Psicologo di base, i giovani dem: “La misura è merito del Pd”

"Il provvedimento viene approvato nel settembre del 2022, a più di due anni dal primo lockdown"

di Redazione | 01 Ottobre 2022 @ 19:03 | POLITICA
psicologo di base
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L’AQUILA – Come  accogliamo positivamente l’istituzione della figura del cosiddetto “psicologo di base”, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale dell’Abruzzo negli scorsi giorni. Una misura che riteniamo tra quelle necessarie per migliorare la situazione relativa al benessere psicologico della popolazione abruzzese. Ricordiamo, tuttavia, che il lavoro di elaborazione e comprensione dei bisogni di assistenza psicologica, soprattutto in fascia giovanile e in conseguenza della pandemia, è stato svolto durante gli scorsi mesi dalla giovanile del Partito democratico”. A scriverlo sono i Giovani Democratici d’Abruzzo (Dipartimento Salute Mentale dei Giovani Democratici d’Abruzzo) che intervengono così sull’istituzione, con voto unanime nel corso dell’ultimo Consiglio regionale, dello psicologo di base.
 
“Non possiamo quindi essere esenti dall’esprimere le nostre perplessità rispetto alla latenza con la quale questo provvedimento è stato approvato – aggiungono nella nota -, se rapportata alle tempistiche che sarebbero state necessarie per far fronte alle conseguenze psicologiche della pandemia, scopo al quale il servizio è dedicato. Il provvedimento viene approvato nel settembre del 2022, a più di due anni dal primo lockdown e dopo che già durante la seconda metà del 2021 era stato instaurato a livello nazionale un dibattito riguardante gli effetti della pandemia sul benessere psicologico degli italiani. Se la salute mentale della popolazione abruzzese è una reale prerogativa, di certo è difficile spiegare il perché della notevole mancanza di celerità nell’intervenire in difesa di quest’ultima.
 
Bene l’utilizzo dei distretti sanitari, i quali possono essere un presidio diffuso sul territorio e che tuttavia devono essere integrati con un potenziamento delle strutture internet in tutte le strutture sanitarie, per consentire agli operatori di operare da remoto, modalità già collaudata durante la pandemia, che può e deve essere istituzionalizzata. Chiediamo – concludono i giovani democratrici – anche che gli operatori siano messi in condizione di visitare periodicamente i presidi scolastici, per intercettare il disagio psicologico il più precocemente possibile. Il primo stanziamento economico dovrà essere seguito da altri, per consentire di acquisire l’operato di un minimo numero di psicologi per svolgere tutti i delicati compiti ad essi assegnati”.
 
 

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