AMBIENTE | Sulmona | |

Proteste contro la Centrale Snam di Sulmona: nuova mobilitazione e polemiche sul cantiere

476770906_18355128241121894_2512651959367779766_n
Continua la battaglia contro la centrale di compressione Snam di Case Pente a Sulmona. Sabato mattina circa 150 manifestanti, provenienti anche dall'Aquila, da Pescara e dalle Marche

L’AQUILA – Continua la battaglia contro la centrale di compressione Snam di Case Pente a Sulmona. Sabato mattina circa 150 manifestanti, provenienti anche dall’Aquila, da Pescara e dalle Marche, si sono radunati davanti al cantiere per esprimere ancora una volta la loro ferma opposizione al progetto. L’iniziativa, promossa dai comitati cittadini coordinati dal portavoce Mario Pizzola, ha rilanciato le critiche su presunte violazioni ambientali e archeologiche.

Secondo gli attivisti, l’area interessata dai lavori della centrale ospiterebbe una necropoli con circa cento tombe e un insediamento risalente a tremila anni fa. I comitati hanno annunciato un nuovo esposto alla magistratura per denunciare la presunta mancata tutela di questi rinvenimenti archeologici. Inoltre, viene contestato il recente abbattimento di oltre 300 alberi, che, secondo gli ambientalisti, sarebbe avvenuto in spregio alle normative vigenti.

“Noi non siamo sudditi né della Snam né della politica che impone le sue scelte senza ascoltare il territorio”, ha dichiarato Pizzola durante la manifestazione. “La nostra lotta non si fermerà, nemmeno dopo l’eventuale completamento della centrale. S쳭erà che quest’opera rimarrà inutilizzata o sottoutilizzata”.

Al termine della protesta, i manifestanti hanno affisso striscioni e cartelli nell’area del cantiere con la scritta “cantiere abusivo sequestrato dai cittadini”, simbolo di una resistenza che continua da anni.

Dal canto suo, Snam ha ribadito il proprio impegno per il “completo ripristino naturalistico e paesaggistico dei territori interessati dai propri cantieri, nel rispetto della vegetazione, della fauna e della biodiversità”. L’azienda ha sottolineato che tutti gli interventi sono conformi al proprio Transition Plan, che prevede dal 2027 misure volte a garantire un impatto positivo sugli ecosistemi coinvolti.

Per quanto riguarda le scoperte archeologiche, Snam assicura di operare in stretta collaborazione con le Soprintendenze competenti, attenendosi scrupolosamente alle loro indicazioni per garantire la corretta conservazione e valorizzazione dei reperti rinvenuti.

“Tutte le parti del progetto Linea Adriatica sono state autorizzate dalle istituzioni democratiche competenti e non rappresentano né un atto illegale né un’imposizione”, ha dichiarato la società in una nota ufficiale.

La centrale Snam di Sulmona è parte di un più ampio piano infrastrutturale denominato “Linea Adriatica”, progettato per potenziare la rete di trasporto del gas in Italia. Fin dall’inizio, il progetto ha incontrato forti opposizioni da parte della comunità locale, delle associazioni ambientaliste e di alcuni rappresentanti politici, che contestano l’impatto ambientale e la reale necessità dell’opera.

Le proteste sono iniziate oltre un decennio fa, con una serie di ricorsi legali, manifestazioni e appelli alle istituzioni. I comitati sostengono che la centrale rappresenti un rischio per la sicurezza del territorio, situandosi in una zona sismica, e un’ulteriore minaccia per il patrimonio ambientale e culturale dell’area.

Al sit-in di sabato hanno partecipato anche esponenti del Pd L’Aquila che hanno inteso ribadire “il pieno sostegno a questa battaglia, perché continuiamo a ritenere la cosiddetta “linea adriatica” un’opera inutile e dannosa”.

“Un’infrastruttura dal costo di 2,5 miliardi, risorse evidentemente tolte agli investimenti per le energie rinnovabili, pensata nel 2005, quando i consumi del gas in Italia hanno raggiunto il loro picco e che si vuole realizzare ora, quando il consumo del gas è crollato”. “Una linea – continuano – che procurerebbe danni paesaggistici enormi insistendo su valli e boschi incontaminati dal valore inestimabile, oltre che su posti di valore culturale come, solo per citarne uno, la Madonna d’Appari a Paganica”.