Quaresima del silenzio interiore

di Padre Ralf (Osman Prada) | 24 Febbraio 2024 @ 05:00 | IL TEMPO DI DIO
silenzio
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L’AQUILA – Il silenzio e la preghiera sono due elementi preziosi che il tempo quaresimale ci invita a riscoprire e valorizzare.
Siamo in questo tempo di quaresima, nel deserto della nostra esistenza, per incontrare il Signore, per imparare a non cadere nella tentazione e cercare una via di vera conversione.

“Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo, da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì Elia si coprì il volto con il mantello. Uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco venne a lui una voce che gli diceva: che cosa fai qui Elia? “.(1Re 19,11-13)

Gesù ci invita a sperimentare attraverso l’immagine del deserto, la delicatezza del silenzio, per sentire in noi, la voce interiore che ci parla. Quaresima non è soltanto l’incontro con Dio, ma l’incontro con noi stessi, in un mondo frenetico e pieno di rumori che arrivano da tutte le parte. 

La Quaresima, dunque,  vuole aiutarci a ravvivare la nostra vita di preghiera, riprendendo la nostra iniziazione cristiana, che implica anche l’iniziazione alla preghiera del silenzio.  Solo chi pratica il sano e santo silenzio potrà ascoltare la voce di Dio, ciò che il Signore ha da dire a ciascuno di noi, ricercando i doni dello Spirito Santo per discernere ciò che è fondamentale nella nostra intimità con il Risorto, che è sempre presente in  mezzo a noi.  
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28)

Il digiuno del silenzio

I quaranta giorni dedicati alla preghiera incessante, al digiuno, alla penitenza, alla carità, all’elemosina ad una buona confessione sacramentale, sono i strumenti favorevole perché avvenga in noi una vera conversione, intesa soprattutto come cambiamento della mente e del cuore, senza focalizzarsi sulle preoccupazioni mondane.

A volte le nostre preoccupazioni fanno troppo rumori senza lasciarci scampo per meditare e riflettere cosa c’è di buono e di giusto, cattivo o ingiusto che dovremmo migliore, cancellare o lavorare in noi. Ci vuole tanto silenzio interiore per sentire ciò che ci chiede il cuore, ciò che ci chiede il Signore. Senza il silenzio interiore rischiamo di fare di tutto, senza mettere al centro di tutto, noi stessi e di conseguenza l’altro. 

Per ciò non perdiamo lo zelo, lo zelo di trovare spazio e tempo per noi stessi. A proposito ricordo con affetto un sacerdote che ho conosciuto tanti anni fa che mi diceva: “ogni tanto per quanto riguarda il cammino interiore, dovremmo imparare ad avere un santo egoismo, una santa gelosia per creare in noi spazi interiori, per facilitare la nostra meditazione quotidiana, per riorganizzare la nostra vita spirituale, la nostra relazione con Dio ma anche noi stessi. Abbiamo il vizio di  incontrarci con tutti, meno con noi stessi “. 

 In Quaresima è necessario prendersi cura della vita spirituale, del nostro essere con Cristo. In questo senso siamo costantemente invitati a pregare e a meditare la Parola di Dio, che indica a ognuno di noi, la strada giusta da percorrere.

In quest’epoca di utilitarismo, di chiasso,  trascorrere del tempo nel silenzio e nella meditazione non è un tempo sprecato, anzi è un tempo per assaporare la presenza di Dio in noi e con noi. La Parola di Dio, che ascoltiamo nel nostro silenzio interiore che ci porterà ad approfondire la nostra vita cristiana, e con questo entreremo più pienamente e più proficuamente nella vita di Cristo. 

La Quaresima deve essere un’oasi di preghiera e di raccoglimento. 
Avviciniamoci al Signore e così saremo più vicini a Dio,  agli altri, ma anche a noi stessi. 



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