi documenti della CIA, del Dipartimento di Stato e di altre significative fonti, Romano presenta uno studio autorevole anche sull’OSS (Office of Strategic Services), il servizio segreto da cui nacque anni dopo la CIA. A capo dell’OSS in Italia, durante la Seconda Guerra mondiale e negli anni successivi, vi fu l’italo-americano Max Corvo che, in un suo libro, offrì un quadro dettagliato del lavoro della Sezione d’Intelligence segreta italiana, del suo rapporto con altre parti della comunità dell’intelligence e dell’impatto delle sue operazioni sulle relazioni italo-americane del dopoguerra. Ciò premesso, il saggio di Romano copre un arco temporale che va dagli anni ’30 agli anni ’80 del Novecento, con particolare attenzione ad una gran quantità di documenti desecretati riferiti al periodo 1941- 1951 in Europa ed in Italia e che afferiscono al mondo sindacale italiano ed europeo.

Scrive Romano: “Questo libro lo si è potuto scrivere, come il precedente Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA, solo in virtù della forza della democrazia statunitense.” In particolare ciò è stato possibile grazie al sacro ed intoccabile “diritto all’informazione” da parte di ogni singolo cittadino, anche se non americano. Il periodo è contrassegnato da due fenomeni: la democrazia esportata da Washington nell’ovest dell’Europa e quella esportata da Mosca nell’est europeo, nelle Repubbliche Popolari sotto l’orbita sovietica. All’interno della guerra se ne aprì dunque un’altra, più cruenta e invisibile ai più, quella fra gli apparati di sicurezza per il controllo di Paesi che sarebbero ricomparsi sul proscenio mondiale in funzione del dominio economico e commerciale dei vincitori. In Italia, come in altri Paesi europei, si dovette scegliere fra il mondo capitalistico americano e quello collettivizzato dei sovietici. Per fortuna la maggior parte scelse la democrazia e il libero mercato e ciò determinò scelte dolorose, anche sopraffazioni. In Italia molti purtroppo, tra sindacalisti e politici, non compresero e scelsero l’oriente piuttosto che l’occidente.

In estrema sintesi il libro è uno spaccato storico di quanto accaduto in quei terribili 50 anni del XX secolo. In primis un’analisi sugli errori politici del partito socialista e di Nenni, in particolare, che si lasciò irretire da Togliatti in un patto d’unità d’azione fino al 1956 e che consacrò il partito ad un ruolo ancillare e subalterno, sia interno che internazionale, che solo l’avvento di Craxi e dei socialisti quarantenni nel 1976 ribaltò. Poi c’è il filo rosso dei socialisti riformisti nel Sindacato che, guidati da Bruno Buozzi, rimisero in piedi l’unità sindacale firmando il “Patto di Roma”, fino ai misteri legati all’uccisione dello stesso Buozzi nel giugno 1944. Inoltre, attraverso molti documenti riprodotti, si rovesciano in toto falsi storici come quelli legati alla nascita della CISL e della UIL in cui il vero finanziato dagli Stati Uniti fu il sindacato CISL di Giulio Pastore, mentre, contro una vulgata comune, si chiarisce che gli americani erano contrari alla nascita di un sindacato socialista UIL, in quanto Nenni faceva una politica che talvolta scavalcava a sinistra persino Togliatti. Dal riformista Bruno Buozzi, passando per Italo Viglianesi fino ad arrivare a Giorgio Benvenuto, nel volume si evidenzia che la forza del vero riformismo italiano, in contrapposizione al massimalismo dogmatico che non aveva mai consentito la nascita d’un grande movimento socialista come in tutti gli altri Paesi occidentali, fu quello dei sindacalisti socialisti italiani.

Questo libro di Raffaele Romano è diretto ad una vastissima platea ed ha come scopo principale quello di far conoscere all’opinione pubblica, grazie ad un’accurata inchiesta giornalistica, fatti che i veri storici, quelli di professione, si incaricheranno poi di collocare in maniera scientifica. Il lavoro si basa su una ragguardevole quantità di documenti desecretati di Servizi di intelligence, Diplomatici, Dipartimento di Stato americano, Casa Bianca, e inoltre interviste, articoli ed atti di Commissioni parlamentari d’indagine, italiane e straniere.


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