Primo maggio, Lelio De Santis: “Festa del non lavoro!”

di Redazione | 30 Aprile 2021 @ 18:15 | ATTUALITA'
de santis Mura urbiche
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L’AQUILA – “In un periodo drammatico, come quello che stiamo vivendo, il problema del lavoro è, insieme con quello della salute, la questione centrale che ogni Ente, Istituzione, Organizzazione, deve tenere a mente come priorità, ma che deve muovere anche la sensibilità dei cittadini, dei Datori di lavoro e del Mondo imprenditoriale. I dati sulla disoccupazione sono in continua crescita e diventano drammatici quando ci riferiamo ai giovani ed alle donne.” Così Lelio De Santis in una nota.

“Ne consegue, soprattutto a L’Aquila, città ancora piena di ferite post sisma, un impoverimento delle famiglie ed un aumento della povertà, come testimonia la corsa al Buono spesa, a seguito delle decisioni del Governo e del Comune. La pandemia paradossalmente ha frenato l’aumento ulteriore della disoccupazione con il blocco dei licenziamenti deciso dal Governo, ma quando scadrà la misura, assisteremo ad un vero dramma sociale ed economico. Noto, però, che le Istituzioni, la Politica, il Sindacato, al di là delle dichiarazioni di facciata, non percepiscono fino in fondo il dramma della mancanza di lavoro ed i conseguenti rischi sociali, che si abbatteranno sulla comunità aquilana ed abruzzese. È arrivato il momento, dopo le celebrazioni del 1° maggio, diventate quasi un rito, di assumere decisioni ed atti concreti da parte delle Istituzioni, ognuna per quanto di competenza, capaci di ammortizzare e lenire il disagio economico e sociale, soprattutto della parte più debole e meno garantita della città. In particolare, chiedo all’amministrazione comunale di destinare al sostegno economico dei cittadini bisognosi ed dei senza lavoro, risorse finanziarie, anche proprie derivanti dall’ avanzo di amministrazione, appena sarà certificato con l’approvazione del Conto consuntivo. Il problema del lavoro non riguarda solo chi non ha il lavoro, ma tutta la comunità ed attiene alla pacifica e dignitosa vita sociale di un popolo che si rispetti!”


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