Produttori di fagioli di Paganica, una “buca” ex cava Teges potrebbe ospitare una riserva d’acqua

Gli agricotori sono sempre alle prese con i problemi per l'irrigazione dei terreni

di Redazione | 09 Agosto 2021 @ 16:39 | AMBIENTE
Fagioli di Paganica
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L’AQUILA – Paganica è sempre alle prese con i problemi della gestione delle acque e dei relativi canali, principali e secondari, per l’irrigazione dei terreni. Delle tante sorgenti del vasto territorio, dopo il traforo del Gran Sasso e il conseguente abbassamento delle falde acquifere, ad oggi si può contare solo sulle acque del fiume Vera e quelle della Riga di Mezzo.

I giovani agricoltori dell’ Associazione Produttori di Fagioli di Paganica, legati al presidio Slow Food Abruzzo sin dal 2014, sono preoccupati, per la stagione alle porte, in quanto riscontrano perdite di acque eccessive alla Riga di Mezzo, subito dopo il mulino Gasbarri di Tempera e poi lungo il suo tragitto in quanto essendo esso in terra battuta, radici d’alberi marcite e buchi di talpe provocano vistose fuoriuscite.

Il fiume Vera, che dalle sorgenti fino all’abitato di Tempera è “Riserva Naturale”, non è possibile poi che a poche centinaia di metri più sotto, analizzando le acque, risultino inquinate dalla salmonella. Eventualmente in quel breve tratto c’è qualcosa che le inquina, cosicché ogni anno nel mese di giugno a seguito dei risultati della Asl, il sindaco emette l’ordinanza di divieto di irrigazione, con conseguente danno sia a chi vive del solo lavoro della terra, che alle centinaia di famiglie che coltivano i propri orti.

In entambi i casi sono indispensabili lavori di manutenzione ordinaria annuale, che vengano fatti nei giorni prossimi, non com’è capitato spesso negli anni passati, in cui il Consorzio di Bonifica della Valle dell’Aterno, iniziava i lavori nel mese di giugno, quando i terreni essendo sciolti abbisognano di acqua.

In tutta la superficie agricola della pianura, ci sono decine di chilometri di canali di irrigazione secondari in terra battuta che per le stesse cause già citate sono diventati come groviera e disperdono circa il 30% di acqua.

Nonostante negli ultimi decenni si siano sottratti all’irrigazione centinaia di ettari, vedi la zona industriale Bazzano e Paganica, la costruzione del Progetto Case, dopo il terremoto del 2009 e dei molti appezzamenti di terreni incolti, l’acqua non è più sufficiente per l’irrigazione di quanto coltivato. Nel territorio di Paganica esistono due grosse “buche” fatte dalla ex cava Teges, una di esse sta ospitando le macerie del comprensorio derivanti dal sisma, per l’altra potrebbe ospitare una riserva d’acqua.


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