Quaresimale: “Via libera a nuova rete scolastica 2024-2025”

di Redazione | 04 Gennaio 2024 @ 16:16 | ATTUALITA'
rete scolastica
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Via libera alla nuova rete scolastica a partire dall’anno 2024-2025. Lo rende noto l’assessore regionale all’Istruzione, Pietro Quaresimale, dopo l’approvazione della Giunta regionale della proposta di piano presentata dall’assessore. La nuova geografia scolastica regionale risente naturalmente delle linee guida indicate dal ministero dell’Istruzione che ha alzato i parametri numerici per l’autonomia degli istituti scolastici e ha cancellato l’istituto della reggenza delle direzioni scolastiche portando ad un accorpamento degli uffici amministrativi. Inoltre la Giunta regionale nel provvedimento di licenziamento della nuova rete scolastica ha riconosciuto al liceo artistico per il Design “F. A. Grue” di Castelli, che mantiene anche l’autonomia, il titolo di “indirizzo raro” in quanto depositaria della tradizione ceramica castellana che attribuisce lustro alla Regione Abruzzo in tutto il mondo.

“Il nuovo piano di dimensionamento – ha detto Quaresimale – ha cercato di sintetizzare, per quanto possibile, le esigenze e le istanze dei singoli territori. È, comunque, importante sottolineare che il piano ha ridotto a 7 le direzioni accorpate a differenza di quanto ipotizzato dalle simulazioni del Ministero che avevano previsto 11 accorpamenti. È importante inoltre sottolineare – aggiunge Quaresimale – che non vengono soppresse scuole, ma gli interventi riguardano unicamente le direzioni e gli uffici amministrativi delle scuole stesse, per cui i servizi d’istruzione e scolastici sul territorio rimangono inalterati”.

Il nuovo piano di dimensionamento scolastico, che sarà operativo nell’anno 2024-2025, non fa altro che fotografare l’andamento demografico della regione, i cui dati negli ultimi anni fanno registrare non pochi affanni, con evidenti difficolta nelle aree interne. “E’ una tendenza che non si riesce ad invertire – aggiunge Quaresimale -. In questo quadro ogni anno le Regioni e gli enti locali si trovano a licenziare un piano di dimensionamento scolastico che anziché incrementare l’offerta formativa media tra le diverse esigenze dei territori per evitare che gli stessi subiscano una riduzione di servizi”.


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