Putin minaccia reazioni “contro i Paesi che interferiranno”

di Redazione | 28 Aprile 2022 @ 09:33 | ATTUALITA'
Putin
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MOSCA –  Oltre alla guerra sul fronte, che causa ogni giorno morti e feriti, c’è anche quella per il gas. La linea dura di Mosca ha colpito Polonia e Bulgaria: ai due paesi del blocco orientale è stata sospesa la fornitura. La Russia ha deciso di inasprire il conflitto sul piano economico tagliando i rifornimenti a Varsavia e Sofia e minacciando allo stesso tempo, attraverso il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, di chiudere i rubinetti a qualunque altro paesi “si rifiuterà di pagare con il nuovo sistema”, vale a dire attraverso i rubli. Fra i diretti interessati potrebbe naturalmente esserci anche l’Italia, che al pari degli altri membri dell’Ue ha scelto di continuare a versare i soldi in euro, come peraltro sancito dal contratto.

Sulla falsariga di quanto deciso per Bulgaria e Polonia, Mosca dovrebbe sospendere il gas a tutte le nazioni considerate “ostili”: a dichiararlo è stato il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, secondo il quale i deputati della Camera concordano con la decisione di stoppare le forniture ai due stati dell’Unione Europea e non escludono di estendere il blocco anche ad altri paesi in rotta di collisione con la Russia. Se per Varsavia la scelta del Cremlino dovrebbe penalizzare solo parzialmente l’economia polacca, vista la possibilità di agganciarsi alle tubature ceche e tedesche, da Sofia si precisa di avere riserve per un mese ma non si “negozierà sotto pressione e a testa bassa”, come ha detto il ministro dell’Energia Alexander Nikolov. Sull’argomento è intervenuto anche il vicepremier britannico, Dominic Raab, che a Sky News ha sottolineato come Mosca si stia “allontanando sempre di più” dalla comunità internazionale diventando “un paria non solo politico ma anche economico”.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato in serata lo stesso Vladimir Putin: contro i “paesi terzi che interferiranno” nel conflitto “ci sarà una reazione immediata”. Mentre infuria lo scontro sul gas, la guerra sul campo continua a mietere vittime. L’Ucraina denuncia l’utilizzo di bombe al fosforo da parte di Mosca nel Donbass meridionale: secondo Pavlo Kyrylenko, a capo dell’amministrazione militare della regione contesa, sarebbe stata colpita la cittadina di Avdiivka per ben due volte attraverso munizioni non convenzionali.

L’attacco avrebbe provocato numerosi incendi in tutta l’area, dove peraltro si combatte da otto anni e dove la Russia, nonostante i bombardamenti incessanti degli ultimi giorni, non ha fatto progressi sul campo. In un quadro di tensioni sempre più crescenti, l’unico tentativo diplomatico che sembra lasciare qualche piccolo spiraglio è quello intrapreso ormai da un mese dalla Turchia. Il ministro della Difesa Hulusi Akar ha parlato oggi di un incontro ancora possibile fra i due presidenti Putin e Volodymyr Zelensky, nonostante le smentite del Cremlino. “Ci sono difficoltà ma rimaniamo fiduciosi”, ha detto il rappresentante istituzionale di Ankara; “forse sarà possibile organizzarlo già nei prossimi giorni”. Questo almeno è l’obiettivo di Recep Erdogan, che attraverso il conflitto in Ucraina punta a ritagliarsi un ruolo di primo piano dal punto di vista diplomatico. Fin qui non ci è riuscito nemmeno lui ma almeno ha fatto sedere attorno a un tavolo le due delegazioni. Un piccolo risultato ma è l’unica base da cui partire per fermare la guerra.

(ITALPRESS).


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