Psicosi nucleare: caccia alle pillole di iodio anche a L’Aquila

di Matilde Albani | 11 Marzo 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
iodio farmaci
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – La psicosi da attacco nucleare, sulla base del principio che “non si sa mai”, arriva anche a L’Aquila dove diverse farmacie, hanno registrato una anomala richiesta di pastiglie di ioduro di potassio (KI), composto utilizzato come farmaco contro l’ipertiroidismo e come fattore di protezione in caso di emissioni di radiazioni. In sostanza, con la  presa delle centrali nucleari ucraine, da parte delle truppe russe, la paura di un incidente nucleare sta spingendo le persone, memori del disatro di Chernobyl, a fare scorta di iodio.

L’idea è che assumendo le compresse, anche preventivamente, ci si possa difendere dallo iodio radioattivo che colpisce la tiroide e aumenta il rischio di cancro, in caso di incidente nucleare. “Una corsa però inopportuna, un fai da te può essere pericoloso che può bloccare la tiroide – spiega a Laquila Blog il dottor Paolo Rosati , endocrinologo –  lo iodio in compressine non serve a nulla,  e il ioduro di potassio deve sempre essere prescritto dal medico o dalle istituzioni sanitarie, in dosi e con modalità raccomandate. Non bisogna correre in farmacia anche per un altro motivo: qualora si rendesse necessario assumere questi farmaci, a fornirli sarebbero le autorità, nelle formulazioni più adeguate e in maniera gratuita preventiva”. 

Il presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani Andrea Mandelli ha ribadito che: “In questo momento non c’è alcuna emergenza riguardante le radiazioni e l’assunzione delle compresse di iodio come forma di prevenzione rispetto a una eventuale, futura esposizione alle radiazioni non ha fondamento scientifico”.


Print Friendly and PDF

TAGS