Raccolta del sangue in calo in Italia, +2,1% in Abruzzo

di Cristina D'Armi | 29 Novembre 2020 @ 06:53 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Mentre in quasi tutta Italia torna a calare la raccolta di sangue, Abruzzo, Emilia Romagna e Basilicata sono le uniche tre regioni ad aver riportato il segno positivo rispetto a un anno fa.

Dopo i numeri incoraggianti di settembre che avevano permesso di tirare un sospiro di sollievo rispetto al periodo estivo, infatti, nel mese di ottobre scorso è stata registrata una flessione pari al -6,9%. Ammontano a 217mila e 404 le unità prodotte a ottobre 2020 contro le  233mila e 452 unità raccolte nello stesso periodo del 2019. In Abruzzo, invece, le unità prodotte ad Ottobre 2020 sono state 4mila e 868 contro le 4mila e 767 del 2019 (+2,1%) . Il flop però viene riscontrato anche nella nostra regione se come periodo di riferimento prendiamo Gennaio – Ottobre: nel 2020 si contano 42.119 unità prodotte mentre nel 2019 sono state 45.064. A livello Nazionale, nello stesso periodo di riferimento sono, 2milioni 5mila e 553 quasi 107mila in meno dei primi dieci mesi del 2019.

 

 

Nell’intero territorio nazionale continua a scendere anche il consumo, cioè il totale delle unità trasfuse ai pazienti e di quelle eliminate per motivi tecnici, sanitari o controlli di qualità e scadenza. Un mese fa i numeri del Cns fissavano a +1% il dato nazionale, mentre  sono 211.912 le unità consumate a ottobre (– 5,2%.). Nel lungo periodo  che va da gennaio a ottobre 2020 le unità complessive raccolte sono state 2milioni 21 mila e 338, quasi 88 mila in meno dei primi dieci mesi del 2019. Risultati negativi perfino nella nostra regione dove, nello stesso periodo di riferimento sono state registrate 44mila e 305 unità contro le  46mila e 335 dell’anno precedente. Considerando solo il mese di Ottobre sono state consumate 4mila e 661 nel 2020 contro le 4mila e 756 del 2019. Tale differenza potrebbe essere attribuita agli effetti generati dalla pandemia.


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