Primarie del Centro-sinistra, addio “sobrietà”: raddoppiato il budget di spesa dei singoli candidati

di Redazione | 24 Febbraio 2014 @ 14:12 | EDITORIALI
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di Maria Cattini – Brutte notizie per elettori e candidati del centro-sinistra. Ancora una volta, subito dopo l’ufficializzazione dei candidati alle Primarie, il Pd decide di cambiarne le regole, con l’immancabile strascico di polemiche.

L’obolo per votare alle Primarie per la scelta del futuro candidato a Presidente della Regione, infatti, passa da 50 centesimi a 2 euro. E anche il tetto delle spese della campagna elettorale di ogni singolo candidato aumenta e la cifra concordata potrà essere «sforata». Il regolamento sul sito del Pd parla ancora oggi di «10 mila euro di budget», ma la delibera numero 3 firmata quattro giorni fa dal Coordinamento regionale Insieme il Nuovo Abruzzo consente «12.000 euro aggiuntivi» rispetto ai 10 stabiliti.

Ed è subito partita la protesta dei canditati alle Primarie, per così dire “meno abbienti”,  Alfonso Mascitelli (IdV) e Franco Caramanico (Sel).
“Non siamo d’accordo con la decisione che venga sforato il tetto individuale concordato per coprire le spese della campagna di comunicazione di ogni singolo candidato.- hanno subito reclamato sulla stampa locale- Cosi’ come non siamo d’accordo con la quota fissata per la partecipazione al voto, vale a dire 2 euro. Ci sembra una cifra eccessiva che potrebbe scoraggiare la partecipazione popolare”.

“Vorremmo che fossero rispettate le decisioni prese all’inizio dal Comitato organizzatore – ribadiscono i due candidati che dovranno vedersela con un avversario temibile come Luciano D’Alfonso.– Per noi questa quota deve essere portata a 50 centesimi. Crediamo che una buona linea di condotta debba essere quella improntata alla trasparenza e alla sobrieta’. E le Primarie – concludono – possono essere l’inizio di questo nuovo corso”.

Inizialmente, nel regolamento e codice etico delle Primarie “Insieme, il nuovo Abruzzo”, era previsto infatti che: “ai fini della trasparenza, è fissato per ciascun candidato un tetto massimo complessivo di 10.000 euro di spese”. E che “ai fini della sobrietà della campagna elettorale e della riduzione dei costi della politica, è fatto divieto ai candidati e ai loro sostenitori di ricorrere a qualsiasi forma di pubblicità a pagamento, come, ad esempio, spot su radio, televisioni, giornali, internet, o affitto di spazi pubblicitari”.

Forse, proprio tenendo conto di tutti questi limiti, Luciano D’Alfonso ha deciso di battere in lungo e largo la Regione su di un Tir adeguatamente trasformato in palco elettorale viaggiante. Una scelta che, a detta di chi si è già imbattuto in uno dei comizi che Lucianone sta già tenendo in giro per l’Abruzzo, ha un gusto decisamente retro’, stile campagna elettorale della Dc nel dopo guerra.

Ma quanto può costare il noleggio per oltre un mese di un Tir, con tutti gli annessi e connessi?

La risposta sta, probabilmente, proprio in quella tempestiva- e per alcuni incomprensibile- decisione di innalzare di 10 mila euro il tetto di spesa della campagna elettorale per le primarie.


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