Primarie Pd, successo di Pietrucci: In bocca al lupo, Mr. Wolf

di Redazione | 01 Aprile 2014 @ 14:51 | EDITORIALI
asl cenerentola
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di Maria Cattini – Dinamico, risoluto, efficiente, ambizioso e per di più belloccio: il vincitore delle primarie per il candidato consigliere regionale del Pd è stata la giovane promessa Pierpaolo Pietrucci.

Alfredo Moroni, l’avversario accreditato dal vecchio establishment del Pd aquilano, ha praticamente perso in tutti i seggi. Un risultato che rappresenta la più sonora delle sconfitte per l’amministrazione Cialente, nella quale Moroni ricopre l’importante ruolo di Assessore alle opere pubbliche. Oltre ad essere un chiaro segnale dell’impellente bisogno di modernità della quale necessita anche un popolo refrattario ai cambiamenti come quello aquilano.

Non stupisce quindi che, davanti la schiacciante vittoria di Pietrucci, Moroni abbia deciso di prendere un periodo di riposo per elaborare il lutto. E per riuscire a capire cosa abbia spinto tanti esponenti di centro a esternare anche pubblicamente il loro appoggio alla giovane promessa del Pd aquilano, ‘acerbo’, a detta dello stesso Moroni.

Un inaspettato e aperto appoggio politico che ora sta gettando nel panico più di un aspirante candidato alle prossime regionali. Infatti, dopo l’annunciato ritiro di Giorgio De Matteis e l’improvvisa ammonizione di Roberto Riga, molti ex Dc erano convinti di fare cassa di quell’importante bacino di voti di area di centro considerati in libera uscita.
Invece, dalle foto e dai commenti pubblicati su FaceBook, sembrerebbe che proprio Pietrucci sia riuscito a catalizzare su di sè i voti di quell’elettorato, riuscendo a riscuotere i risultati e gli apprezzamenti quasi unanimi ottenuti proprio quando ricopriva la carica di capo Gabinetto del sindaco dell’Aquila.

Subito dopo il terremoto, infatti, per qualsiasi problema era inutile rivolgersi al Sindaco ma, nel caso, bisognava chiamare proprio il capo gabinetto Pietrucci.  “L’unico Mr. Wolf”, a detta di molti cittadini, che riusciva ad adoperarsi efficientemente per risolvere tutte le esigenze.

“Metodi mafiosi” arrivò poi a sostenere lo stesso Cialente prima di cacciarlo dai suoi uffici. Anche “Il leader Massimo” aveva fiutato che il suo delfino stava crescendo troppo e, come aveva fatto in precedenza con altri suoi ex cavalier serventi, era arrivato alla conclusione di buttarlo fuori dai suoi uffici e ridimensionarlo, affidandogli una dirigenza di poco conto, quasi punitiva come quella alla gestione del cimitero. Per il momento, invece, a riposare in pace c’è finito proprio la “punta di diamante della sua Giunta”, Marvin Moroni.

Al contrario di Cialente, SuperStefy Pezzopane ha usato il suo super fiuto per capire che aria tirava e, in extremis, ha reso noto pubblicamente il suo appoggio convinto a Pietrucci. Tanto per non sbagliarsi ancora una volta.

Pietrucci, in realtà, è un po’ più inesperto e doroteo del cazzuto di Harvey Keitel, interprete originale del Mr. Wolf di Tarantino. Il nostro Mr. Wolf, al contrario, non sembrerebbe un tipo arrogante. Lui dice sì e abbraccia tutti, evitando di polemizzare apertamente con gli altri ed esternando il suo pensiero filosofico con frasi buoniste scelte dal “Manuale delle citazioni del bravo politico” che posta in tempo reale su FaceBook, tra i sempre numerosi “Mi Piace” dei suoi fan.

Ma certamente, a differenza dei tanti politici aquilani travestiti da dirigenti pubblici, come Moroni, Pierpaolo è un ragazzo che conosce il senso pratico del lavoratore vero, probabilmente ereditato dal padre e che poi ha coltivato proficuamente nel corso dell’adolescenza. 
La vecchia classe politica aquilana che oggi vorrebbe descriverlo come un ambizioso senza scrupoli sbaglia: un giovane senza ambizioni spreca il suo tempo. E Pietrucci, fino adesso, non ne ha perso molto.

Come spesso accade in politica e nella vita, iI suo vero problema è semmai che il gioco comincia a farsi duro proprio adesso che si ritrova in prima linea ad affrontare i suoi avversari. E qualora riuscisse ad entrare nel Palazzo, come potrebbe effettivamente accadere, il gioco diventerà ancora più difficile quando il terreno comincerà a farsi paludoso e lo stesso ”io’ ipertrofico di ogni candidato diventerà il vero nemico dal quale stare in guardia.

Da questo momento in poi, Mr. Wolf dovrà stare ancora più attento e- come oggi potrebbe insegnare Chiodi- tenere le cinture dei pantaloni bene allacciate se non vuole che la sua esperienza politica si trasformi presto in un incubo. Se poi, oltre alle frasi fatte, aggiungesse un po’ di sostanza e senso compiuto alle sue esternazioni politiche, riuscirebbe a convincere anche chi oggi rimane ancora scettico nei suoi confronti. 
Per il momento, quindi, non ci resta che augurare di nuovo: “in bocca al lupo”, Mr. Wolf.


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