Quante risorse del 2×1000 sono andate ai partiti nel 2023

di Redazione | 26 Gennaio 2024 @ 05:00 | UTILI
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Da quando sono stati aboliti i rimborsi elettorali il 2×1000 è diventata la nuova forma di finanziamento pubblico ai partiti. Con il passare degli anni il numero di cittadini che hanno deciso destinare una parte dei loro contributi a una forza politica è aumentato considerevolmente. Quest’anno infatti per la prima volta sono stati raccolti oltre 24 milioni di euro.

Come negli anni precedenti è il Partito democratico (Pd) ad aver ottenuto più risorse. Al secondo posto Fratelli d’Italia, che si trova ancora distante dal Pd, anche se dal 2018 ha seguito un notevole trend di crescita. Al terzo posto invece il Movimento 5 stelle che, proprio quest’anno, ha partecipato per la prima volta a questa forma di finanziamento pubblico.

Dopo l’abolizione dei rimborsi elettorali, il 2×1000 è l’unica forma di finanziamento pubblico rimasta ufficialmente a disposizione dei partiti. Altre risorse pubbliche infatti arrivano alle forze politiche attraverso i gruppi parlamentari. In quel caso però, i finanziamenti dovrebbero essere, almeno formalmente, riservati alle attività istituzionali del gruppo e non alle iniziative politiche generali dei partiti.

Al contrario, stando alla nuova disciplina (Dl 149/2013), queste attività dovrebbero essere svolte ricorrendo da una parte al finanziamento privato e dall’altra proprio al 2×1000. Un modo per raccogliere fondi che tuttavia non è automatico, dipendendo dalla scelta di ogni contribuente.

Infatti, per destinare a un partito il 2×1000, i cittadini devono esplicitamente dichiarare la propria scelta. Forse anche per questo nei primi anni dopo l’istituzione dello strumento non sono stati in molti a scegliere di contribuire al finanziamento della politica. Poi, nel corso del tempo, i contribuenti che hanno fatto questa scelta sono aumentati e di conseguenza anche l’ammontare complessivo delle risorse raccolte.

24 milioni € le risorse complessivamente raccolte con il 2X1000 nel 2023 in base alla dichiarazione dei redditi 2022.

In effetti tra il 2015 e il 2023 il numero di contribuenti che ha deciso di finanziare la politica è cresciuto del 58%, mentre l’ammontare complessivo è aumentato è quasi raddoppiato. Se la crescita dovesse proseguire di questo passo, il prossimo anno gli importi teorici derivanti dal 2×1000 potrebbero superare il tetto di 25,1 milioni previsto dalla legge. Bisognerà quindi verificare se, nel corso del 2024, il parlamento deciderà o meno di alzare questo limite massimo.

I partiti più scelti dai contribuenti

Nel 2023 la forza politica più scelta dai contribuenti è stata il Partito democratico (Pd), ottenendo più di 530mila scelte da cui sono derivati 8,1 milioni di euro (33,74% del totale).

Al secondo posto Fratelli d’Italia (FdI) con 348mila contributi per un totale di 4,8 milioni di euro. Un risultato importante e, come vedremo, in crescita rispetto allo scorso anno, per quanto ancora distante dal Pd.

Segue poi il Movimento 5 stelle (M5s) che quest’anno per la prima volta ha partecipato alla raccolta del 2×1000. Per ricevere questo tipo di finanziamenti infatti le formazioni politiche devono, tra le altre cose, essere iscritte al registro nazionale dei partiti politici. Inizialmente il M5s aveva mantenuto una posizione contraria anche a questa forma di finanziamento pubblico. Cambiata la linea politica è stato poi necessario del tempo per adeguare tutti gli aspetti burocratici e solo da aprile 2022 il M5s risulta formalmente iscritto al registro nazionale dei partiti politici. In ogni caso, per essere il primo anno, il M5s ha raccolto un numero considerevole di contributi (174mila) e di risorse (1,8 milioni).

La scelta del 2×1000 ai partiti nel 2023

Al quarto posto invece la Lega di Matteo Salvini con 130mila scelte e 1,5 milioni di euro ricavati. Bisogna sottolineare però che questo dato rappresenta la somma tra le scelte e gli importi che sono andati a due partiti formalmente diversi. Da una parte la Lega Salvini premier, a cui sono andati 1,1 milioni, e dall’altra la Lega nord per l’Indipendenza della Padania che ha ricevuto 440mila euro.

Quanto agli altri partiti è interessante osservare come Forza Italia, che ad oggi rappresenta comunque uno degli assi portanti della maggioranza, si sia classificata appena al nono posto con 34mila scelte e 618mila euro. Un dato inferiore a formazioni politiche con rappresentanze parlamentari decisamente più contenute come +Europa, Sinistra italiana, i Verdi o Azione.

Risorse per contribuente

Analizzando più nel dettaglio i dati può essere utile confrontare le risorse complessive ottenute da ciascuna forza politica con il numero di contribuenti che l’hanno scelta. Da questo punto di vista è Azione ad avere il rapporto più elevato, con 26,4 € in media per contribuente. Seguono Italia viva (19,7 €), il Sudtiroler Volkspartei (19,6 €)Forza Italia (17,8 €) e il Pd (15,28 €).

Più basso invece il dato di Fratelli d’Italia (13,8 €)Lega Salvini premier (12,1 €) e in particolare il Movimento 5 stelle con appena 10,6 € per contribuente in media.

Il 2×1000 negli anni

Analizzando lo storico del 2×1000 relativo alle maggiori forze politiche presenti in parlamento emergono alcuni elementi interessanti. Da quando è in vigore questo tipo di finanziamento pubblico è sempre stato il Pd a ottenere più risorse, anche se con continue oscillazioni.

Per quanto il distacco rimanga ancora considerevole, la distanza tra questa forza politica e la seconda in classifica si è ridotta notevolmente nell’ultimo anno. In effetti i fondi ottenuti da Fratelli d’Italia sono aumentati del 53,5% tra 2022 e 2023 e addirittura del 567% rispetto al 2018.

Un andamento inverso è stato seguito invece dalla Lega Salvini premier. In quel caso però, anche nell’anno più favorevole (2019) non sono mai stati superati i 3,1 milioni di euro. Al trend negativo che caratterizza il 2×1000 di questa forza politica peraltro non è corrisposto un aumento delle risorse per la Lega nord, la formazione storica fondata da Umberto Bossi.

Sempre modesti invece gli importi ottenuti tramite il 2×1000 da Forza Italia, che non è mai riuscita a sfruttare a pieno questo strumento.


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