Raccontiamo l’eredità di un figlio della shoah, Emanuele Fiano a L’Aquila

Su invito della deputata dem Stefania Pezzopane per parlare di antifascismo

di Redazione | 17 Novembre 2021 @ 14:57 | EVENTI
fiano
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L’AQUILA – “Ho invitato il mio collega deputato Emanuele Fiano a L’Aquila, perché la sua testimonianza di figlio della Shoah venga raccolta dalla nostra comunità. Siamo la città dei 9 Martiri, delle stragi di Onna e Filetto e tanto altro, non lo dimentichiamo mai. Fiano nel suo libro “Il profumo di mio padre” che presenteremo sabato 27 a L’Aquila presso la libreria Colacchi, si immerge nei ricordi e promuove insieme il valore e l’attualità dell’antifascismo”. 

Così la deputata dem Stefania Pezzopane annuncia l’iniziativa “Il valore e l’attualità dell’antifascismo. Il ruolo delle istituzioni.” che si terrà sabato 27 a L’Aquila presso la Libreria Colacchi a Corso Vittorio Emanuele 5.

«Noi figli dei sopravvissuti alle camere a gas di Birkenau non siamo normali. Lo sa bene la mia amata moglie e lo sanno i miei figli, e forse le mogli di tutti i figli della Shoah e i loro amati figli. Come prima le nostre madri o padri. Noi non abbiamo ascoltato solo parole dolci e tenere dai nostri padri, non solo favole ci è capitato di ascoltare, ma il silenzio impastato di lacrime e urla».

Fiano scrive così e racconta la sua storia ed il rapporto con suo padre sopravvissuto e prigioniero nel campo di Birkenau. L’impegno di Fiano è fermo da sempre contro i rigurgiti del neofascismo e dell’antisemitismo, e si è concretizzato anche con la presentazione di una specifica proposta di legge. Nedo, è il padre sopravvissuto ai campi di concentramento, Emanuele il figlio che racconta e trae esempio e cerca di trasformare la tragedia in un grande messaggio per le future generazioni.

“Ne parleremo sabato 27 alle ore 17. Sarò io ad introdurre, seguiranno i saluti di Francesco Marrelli segretario provinciale della Cgil, Maria Chiara Manola dirigente scolastica, William Giordano segretario ANPI L’Aquila e coordinerà i lavori il giornalista Nello Avellani.“

 


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