Qualità della vita, la provincia dell’Aquila guadagna 26 posizioni

di Redazione | 30 Novembre 2020, @02:11 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – La provincia dove si vive meglio in Italia è Pordenone, quella dove si sta peggio è Foggia. La provincia dell’Aquila guadagna ben 26 posizioni ed è 22esima.

“La provincia dell’Aquila, nel 2020, anno segnato dalla pandemia da Covid 19, passa, per qualità della vita, dal 48esimo al 22esimo posto su base nazionale e guadagna posizioni anche in altri significativi ambiti. Un risultato che, nonostante il momento di difficoltà, premia il lavoro delle istituzioni sul territorio”.  È quanto ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, alla luce dei risultati dell’indagine svolta dal quotidiano ItaliaOggi e dall’Università di Roma La Sapienza analizzando gli indicatori ambiente, affari e lavoro, sicurezza sociale, reati e sicurezza, istruzione e formazione, popolazione, tempo libero, reddito e ricchezza e salute. 

Tra i capoluoghi di regione la città dell’Aquila è al primo posto per estensione dei pannelli fotovoltaici installati sugli edifici pubblici, al decimo posto in riferimento all’offerta di trasporto pubblico ed è quinta per numero di veicoli circolanti per chilometro quadrato di superficie urbanizzata. Ottimi anche gli indicatori relativi alla sicurezza e al numero di reati riscontrati su base provinciale, che vede L’Aquila in 25esima posizione. Siamo al settimo posto per persone, di età compresa tra i 25 ed i 64 anni, in possesso di almeno un diploma di istruzione secondaria, guadagnando, anche in questo caso, diverse posizioni (nel 2019 eravamo al 18esimo), e al 16esimo posto (dal 18esimo dell’anno precedente) per persone in possesso di laurea. Otteniamo il 12esimo posizionamento per quanto riguarda la sicurezza stradale, dal 56esimo del 2019, e manteniamo il posto a metà classifica (51esima posizione) per istruzione e formazione. Siamo inoltre al 60esimo, su base provinciale, per offerta nel campo del tempo libero e del turismo e al 68esimo per reddito e ricchezza, primi in Abruzzo. 

“Risultati importanti, – ha aggiunto Biondi – considerato anche il fatto che il nostro territorio, oltre a fronteggiare l’emergenza legata alla pandemia da Covid, è tuttora impegnato nel processo di ricostruzione post sisma. Registrare un miglioramento della qualità della vita e degli indicatori legati al reddito e all’istruzione, in questa fase così complessa e delicata, dunque, significa constatare il raggiungimento di un obiettivo, primario e prioritario per l’amministrazione, al quale lavoriamo alacremente, ogni giorno, attraverso progettualità strategiche, interventi mirati e scelte condivise. Il tutto dialogando anche con gli altri attori istituzionali del territorio, così da ridurre il gap tra aree diverse e poter guardare al futuro da una posizione che, su base nazionale, premia indubbiamente la nostra provincia rispetto a fattori determinanti che finora, dobbiamo ricordare, sono stati appannaggio delle aree del nord del Paese”. 

Al 57esimo compare la provincia di Teramo, terza abruzzese dietro L’Aquila e Chieti e prima solo della provincia di Pescara. In un anno, stando alla classifica annuale stilata da ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, giunta alla XXII edizione, la provincia teramana ha perso tre posizioni, mentre L’Aquila ne ha guadagnate appunto 26.

In classifica c’è un cambio al vertice, Pordenone fa scivolare al secondo posto Trento. La pandemia in corso fa perdere inevitabilmente posizioni alle province più colpite dalla prima ondata: Bergamo scende dal 26esimo posto dell’anno scorso al 40esimo di quest’anno. Lodi indietreggia di 37 posizioni, Milano di 16, Piacenza di 41, Cremona addirittura di 46. La qualità della vita è risultata buona o accettabile in 60 su 107 province italiane. Dai dati si desume inoltre che circa il 42,5% della popolazione italiana, era circa il 44% lo scorso anno, vive in territori contraddistinti da una qualità della vita scarsa o insufficiente. Mentre la qualità della vita di oltre il 60,1% della popolazione residente nel Mezzogiorno è al di sotto di livelli considerati accettabili. Spicca un dato su tutti: il salto più alto è della provincia di Ascoli Piceno passata in un solo anno dalla 37ª alla quinta posizione.

 


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