Quanta gente si sposta a L’Aquila? Molta di più che durante il lockdown, poco meno che a gennaio

di Alessio Ludovici | 14 Novembre 2020 @ 06:20 | ATTUALITA'
flussi
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L’AQUILA – Quanta gente si sposta all’Aquila? Da due dati si possono ricavare delle risposte, uno è l’analisi dei flussi di mobilità nazionale, una mappa della mobilità nazionale fornita da Enel X in HERE Technologies, si pone l’obiettivo di produrre indicatori statistici volti a supportare il Paese in questa fase di emergenza dovuta alla pandemia Covid-19. L’altro sono i dati dell’Ama sul trasporto pubblico, recentemente pubblicati dall’ufficio del Pums. Vediamo la situazione.
City Analytics, questo il nome della mappa della mobilità, è uno strumento che, nel rispetto della normativa vigente in termini di privacy, fornisce una stima dei movimenti, dei chilometri percorsi e dei principali punti di ingresso ed uscita da un’area geografica selezionata, dal livello regionale a quello comunale, fino ai singoli quartieri delle grandi città.
Il primo indicatore che viene mostrato è la Variazione dei movimenti, ossia la percentuale di incremento o decremento del totale flussi di mobilità, all’Aquila come si può vedere in grafico, i flussi attuali sono solo di poco inferiori a quelli prepandemia, ben lontani dal crollo della mobilità del lockdown. Il secondo indicatore analizzato è la Variazione dei chilometri percorsi, il periodo di riferimento per calcolare la differenza è sempre quello 13 gennaio – 16 febbraio 2020. Anche qui la differenza con il periodo di riferimento è inferiore al 10%, un abisso con i picchi del lockdown ma anche con quelli a rialzo dell’estate.
Altri indicatori analizzano le variazioni e la distribuzione dei flussi in entrata e in uscita in un territorio di riferimento. Il dato sulle variazioni, provinciale in questo caso, dimostra come in questi giorni l’Aquila sia sotto i flussi del periodo di riferimento, mentre le altre tre province abruzzesi sono leggermente sopra. Per quanto riguarda la distribuzione, i punti di accesso preferenziali alla città sono ovviamente le arterie autostradali e solo dopo i comuni del sistema locale di mobilità.
Non sembrano esserci grandi variazioni insomma nei flussi della mobilità cittadina, del resto non siamo in lockdown, la gente sostanzialmente fa, almeno fino alle 22, la normale vita di un lavoratore e di una lavoratrice. Più marcata invece la differenza nel trasporto pubblico. I dati dell’Ama, pubblicati dagli uffici del Pums del Comune, sono aggregati sulla base di tre grandi questioni, il trasporto del periodo scolastico dal 24 settembre, quello universitario, dal 5 di ottobre, infine i dati dal 24 ottobre, il giorno del Dpcm che chiudeva i locali alle 18, i luoghi di cultura e di sport e aumentava la didattica a distanza a scuola, seguito dagli altri Dpcm delle settimane successive:  il ricorso al trasporto pubblico si è più che dimezzato rispetto ai picchi delle settimane in cui sia la scuola che l’ateneo erano aperti.

 


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