“Quota Mille” a Cappadocia, alla scoperta delle sue meravigliose origini

di Redazione | 29 Ottobre 2021 @ 00:54 | ATTUALITA'
Cappadocia
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CAPPADOCIA (L’Aquila) – 1108 metri sopra il livello del mare, è un tipico borgo della Marsica, porta d’ingresso al Parco Naturale dei Monti Simbruini ed adagiato nella Valle del Liri.

Le telecamere Rai con Sem Cipriani son partite alla volta di questo borgo al confine con il Lazio, per conoscerne la storia, insieme allo scrittore Peppe Millanta per la rubrica a cura di Paolo Pacitti,“Quota Mille” che intanto ha raddoppiato l’appuntamento ed andrà in onda ogni lunedì del mese.

Secondo la leggenda, questo paese è stato fondato da dodici briganti, che rimasti soli hanno operato una sorta di “ratto delle Sabine nella vicina Petrella – spiega Millanta. – Altra versione più esotica ed affascinante fa risalire il nome proprio all’Anatolia, in Turchia, quando Marsia il re dei Lidi, sarebbe stato scacciato da Ciro il Grande e costretto ad abbandonare le proprie terre. Dopo aver girovagato a lungo il re si sarebbe fermato proprio qui, fondando un villaggio a cui avrebbe dato il nome delle terre perdute”.

“La storia è ardita e sembrerebbe di fantasia, eppure ad alimentarla ci sono la Chiesa di San Biagio e quella di Santa Margherita, i due patroni del paese ed entrambi originari proprio dell’Anatolia” – aggiunge Millanta.

Cappadocia è sempre stata terra di confine, ed a testimonianza di ciò è possibile trovare delle colonne poco fuori dal centro abitato fatte erigere da Pio IX per demarcare il confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno di Napoli: da un lato della colonna infatti si notano le Chiavi di San Pietro, dall’altro lato i Gigli francesi, lo stemma borbonico; per molti briganti nell’800 superare questo cippo voleva dire ‘salvezza’, con il raggiungimento delle campagne romane.

Le mulattiere sono le vie della montagna, oggi sono spesso dimenticate eppure un tempo erano l’unica soluzione per l’approvvigionamento di materie prime e proprio per la conformazione fisica del territorio e per la vicinanza di numerosi boschi a Cappadocia c’è una lunga tradizione di mulattieri, che si espande proprio con la costruzione della ferrovia Roma – Pescara nel 1889 quando i mulattieri furono impiegati per il trasporto dei materiali.

Il viaggio tra i borghi d’Abruzzo continua su Buongiorno Regione; novità, curiosità e qualche piccola anticipazione sono sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/peppemillanta, dov’è possibile saperne di più anche sulla puntata dedicata a Cappadocia.

Cappadocia

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