Programmazione europea: 1,4 mld per l’Abruzzo. Marsilio: bandi a ottobre

La presentazione della programmazione europea 2021-2027 a Villa Giulia, in streaming anche le ministre Carfagna e Gelmini. Al centro dei finanziamenti: risanamento ambientale, sicurezza, tipicità e beni architettonici, digitalizzazione

di Marianna Gianforte | 08 Luglio 2022 @ 15:52 | POLITICA
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L’AQUILA – Sono quattro i capisaldi della programmazione europea 2021-2027 della Regione Abruzzo: radici, identità, comunità e sicurezza, entro i quali rientra la visione dell’Abruzzo al 2030. La programmazione europea è stata presentata oggi in un’intensa giornata di lavori nella sala conferenze del ristorante Villa Giulia all’Aquila.

LE RISORSE 

Le risorse a disposizione dell’Abruzzo ammontano a 1,4 miliardi di euro, ripartite così nei tre fondi: 354 milioni di euro (il 22% del totale) per il Feasr 2023-2027; più 681 milioni (il 43% del totale) per il Fesr e ulteriori 406 milioni (25%) del totale per l’Fse+. A queste somme si aggiunge la coda della programmazione 2021-2022 del Feasr che ammonta a 159 milioni di euro (10% del totale). Il risultato del lavoro portato avanti dalla Giunta regionale con il partenariato regionale è stato, così, condiviso con il più vasto pubblico abruzzese nell’importante convegno di oggi, al quale hanno partecipato in streaming anche le ministre Mara Carfagna (Coesione sociale e politiche per il Mezzogiorn) e Mariastella Gelmini (Affari regionali e le autonomie), e durante il quale sono stati illustrati i documenti dei programmi comunitari per il periodo 2021-2027 e la ripartizione degli interventi, le risorse programmate, le priorità su cui l’Abruzzo “è chiamato a fare un balzo in avanti e a generare valore”, come ha detto Marsilio. 

Oltre al presidente della Regione Marco Marsilio, alla presentazione hanno perso parte, aprendo la giornata di lavori, il vicepresidente della Giunta con delega all’Agricoltura Emanuele Imprudente, l’assessore regionale al Bilancio Guido Quintino Liris, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospriri, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il presidente della IV commissione Politiche europee Simone Angelosante, il direttore generale della Regione Antonio Sorgi e i tecnici regionali. La relazione introduttiva è stata curata dalla direttrice del dipartimento presidenza Emanuela Grimaldi. A seguire è intervenuto anche il vicecapo rappresentanza in Italia della Commissione europea Vito Borrelli. Presenti anche gli accessori Pietro Quaresimale, Daniele D’Amario e il sottosegretario con delega alle Infrastrutture Umberto d’Annuntiis.

“Questa programmazione – ha dichiarato il presidente Marsilio – con la sua dotazione di 1,4 miliardi, va oltre la consistenza numerica del dato per declinarsi su questi quattro valori cardine per ogni abruzzese. Ogni abruzzese ha un legame indissolubile con la sua terra, per cui il risanamento ambientale non sarà concepito solo come un atto di indispensabile attenzione ma come motore dello sviluppo del territorio abruzzese ancorato alle sue radici più profonde. Stessa cosa per l’autenticità con cui andremo a preservare e valorizzare i nostri prodotti, i nostri beni architettonici o i nostri prodotti, o quella digitalizzazione che permetterà di connettere tecnologicamente e socialmente tutte le comunità tra loro. Infine la sicurezza: nessuno dovrà mai più scappare dall’Abruzzo perché tra dieci anni avremo una terra diversa, una terra, appunto, di benessere. La Giunta regionale – ha aggiunto Marsilio – ha effettuato un lungo lavoro di analisi, raccolta, confronto, redazione e condivisione. I programmi regionali dei fondi strutturali e la programmazione del fondo per lo sviluppo rurale assegnato all’Abruzzo per il 2023-2027 aprono un orizzonte strategico. Un approccio che ingloba gli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030 che la comunità internazionale ha dichiarato di voler perseguire, ma con l’intento di agganciare tutto questo alla vita reale dei cittadini e ai loro bisogni e aspirazioni, che negli ultimi due anni sono stati fortemente messi sotto pressione dall’emergenza sanitaria e dall’acuirsi delle disuguaglianze sociali”.

Dagli obiettivi di competitività e sviluppo, così come i fondi per l’energia e l’ambiente contenuti nel Fesr, fino alle somme ripartite per occupazione, istruzione e protezione sociale dell’Fse+, questi fondi rappresentano, come ha detto Marsilio un “tesoretto da indirizzare con cura e precisione chirurgica per rendere l’Abruzzo unico, omogeneo e, in sintesi, una regione del benessere”.

CERTIFICAZIONE DELLA SPESA

Nel presentare a tutti gli interessati regionali i contenuti della programmazione futura, il presidente Marco Marsilio ha fatto anche il punto sullo stato dell’arte, ad oggi, sulla certificazione della spesa: si parla del 66% di spesa certificata per il Fesr, dell’84% di spesa certificata per l’Fse, dell’80% del Feampa, e del 51,94% del Feasr.

TAVOLI TEMATICI

Con questa giornata di presentazione, in particolare nei tavoli tecnici pomeridiani, la Regione ha coinvolto sulla programmazione europea il partenariato, per scrivere insieme lo sviluppo deii fondi in base alle istanze già arrivate e che continueranno ad arrivare entro il periodo di negoziato con la Commissione europea che, presumibilmente, si chiuderà in autunno. Nel pomeriggio, dunque, le attività sono state organizzate in quattro tavoli tematici, uno per ciascun programma comunitario con una folta partecipazione di assessori, consiglieri e tecnici regionali. Ha moderato l’incontro la giornalista Maria Antonietta Spadorcia, caporedattrice del Tg2.

RAFFORZAMENTO MACCHINA AMMINISTRATIVA REGIONALE

“In linea con tutti i documenti di programmazione territoriale, le azioni programmate guardano alle persone, alle imprese, ai territori, con il preciso intento di attivare molto velocemente la fase attuativa con una pianificazione precisa nella tempistica e nel dimensionamento finanziario degli interventi, consapevoli che la vera discontinuità rispetto al passato potremo marcarla soltanto con una maggiore e più efficace capacità di intervento e di spesa – ha spiegato Marsilio -. Per questo un altro ambizioso obiettivo che ci poniamo è quello di un generale rafforzamento della macchina amministrativa regionale, che ha già profuso uno sforzo importante e meritorio per concludere la fase di costruzione dei programmi, ma che sarà ora chiamata ad essere l’attore principale del successo delle politiche settoriali immaginate”.

EUROPA INTELLIGENTE

“Ci si trova di fronte a un’Europa più intelligente, più inclusiva, più vicina ai cittadini e come in questo contesto l’Abruzzo possa giocare un ruolo chiave – ha detto la ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna -. La sfida sarà quella di non sprecare nemmeno un centesimo, di realizzare una programmazione efficace e di metterla a terra nei tempi stabiliti. E’ un compito importante in cui l’Abruzzo non sarà lasciato solo”. La ministra Gelmini invece ha elogiato il metodo Abruzzo che ha visto il coinvolgimento di un ampio partenariato, il sistema giusto per affrontare una programmazione unitaria.

Molte le linee di finanziamento rispetto alle quali occorre ora una partecipazione profonda del territorio, come anche sollecitato nei giorni scorsi dalle opposizioni in Consiglio regionale, in particolare dagli esponenti del Pd, che hanno rimarcato l’importanza (e la mancanza sinora, a loro dire) della condivisione con imprese, sindacati, organizzazioni di categoria e imprese.

IL SINDACO PIERLUIGI BIONDI

 “Nel corso degli anni la macchina amministrativa è stata disarticolata, con la conseguente penalizzazione della capacità di spesa da parte degli enti territoriali. Troppo spesso, inoltre, i programmi delle politiche di coesione sono stati caratterizzati da un eccesso di burocratismo che li rendeva, talvolta, incoerenti con le reali esigenze delle comunità. Ho riscontrato nella programmazione dei fondi europei proposta dalla Regione Abruzzo una trasformazione che segna un cambio di passo rispetto al passato, coerentemente con i mutamenti che stanno attraversando l’Europa, costretta a confrontarsi prima con la pandemia e poi con il conflitto bellico: eventi straordinari che hanno segnato l’intero continente e consentito il recupero della vocazione che ispirò i padri fondatori di un’unione tra Stati che non fosse solamente un regolatore di mercati con norme spesso incomprensibili e, talvolta, inconciliabili con le necessità dei cittadini. Le Istituzioni devono farsi trovare pronte per raccogliere la sfida generata da queste novità. Il debito pubblico è al 150% rispetto al Pil e necessita di interventi strutturali importanti, così come sarebbe auspicabile la possibilità di stabilizzare il livello del regime ‘de minimis’ per le aziende, oggi regolato attraverso la misura del termporary framework, per garantire la loro competitività sul mercato. Di contro le programmazioni regionali devono avere un’anima, trasformarsi e accompagnare i progressi che, secondo me, l’Unione europea sta facendo. Nel documento della Regione Abruzzo individuo concretamente quest’anima, declinata in quattro capisaldi – radici, identità, comunità, sicurezza – e in una strategia rivolta al breve e medio ma anche al lungo periodo. Sono certo che gli enti locali sapranno fare la loro parte. Molte delle proposte lanciate dal Comune dell’Aquila, nel corso degli incontri preparatori tenuti prima di questa giornata, sono state accolte. La collaborazione con il territorio segna una svolta per il capoluogo d’Abruzzo che potrà contare anche sulle risorse del Fondo complementare al Pnrr e del programma ReStart. Questa città può rappresentare un nuovo modello di amministrazione, di impiego e spesa dei fondi a disposizione con una prospettiva di lungo termine in grado di garantire alle giovani e  alle future generazioni una terra migliore in cui vivere, lavorare e tenere salde le proprie radici”.     

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE LORENZO SOSPIRI

“Un matrimonio solido tra la Regione e l’Abruzzo che verrà”. Con queste evocative parole il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, ha aperto i lavori della conferenza di presentazione dei fondi comunitari assegnati all’Abruzzo per il 2021-2027. Un evento in corso di svolgimento a Villa Giulia, all’Aquila, che oltre i vertici di Regione Abruzzo e i direttori dell’Ente, vedrà la partecipazione di Vito Borrelli, vicecapo rappresentanza in Italia della commissione Ue Mara Carfagna, ministra per il Sud e la Coesione Territoriale e di Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le autonomie. “Oggi è una giornata molto importante – ha sottolineato Sospiri – Mai l’Abruzzo ha avuto una tale quantità di risorse economiche in programmazione per costruire il suo futuro. 1 miliardo e 400 milioni, ai quali se ne aggiungeranno altri del Fondo di Sviluppo e Coesione, ci devono dare una grande spinta di entusiasmo per il futuro”. Il presidente del Consiglio individua in particolare due direttrice sulle quali lavorare: “Costruire la tecnostruttura necessaria affinché le risorse trovino atterraggio reale e diventino Pil e continuare a mantenere l’alleanza tra l’Abruzzo unito e la struttura regionale”. Infine, Sospiri ribadisce l’impegno per l’Abruzzo della ministra Gelmini, “prezioso il suo intervento per il sostegno della rete idrica regionale e il porto di Pescara”.

PAOLUCCI: SU FONDI UE NESSUNA VISIONE STRATEGICA NE’ CONDIVISIONE CON TERRITORIO

“Dopo oltre tre anni non c’è altro che il solito metodo che ha di fatto escluso gli attori sociali nella progettazione e la mancanza ancora di una visione strategica e integrata, nonostante le risorse europee a disposizione siano triplicate. La narrazione di oggi resta una passerella”. Così il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Silvio Paolucci commenta la programmazione dei fondi Ue assegnati all’Abruzzo per il 2021-27 e presentati oggi. “Tutto questo accade mentre altre Regioni adottano politiche concrete  e corrispondenti a una visione a lungo raggio e connessa con gli altri fondi e la programmazione dell’Ente. Non ci sembra sia complesso farlo, visto che i fondi strutturali più il Fondo per lo Sviluppo e la coesione per l’Abruzzo ammontano a circa 2,6 miliardi, a fronte del miliardo con cui ha dovuto lavorare la giunta precedente: per le risorse Fse oggi ci sono 300 milioni, contro i 100 del passato; per i Fesr 600 oggi, contro i 230 avuti a disposizione dalla Giunta di centrosinistra; poi ci sono le poste del Pnrr e del Fondo complementare del piano di resilienza, che all’epoca non esisteva. Dunque le basi sono diverse, come diverso è il metodo che chi governa oggi ha adottato, coinvolgendo solo marginalmente le forze sociali, sindacali, gli operatori del settore, le università, i centri ricerca e gli enti del territorio, che noi avevamo coinvolto da subito, promuovendo un cammino sinergico. E il merito ci dà ragione, perché la mancanza di una rotta porta agli ultimi dati della Banca d’Italia sullo stato dell’economia abruzzese, che evidenziano una sofferenza più evidente sull’occupazione e sull’export. Qual è la politica dell’esecutivo in merito? Quali le politiche industriali? Quelle formative? Una mera elencazione di atti, quella di oggi a L’Aquila, senza orizzonte se non come la passerella organizzata sui fondi europei. Una propaganda che rischia di essere più onerosa degli impegni presi a favore degli abruzzesi grazie ai fondi europei. D’altra parte l’utilizzo della programmazione 14-20 ha avuto un’accelerazione esclusivamente grazie alle norme covid, che hanno permesso rimodulazioni corpose per una spesa accelerata da procedure e obiettivi molto più legati a trasferimenti senza programmazione. Spendere tutto e soprattutto bene, migliorando la competitività della nostra comunità richiede un Patto tra istituzioni e attori che volutamente la Giunta Marsilio ha ignorato e respinto per 40 mesi.”

Nota dell’8 luglio


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