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Quando la passione uccide: Donatella Finocchiaro è La Lupa di Verga al Teatro Stabile d’A

la lupa di verga – finocchiaro
La lupa, novella del 1880 e contenuta nella raccolta Vita dei campi, è il simbolo della passione animalesca, quella che sfida le leggi degli uomini

L’AQUILA – Occhi neri. Labbra rosse. Colorito pallido. Sono i colori a dominare la scena del penultimo appuntamento della stagione teatrale del Teatro Stabile d’Abruzzo. Donatella Finocchiaro, con l’aiuto di Luana Rondinelli alla regia e drammaturgia, porta in scena da regista e attrice una delle novelle verghiane più note e ricche di pathos. La lupa, novella del 1880 e contenuta nella raccolta Vita dei campi, è il simbolo della passione animalesca, quella che sfida le leggi degli uomini e della società, che non guarda in faccia a nessuno, nemmeno agli affetti. ‘Gna Pina – questo il vero nome della lupa – persa d’amore per il giovane Nanni, fa in modo che questi sposi sua figlia Maricchia per tenerlo vicino a sé, nella stessa casa, sempre sotto il suo controllo di predatrice affamata.

L’ambientazione ricreata corrisponde perfettamente a quella verghiana: non c’è una scenografia ricca, così come Verga non dà troppo spazio alla descrizione del paesaggio. A far da padroni sono i personaggi, tanti, diversi, ma tutti con l’unico scopo di far risaltare lei, la lupa, vera protagonista dell’opera. È come se gli attori sulla scena dessero vita ad una scenografia mobile che si muove freneticamente sul palcoscenico per indietreggiare ogni qualvolta entri in azione lei, la lupa dagli occhi di fuoco. Anche le scene cambiano rapidamente richiamando il carattere ellittico della scrittura di Verga: alcuni passi vengono omessi o sottintesi, creando dei salti nel tempo tra una scena e l’altra.

La descrizione della lupa con cui Verga inizia la novella viene qui sostituita da una descrizione del bel Nanni, fatta proprio da lei che conosce alla lettera ogni particolare del corpo di lui, compreso il suo cuore ‘di pietra’, che non tarderà a bruciarsi.

Negazione e desiderio attraversano tutti i personaggi in azione, come se fossero contagiati dalla tentatrice, a cui spesso viene attribuita una matrice diabolica. Ma la lupa non si vede come una carnefice. Anche lei è vittima della sua stessa passione che la porterà a commettere un incesto, incurante delle opinioni bigotte delle altre donne del villaggio. Una sorta di “Bocca di rosa” più rurale, più sfidante, più fiera.

Una fierezza che verrà fuori soprattutto nel finale quando Nanni capirà che l’unico modo per fermare quell’istinto carnale è liberarsi di lei. Nella novella di Verga la lupa lo vede arrivare con la falce in mano ma non se ne cura, lei è fiera del suo amore e, con un mazzo di papaveri rossi in mano – simbolo della loro passione –, va incontro alla morte.

Il finale della Finocchiaro, invece, è un finale aperto. È proprio la lupa a dare a Nanni, interpretato da Bruno Di Chiara, l’arma per ucciderla: se non può averlo, meglio morire per mano sua. Ma Nanni riesce davvero a compiere quel gesto? Lo spettatore resta perplesso e si chiede se la Finocchiaro abbia voluto trovare un finale alternativo, di redenzione, per la sua lupa che, nell’ultima scena, diviene una sorta di Maddalena redenta con velo nero e spille d’oro, come le preziose madonne siciliane ingioiellate.

Passione e ossessione inseguono tutti i personaggi, persino il prete, e trovano sfogo nelle musiche moderne che rompono gli schemi e che attivano tutti in una danza liberatoria.

Per tutto il tempo la lupa, in preda alla follia, si chiede il motivo di quella passione insaziabile, spesso paragonata alla sete, e lo stesso fa Nanni: “È una passione fisica o c’entra anche il cuore?”. Lei tenta, lui respinge, infine cede. Un circolo vizioso che può essere interrotto solo con un atto di forza: o muore o si redime.

Ma la verità, professata durante tutto lo spettacolo, soprattutto dalla libera e determinata lupa, è che certe passioni per spegnerle non bisogna reprimerle, e non serve nemmeno chiedersi il motivo, perché “si nu focu brucia è picchì adda bruciari”.