Prof. Bizzarri: “Sul razzismo il calcio è sempre più in declino”

di Giovanni Chilante | 08 Aprile 2024 @ 06:00 | SPORT
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L’AQUILA – Il calcio è uno sport capace di coinvolgere migliaia di appassionati. Resiste da diversi anni ormai, anche se con qualche difficoltà, a mode, momenti storici, invadenze delle piattaforme televisive che hanno cambiato progressivamente le abitudini di moltissimi tifosi. Riesce a creare sempre e comunque il cosiddetto “clima di attesa”, basti pensare alle grandi competizioni internazionali come i mondiali o gli europei per non parlare della finale di Champion’s League. Non c’è dubbio alcuno che dalle società calcistiche più blasonate fino ad arrivare a quelle più piccole, l’impatto dei vari campionati ha una risonanza significativa in termini di coinvolgimento, di condivisione e di partecipazione. Eppure, il calcio continua ad avere alcune zone d’ombra che per molti anni hanno rappresentato situazioni incresciose e di pericolo sociale come la violenza negli stadi, fenomeno che si è attenuato molto solo grazie a norme fortemente restrittive. Ma un altro aspetto che purtroppo sembra essere presente ancora costantemente è il razzismo. Un argomento complesso che viene da lontano, ha radici storicamente profonde, coinvolge la sfera politica e sociale e paradossalmente nella società di oggi che assume sempre più una dimensione multietnica, sottolineare le “differenze del colore della pelle” con gesti beceri e ripugnanti sembra essere un elemento costantemente presente. Vorrei evitare naturalmente la demagogia, rischiando di toccare questioni che vengono ripetute e rimbalzate nel mondo della comunicazione in maniera importante, soprattutto quando accadono vicende, come quelle delle ultime settimane, di presunti insulti razzisti ed atteggiamenti xenofobi all’interno del mondo del calcio. Mi riferisco ad esempio alle lacrime in diretta del giocatore di uno dei club più importanti al mondo: il Real Madrid. Vinicius in conferenza stampa scoppia a piangere alla vigilia dell’amichevole Spagna-Brasile, vittima a suo dire di insulti razzisti per il colore della pelle, situazione che ha determinato come ha dichiarato “un minore rendimento in campo perché non ho la necessaria tranquillità”. Per non parlare delle offese subite dal portiere del Milan Maignan a Udine in una partita di campionato dello scorso mese di gennaio, tanto da interrompere temporaneamente la gara. Fino ad arrivare all’episodio molto chiacchierato nelle trasmissioni sportivee non solo che si riferisce ai presunti insulti razzisti del giocatore dell’Inter Acerbi nei confronti di Juan Jesus, difensore del Napoli. Utilizzo il termine presunti poiché la giustizia sportiva si è pronunciata sulla questione, scagionando Acerbi da ogni accusa, sostanzialmente per mancanza di prove adeguate. Si è scatenato così un vivace confronto sulla questione a livello nazionale. E proprio su questo episodio ho creduto opportuno interpellare un uomo di sport, presente nelle istituzioni pubbliche cittadine ma soprattutto una persona che non ha mai fatto troppi sconti sulle sue dichiarazioni, dicendo sempre quello che pensava. Il Prof. Francesco Bizzarri, Presidente del Cus L’Aquila e Presidente del Comitato esecutivo L’Aquila Cresce con lo Sport 2024, si è espresso senza mezzi termini sulla faccenda, criticando ilsistema calcio e denunciando un pericoloso baratro in cui il gioco più famoso al mondo sembra scivolare senza rimedio alcuno. C’è solo una speranza, quella di lavorare sui settori giovanili e sulle famiglie…ma intanto, probabilmente gli episodi citati, purtroppo non saranno gli ultimi…meditate gente, meditate!

Prof. Bizzarri, iniziamo da una domanda abbastanza ordinaria,,,da uomo di Sport e rappresentante di Istituzioni, qual è stata la sua personale opinione sulla vicenda dei presunti insulti razzisti del giocatore dell’Inter Acerbi?

Pessima, personalmente ritengo che il giocatore del Napoli Juan Jesus non si sia inventato tutto, ritengo che frase o frasi razziste siano state dette e che il giocatore del Napoli ha fatto bene a riportarle…purtroppo il mondo del calcio è sempre più in declino e ultimamente soprattutto in Italia sta toccando dei livelli bassissimi a 360°.

Ricordiamo che il difensore dell’Inter è stato assolto dal Giudice della serie A Gerardo Mastrandrea non applicando così l’articolo 28 del codice di giustizia sportiva che prevede fino a dieci giornate di squalifica. Le polemiche non sono mancate anche in questo caso…dal labiale del difensore si comprendono le scuse al giocatore del Napoli; eppure, Acerbi è stato assolto perché il Giudice “ha ritenuto che non si raggiunge nella fattispecie il livello minimo di ragionevole certezza circa il contenuto sicuramente discriminatorio dell’offesa recata”. L’ha convinta la decisione del Giudice?

Il giudice ha ritenuto di non avere motivi validi nonostante svariate telecamere. Le sentenze vanno rispettate ma sicuramente si possono criticare. A mio giudizio era molto evidente anche perché non si capisce perché Acerbi chieda scusa. Ritengo comunque che il danno maggiore è quello che arriva alle giovani generazioni, ai bambini, agli adolescenti, ai dilettanti/amatoriali dove non esistono prove televisive e se l’arbitro non sente o non vede è inutile andargli a dire o raccontare di essere stato insultato con frasi razziste perché questo tra Acerbi e Juan Jesus ha creato un precedente. Aggiungo ancora una cosa, validissimo l’atto attivato da mister Spalletti come regolamento della Nazionale, pessimo invece quello del Presidente Gravina, lui deve essere una figura sopra le parti. Passa il messaggio che Juan Jesus è bugiardo e che ha sbagliato, speriamo che non sia stato il banale gioco delle parti per portare Acerbi agli Europei. 

Di conseguenza non poteva mancare la replica della società calcio Napoli che contesta non soltanto la decisione del Giudice Mastrandrea ma anche nessuna minima sanzione al giocatore dell’Inter. Insomma, sembra difficile uscirne…?

La risposta del Napoli Calcio è stata immediata e giustamente a tutela del proprio giocatore che, ribadisco viene additato come “bugiardo”, inoltre giustamente ha fatto notare che è può risultare inutile fare campagne e spot contro il razzismo se poi ci si adegua a non applicare le regole e pertanto ha anticipato alla Lega e alla Federazione che il Napoli calcio non parteciperà più e non darà più la sua adesione a questo tipo di campagna.

Prof. Bizzarri, Lei insegna il valore dello Sport, l’importanza dei suoi aspetti essenziali e dunque il coinvolgimento dei giovani, dell’inclusione ecc.. Per quanto riguarda il mondo del calcio, ha la sensazione che faccia un po’ fatica a prendere una posizione definita sul tema del razzismo?

Le regole ci sono, ma bisogna farle rispettare a tutti e da tutti. Sono anni purtroppo che questi episodi si ripetono ed allora bisogna essere durissimi ed applicare le regole che ci sono: squalifiche di mesi agli atleti/dirigenti/presidenti. Partite a porte chiuse anche qui per mesi. Provvedimenti del genere andrebbero inevitabilmente ad intaccare le casse e gli interessi delle società e probabilmente solo attraverso queste iniziative si potrà sperare di ottenere qualcosa. Fermo restando che è necessario continuare pazientemente a lavorare sui settori giovanili e anche sulle famiglie, insomma bisogna continuare a perseguire una piccola rivoluzione culturale. Segnalo che già una volta l’Italia è stata rappresentata da chi aveva offeso atleti di colore e mi auguro che non ci sia una seconda volta.


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