Procida eletta Capitale della Cultura 2022. Delusione per L’Aquila

L'intervista al Sindaco Biondi. I commenti e le reazioni

di Cristina D'Armi | 18 Gennaio 2021, @10:01 | L'AQUILA CAPITALE CULTURA
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L’AQUILA –  Procida è stata eletta Capitale Capitale della cultura 2022.  La notizia è stata data in diretta streaming dal presidente della giuria Stefano Baia Curioni al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.

“Un riscatto importante per la nostra terra. Lavoreremo sodo” ha commentato commosso il sindaco di Procida tra le urla di gioia dei cittadini e di tutta l’amministrazione.

Procida, piccolo borghi tra le 10 città finaliste, è stata scelta per il suo progetto, non come città più bella o ricca di storia. “Ci è stato chiaro che il nostro lavoro non sarebbe stato facile. Siamo stati sfidati dalla qualità delle proposte, alcune concepite dai migliori progettisti di politiche culturali non solo d’Italia, anche d’Europa. Ogni città ha portato nel suo progetto le proprie gemme e i propri demoni. E la buona notizia è che l’idea di uno sviluppo sociale ed economico a base culturale sta diventando un approccio comune e una pratica progettuale concreta. La cultura è pensata come pane quotidiano, finalmente” ha detto il presidente della giuria Stefano Baia Curioni. 

La delusione per la candidatura dell’Aquila

Le “congratulazioni a Procida, al suo sindaco e alla sua comunità”, arrivano anche dal primo cittadino dell’Aquila Pierluigi Biondi “per aver ottenuto il titolo di Capitale Italiana della cultura per il 2022. Complimenti a tutte le finaliste. Il percorso che abbiamo compiuto insieme è stato lungo e complesso. Ma soprattutto pieno di cose belle, ci siamo uniti intorno a un progetto comune che rappresenta un inizio. Sono stati straordinari l’affetto e il sostegno di tutta la popolazione abruzzese e dell’Italia”.
“Un pizzico di dispiacere –  dice il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi –  nel corso della conferenza stampa sul verdetto di proclamazione che ha visto Procida eletta capitale della cultura 2022. “Noi ripartiamo però dalle cose positive che ci lascia questa esperienza. Il nostro dossier resterà vivo e realizzeremo quello che avevamo tracciato insieme alle maggiori istituzioni di questa città che si sono ritrovate insieme e hanno dato l’idea di un territorio compatto. “Non ci impedisce questa mancato riconoscimento a perseverare nei nostri obiettivi – ha detto Biondi. 
 

Le città in corsa per il titolo di Capitale italiana della cultura, oltre a Procida, erano nove: 

1. Ancona – Ancona. La cultura tra l’altro;
2. Bari – Bari 2022 Capitale italiana della cultura;
3. Cerveteri (Roma) – Cerveteri 2022. Alle origini del futuro;
4. L’Aquila – AQ2022, La cultura lascia il segno;
5. Pieve di Soligo (Treviso) – Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana;
6. Taranto – Taranto e Grecia Salentina. Capitale italiana della cultura 2022. La cultura cambia il clima;
7. Trapani – Capitale italiana delle culture euro-mediterranee. Trapani crocevia di popoli e culture, approdi e policromie. Arte e cultura, vento di rigenerazione;
8. Verbania – La cultura riflette. Verbania, Lago Maggiore;
9. Volterra (Pisa) – Volterra. Rigenerazione umana.
 

Il commento di Rinaldo Tordera, dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila

“E’ stata una competizione agguerrita con città concorrenti molto competitive  ed altrettanto meritevoli. L’Aquila ha giocato bene le sue carte. A sostegno della candidatura, infatti, è stato preparato un programma innovativo ed articolato che ha previsto linee di sviluppo locale che superano la dimensione del breve periodo e più in generale dell’anno relativo al riconoscimento, valorizzando le industrie culturali e creative con le filiere produttive ad esse correlate. La candidatura dell’Aquila a Capitale della Cultura per il 2022 ha fatto emergere un grande potenziale di idee, processi e capacità. Per questo il lavoro fatto, oltre ad essere un grande bagaglio di esperienza da poter spendere nella prossima competizione come quella per la Capitale dello Sport e magari per il 2024 sempre a Capitale della Cultura, rappresenta comunque un forte stimolo a impostare, già da domani, un modello culturale diverso che sia occasione di coesione sociale e sviluppo economico. In questo senso l’Accademia di Belle Arti rappresenta un presidio formidabile. Le sue capacità, il suo essere luogo di cultura e creatività per eccellenza, rappresentano un asset formidabile per ripartire tutti insieme e fare in modo che una non vittoria possa diventare punto di partenza e presupposto per traguardi futuri”

Le reazioni politiche

La nota del Partito democratico dell’Aquila: “Non possiamo che essere dispiaciuti per la mancata nomina dell’Aquila a capitale italiana della cultura, mentre ci complimentiamo con Procida per il riconoscimento ottenuto e ringraziamo chi si è speso per portare avanti il progetto di candidatura. Quando, subito dopo il sisma del 2009, fummo chiamati a immaginare una visione su cui ricostruire e ripensare la città e il suo territorio, grazie alle preziose indicazioni contenute nello studio OCSE, identificammo proprio nella cultura un pilastro su cui basare la rinascita dell’Aquila. 
Negli anni di nostra amministrazione della città, L’Aquila ha visto nascere una serie di progetti di rilevanza nazionale o internazionale nel campo della cultura: dal festival del jazz (che è diventato permanente grazie al successo di pubblico che superò le migliori aspettative) alla sede distaccata del MAXXI (che aprirà appena l’emergenza covid lo consentirà e ospiterà opere e mostre di importanti artisti contemporanei italiani e stranieri), dai cantieri dell’immaginario, l’appuntamento che ogni mese di luglio porta contenuti artistici di grande livello in città, ai fondi Restart, grazie ai quali è stato possibile organizzare i tanti eventi culturali. Nel post sisma, L’Aquila è divenuta un laboratorio dove sperimentare idee nuove, proprio come accadde col festival della partecipazione, un evento di rilevanza nazionale che purtroppo l’amministrazione attuale non ha voluto trattenere in città, lasciandolo in eredità a Bologna. Un gesto di miopia degenerato in cecità con l’ostruzionismo al festival degli incontri, culminato nel suo fallimento, che avrebbe invece potuto regalare alla città un grande evento con scrittori, musicisti e attori di rilievo. Una pagina nera della rinascita culturale aquilana quella scritta dal sindaco Biondi, con una polemica dai contorni grotteschi, e un imbarazzo a cui la città non meritava di essere sottoposta. 
La capacità di fare dell’Aquila un polo culturale di riferimento in Italia passa soprattutto dalla capacità di attrarre, fare squadra, e non respingere. Non a caso “la cultura non isola” è il titolo del progetto con cui Procida ha vinto. La chiusura e l’avversione verso alcune realtà, manifestatesi negli ultimi anni in diverse occasioni, rappresentano purtroppo un ostacolo alle tante potenzialità che il nostro territorio sarebbe in grado di esprimere non solo in ambito culturale ma anche nei settori delle nuove tecnologie, dell’alta formazione e del turismo. 
L’Aquila è una città che nella cultura affonda le sue radici ma che nell’innovazione e nella rigenerazione alimenta ed arricchisce la sua storia. Lo dimostra da ultimo il dibattito che si sta sviluppando attorno all’auditorium di Renzo Piano, anche quello un tassello dell’idea di città immaginato nei momenti più bui e divenuto punto nevralgico dell’attività culturale cittadina di questi anni.  L’Aquila ha ancora le potenzialità per ambire ad essere capitale italiana della cultura, ma ha bisogno di fare di più e meglio. Se alle prossime elezioni saremo chiamati nuovamente ad amministrare la città, faremo del nostro meglio per farne un perno centrale dell’identità aquilana e meritare così questo ambizioso titolo.”

Quagliarello: “Dall’Aquila un grande lavoro che non andrà perduto”

“Congratulazioni a Procida, e un doveroso riconoscimento a L’Aquila per essere giunta a un passo dal traguardo con un dossier di altissimo livello che ha riscosso grande apprezzamento. Un lavoro che non andrà perduto”. Lo dichiara Gaetano Quagliariello, di ‘Idea-Cambiamo’, senatore del collegio L’Aquila-Teramo. “La città dell’Aquila – prosegue Quagliariello – ha giocato fino in fondo la partita per il titolo di capitale della cultura 2022. Le partite si possono vincere e si possono perdere, quel che conta è profondere il massimo dell’impegno e fare tesoro del lavoro compiuto. Con questo bagaglio L’Aquila può guardare al futuro: ci sono altri progetti importanti da realizzare, c’è la sfida del post-pandemia che porterà alla riscoperta degli ambienti naturali, del turismo lento, delle potenzialità di quelle aree interne che da questa grave crisi possono trarre un’occasione di rilancio. Se queste potenzialità saranno colte, anche alla luce del lavoro compiuto per la candidatura a capitale della cultura – conclude Quagliariello -, comunque essa sia andata sarà stato un successo”.

 

 

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