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PUC L’Aquila, Comitatus all’attacco: “A rischio 1.400 ettari di suolo libero”

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Il Comitatus Aquilanus interviene sulla perimetrazione del territorio urbanizzato e sul nuovo PUC dell'Aquila: i rilievi e le proposte.

L’AQUILA – Dalla perimetrazione del territorio urbanizzato alle aree del Piano Case, dagli standard del Piano regolatore alle “case a tempo”, fino al consumo di suolo e alla situazione del centro storico. Sono numerosi i rilievi sollevati dal Comitatus Aquilanus sul percorso avviato dall’amministrazione comunale dell’Aquila verso il nuovo Piano urbanistico comunale (PUC).

Nell’intervento di ieri, il Comitatus concentra l’attenzione sulla perimetrazione prevista nell’ambito della nuova disciplina urbanistica regionale, richiamando la legge regionale 58/2023 e contestando sia alcuni aspetti procedurali sia le scelte compiute nella delimitazione del territorio urbanizzato.

Secondo il Comitatus, la perimetrazione finirebbe per definire il “quadro del nuovo PUC”, incidendo fin dalla sua adozione sulla possibilità di realizzare interventi edilizi conformi al PRG vigente. Una funzione che, secondo quanto sostenuto nella nota, attribuirebbe alla perimetrazione una cogenza urbanistica non prevista dalla nuova legge regionale.

Tra le contestazioni compare anche la procedura seguita dall’amministrazione. Il Comitatus sostiene che la Giunta comunale abbia avviato una fase di osservazioni e controdeduzioni che dovrebbe invece essere ricondotta al Consiglio comunale.

I rilievi sulle aree inserite nella perimetrazione

Le osservazioni entrano poi nel merito delle aree comprese nella delimitazione. Tra queste vengono indicate quelle nelle quali sono stati realizzati gli alloggi dell’emergenza, quantificate dal Comitatus in circa 500 ettari. Secondo la nota, questi insediamenti avrebbero determinato la nascita di “almeno 40 nuove frazioni”, con conseguenze sui costi sostenuti dagli inquilini e sugli oneri per manutenzione, servizi, raccolta dei rifiuti e trasporti.

Il Comitatus segnala anche l’inserimento delle aree a standard previste dal PRG vigente e in gran parte non attuate. La loro estensione viene indicata in circa 900 ettari, dei quali, secondo le stime riportate, il 60%, pari a circa 540 ettari, sarebbe acquisibile gratuitamente.

Nell’elenco figurano anche le aree di espansione non attuate, per centinaia di ettari soprattutto nelle frazioni, e quelle comprese nei Progetti Speciali Regionali. Per queste ultime, la nota sostiene che le indicazioni previste da anni non avrebbero ancora avuto un corretto recepimento nel PRG vigente.

Un altro punto riguarda le cosiddette “case a tempo”, realizzate dai cittadini e non comprese, secondo il Comitatus, nella perimetrazione. La nota stima per queste costruzioni un ulteriore consumo di territorio di circa 200 ettari e chiede che venga individuato un percorso praticabile per la loro sanatoria.

Tra i rilievi viene citata anche quella che il Comitatus definisce l’assimilazione del Gran Sasso a un quartiere aquilano, rispetto alla quale vengono sollevati interrogativi sui ritardi richiamati negli atti.

Consumo di suolo e rigenerazione urbana

Una parte centrale delle osservazioni riguarda gli effetti che la perimetrazione potrebbe produrre sul consumo di suolo.

Secondo il Comitatus, la delimitazione proposta sarebbe in contrasto con le indicazioni della stessa legge regionale sul contenimento del consumo di suolo e renderebbe edificabili, attraverso interventi classificati come rigenerazione urbana, almeno 1.300 ettari di suolo oggi libero.

A questi, secondo i calcoli contenuti nella nota, potrebbero aggiungersi all’esterno della perimetrazione altri 90-120 ettari di nuove edificazioni, corrispondenti al 7% previsto dalla normativa regionale.

Si tratta di valutazioni e stime formulate dal Comitatus Aquilanus, che attribuisce alla perimetrazione un’estensione tale da lasciare aperta la possibilità di nuove trasformazioni edilizie su aree attualmente libere.

Centro storico, verde pubblico e Piano Case

Il documento affronta anche la situazione del centro storico dell’Aquila. Il Comitatus richiama i ritardi nella ricostruzione, collegandoli anche al cosiddetto “cunicolo intelligente”, e segnala quello che definisce un “vuoto pianificatorio”. Nella nota viene contestata anche la riconversione di una parte del patrimonio edilizio esistente in strutture B&B.

Un altro passaggio riguarda la Nature Restoration Law e la richiesta di eliminare le previsioni insediative dalle zone considerate a rischio o ad alta valenza ambientale. Parallelamente, il Comitatus chiede di confermare le aree destinate a verde pubblico e servizi, indicate ancora una volta in circa 900 ettari e considerate nodi del tessuto urbano consolidato.

Critiche vengono rivolte anche al bando avviato per individuare i futuri interlocutori del PUC nell’ambito degli interventi di rigenerazione e densificazione. Secondo il Comitatus, questa procedura sarebbe in contrasto con le disposizioni sulla trasparenza amministrativa richiamate dalla legge regionale 58/2023.

La nota chiude annunciando la volontà di proseguire il lavoro sui temi sollevati e di elaborare una proposta più articolata. Tra i punti indicati figurano una Carta del sistema del verde urbano e un programma di dismissione e recupero degli alloggi del Piano Case e dei Map.

Il contributo, nelle intenzioni del Comitatus Aquilanus, sarà presentato al gruppo tecnico e alla città e potrà costituire anche una piattaforma da sottoporre ai candidati e alla prossima amministrazione comunale.