L’AQUILA – L’allarme era stato messo nero su bianco già all’inizio dell’anno, diversi mesi prima della campagna antincendio e degli incendi che hanno segnato l’estate abruzzese. In una nota interna dell’Agenzia regionale di Protezione civile indirizzata al direttore Maurizio Scelli venivano segnalate senza mezzi termini le difficoltà con cui la struttura rischiava di affrontare la stagione AIB 2026.
Carenza di personale, contrazione delle voci di bilancio, difficoltà nel garantire la copertura dei servizi essenziali, straordinari dell’anno precedente ancora da liquidare e scarsa disponibilità del personale per alcune delle funzioni più delicate. La previsione contenuta nel documento era netta: “il sistema rischi una paralisi operativa che potrebbe compromettere la sicurezza del territorio e dell’Ambiente”.
Non si trattava di un generico richiamo alla necessità di rafforzare la struttura. La nota entrava nel funzionamento concreto della macchina dell’antincendio boschivo. Il limite determinato dalla carenza di organico, si legge, rendeva “estremamente complesso garantire una copertura efficace e costante dei servizi essenziali“, sovraccaricando le poche unità già chiamate nel 2025 a garantire la continuità della SOUP, la Sala operativa unificata permanente, la presenza sugli interventi territoriali per il coordinamento delle operazioni e le funzioni di DOS, Direttore delle operazioni di spegnimento.
A pesare era anche la situazione economica del personale. All’inizio del 2026 risultavano ancora pendenze relative alla liquidazione degli straordinari effettuati nel corso dell’anno precedente. Un ritardo che, secondo la nota, non generava soltanto malcontento tra i lavoratori, ma rischiava di incidere sulla loro disponibilità e sulla continuità operativa. A questo si aggiungeva l’assenza di adeguate misure incentivanti per incarichi definiti di “alta responsabilità e usura”, come il servizio presso la SOUP e lo svolgimento delle funzioni di DOS.
L’allarme riguardava persino la possibilità di preparare per tempo nuove forze. Le condizioni descritte avrebbero inciso sull’avvio dei corsi di formazione necessari a individuare nuovi operatori AIB e operatori specialisti LIFE, con possibili conseguenze anche sulla disponibilità operativa delle organizzazioni di volontariato antincendio boschivo convenzionate con l’Agenzia.
La conclusione della nota era difficilmente equivocabile: “Senza un intervento immediato volto a sanare le pendenze pregresse e a definire un piano di potenziamento e valorizzazione del personale, la capacità di risposta dell’Agenzia verso il rischio incendi per la stagione 2026 risulta seriamente compromessa”.
Quella nota, naturalmente, non basta da sola a stabilire un rapporto di causa ed effetto tra le carenze segnalate all’inizio dell’anno e quanto accaduto nei singoli incendi dell’estate. Per farlo sarebbe necessario ricostruire puntualmente uomini, mezzi, tempi e catene di comando di ciascun intervento. Ma qualcosa certifica: prima che la campagna AIB cominciasse, all’interno della stessa Agenzia erano già state formalmente rappresentate criticità ritenute in grado di comprometterne la capacità di risposta.
A marzo il problema arriva alla politica
Poche settimane dopo, la questione dell’organico arrivava anche sul tavolo politico. Il 25 marzo la FP Cgil Abruzzo Molise chiedeva un’audizione urgente alla Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale sul mancato finanziamento del piano delle assunzioni dell’Agenzia e sulle possibili conseguenze operative per la sicurezza del territorio.
Il quadro descritto dal sindacato era pesante. Il Piano dei fabbisogni del personale allegato al PIAO 2026-2028, secondo quanto riportato nella richiesta, certificava una contrazione del personale in servizio del 42% rispetto alla consistenza registrata al 31 dicembre 2024, attribuita principalmente al mancato reintegro delle 21 unità rimaste nei ruoli della Giunta regionale. La dotazione veniva indicata come insufficiente per il pieno svolgimento delle funzioni dell’Agenzia, con ricadute su strutture nevralgiche come la Sala Operativa Regionale e il Centro Funzionale d’Abruzzo.
Nella stessa richiesta la FP Cgil metteva esplicitamente a fuoco l’estate ormai alle porte: la carenza di personale e le risorse disponibili avrebbero potuto mettere l’Agenzia “in grave difficoltà nell’attuazione della campagna AIB estiva”, con possibili conseguenze sulla prevenzione, sul coordinamento degli interventi e sulla tempestività della risposta operativa.
La questione approdò quindi in Commissione di Vigilanza. Nel corso dell’audizione venne rappresentata una situazione nella quale l’Agenzia contava 51 dipendenti, compresi due dirigenti, a fronte di una dotazione prevista di 122 posti. La FP Cgil pose anche il problema della capacità, nel lungo periodo, di continuare a garantire attività come l’antincendio boschivo, mentre anche la Cisl descrisse una struttura in sofferenza dopo l’uscita delle 21 unità.
Il problema, peraltro, si trascinava già dalla fine del 2025. Il 5 dicembre, durante il tentativo di conciliazione convocato in Prefettura all’Aquila dopo la proclamazione dello stato di agitazione del personale, la FP Cgil aveva contestato, tra le altre cose, il mancato pagamento degli straordinari e dei turni di reperibilità. Nel verbale dell’incontro l’Agenzia spiegava che il pagamento degli straordinari era stato reso possibile da una determina autorizzativa della precedente direzione. A distanza di nove mesi, tuttavia, la questione non risulta ancora chiusa: secondo quanto denunciato oggi dal sindacato, il personale deve ancora ricevere gli straordinari relativi alla campagna AIB 2025, ai quali si sono nel frattempo aggiunti quelli maturati nella campagna antincendio 2026.
Nella primavera del 2026, dal Dipartimento Risorse della Regione arrivò una lettura diversa sulle possibilità di rafforzare l’organico e si sostenne che dai dati disponibili ci fosse “un margine importante per assumere”, indicando la possibilità di procedere con i profili programmati una volta completato l’iter relativo al PIAO. Ma in qell’occasione si precisava, allo stesso tempo, che portare immediatamente la struttura alla dotazione teorica di 122 dipendenti avrebbe richiesto un aumento molto consistente dei trasferimenti.
Dopo l’estate, assunzioni e straordinari tornano al centro
Sei mesi dopo la richiesta di audizione, e soprattutto dopo una campagna antincendio particolarmente impegnativa, il problema torna sul tavolo.
L‘assemblea del personale dell’Agenzia regionale di Protezione civile riunita il 15 settembre ha fatto il punto sul nuovo Piano dei fabbisogni e sulle condizioni di lavoro. Secondo la FP Cgil Abruzzo Molise, il piano prevede nell’intero triennio due nuove assunzioni, una stabilizzazione e due verticalizzazioni, numeri giudicati dal sindacato insufficienti rispetto alla carenza di organico.
C’è poi una questione che attraversa l’intera vicenda. Gli straordinari del 2025 risultavano già tra i problemi indicati nella nota interna di inizio anno. A settembre, secondo la CGIL, i lavoratori lamentano ancora il mancato pagamento delle prestazioni relative alla campagna AIB 2025 e alla campagna AIB 2026, con ritardi che per una parte delle ore effettuate supererebbero abbondantemente l’anno.
Il sindacato contesta inoltre il ricorso crescente allo straordinario come risposta alla carenza strutturale di personale e chiede maggiori risorse, insieme a una modifica normativa che consenta all’Agenzia di ampliare la propria capacità assunzionale. L’assemblea ha deciso di aggiornarsi nei prossimi giorni, dopo le interlocuzioni con la parte pubblica, per valutare l’apertura formale dello stato di agitazione e l’eventuale indizione dello sciopero.
La verifica su come abbia funzionato la macchina regionale nei singoli incendi dell’estate richiede elementi ulteriori e non può essere risolta retrospettivamente con una nota. Ma la cronologia oggi consegna comunque dato difficile da ignorare e cioè che nei mesi prima degli incendi, dall’interno della Protezione civile Abruzzo era già arrivato un avvertimento formale sulla tenuta della campagna AIB.
Le parole scelte allora erano tutt’altro che prudenti: “rischio paralisi operativa” e capacità di risposta per la stagione 2026 “seriamente compromessa”.







