Progetto Case, balconi: non luogo a procedere per crollo colposo per tutti gli imputati

di Redazione | 23 Settembre 2020 @ 15:08 | CRONACA
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L’AQUILA – Per il crollo dei balconi del Progetto Case del 2014, con il sequestro di 800 balconi in 494 alloggi, dopo la prescrizione per alcuni reati, restava in piedi solo il crollo colposo mentre l’intervenuta prescrizione era per i reati di falso, truffa ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture.

E’ di oggi la sentenza del giudice per le indagini preliminari, Guendalina Buccella, che ha sentenziato il non luogo a procedere per il crollo colposo per i 21 imputati, per non aver commesso il fatto, e il dissequestro e la restituzione al Comune dei balconi e delle piastre.

Tra gli imputati spiccano i nomi di del ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, nel ruolo di componente della Commissione di collaudo statico, i dirigenti comunali, Mario Di Gregorio, Vittorio Fabrizi, Enrica De Paulis, Carlo Cafaggi e Marco Balassone, oltre ai responsabili delle società che hanno partecipato ai lavori di realizzazione dei manufatti antisismici, ai Rup, progettisti, direttori dei lavori, ai membri della Commissione collaudo, Mauro Dolce e Sergio Sabato, nella loro qualità di Responsabile Unico del Procedimento.

Nella vicenda giudiziaria benché identificate dall’accusa le parti offese nel Comune dell’Aquila e nel Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, gli stessi Enti hanno deciso di non costituirsi parte civile in questa fase.

 


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