Prezzario ricostruzione, il Passo Possibile: Comune prende tempo

"I Comuni del cratere adeguano i prezzi della ricostruzione privata, chiediamo all’amministrazione comunale dell’Aquila di uniformarsi a quanto già stabilito per i Comuni del cratere"

di Redazione | 03 Agosto 2022 @ 08:20 | POLITICA
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L’AQUILA – “Nel difficile contesto caratterizzato dal conflitto bellico in corso in Ucraina e dall’aumento dei costi delle materie prime dell’edilizia, risultano quanto mai necessari interventi, anche d’urgenza, in grado di contrastare gli effetti negativi sull’economia. Pertanto, apprendiamo con soddisfazione la decisione venuta fuori ieri dal tavolo di coordinamento delle aree omogenee, di formulare un atto di indirizzo al titolare dell’ufficio speciale della ricostruzione dei Comuni del cratere (Usrc) Raffaello Fico, affinchè venga adottato un provvedimento di adeguamento forfettario del 20% dei prezzi della ricostruzione privata.

Ci dispiace, invece, constatare come, almeno per il momento, lo stesso beneficio non avranno gli immobili ricadenti nel territorio del Comune dell’Aquila“.

Così intervengono in una nota congiunta i consiglieri comunali del ‘Passo Possibile’ Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Massimo Scimia, Alessandro Tomassoni e il presidente dell’associazione civica Fabrizio Ciccarelli.

“Il sindaco Pierluigi Biondi, infatti – proseguono – ha confermato anche oggi la necessità di un intervento governativo per ottenere  il risultato già raggiunto dai sindaci del cratere con un’autonoma assunzione di responsabilità da parte del loro coordinatore Gianni Anastasio  e degli altri componenti del Tavolo presso l’Usrc.

E’ evidente che questa difformità operativa nello stesso territorio non è comprensibile, motivo per cui  il nostro gruppo, in mancanza dell’intervento governativo invocato dal sindaco in tempo rapidi, chiede all’amministrazione comunale dell’Aquila di uniformarsi a quanto già stabilito per i Comuni del Cratere e, quindi, di dare ampio mandato anche a Salvatore Provenzano di poter procedere autonomamente all’indicizzazione dei costi. Se così non sarà, molte imprese non riusciranno a garantire la compiutezza delle attività contrattualizzate dinanzi ad un’eccessiva onerosità sopravvenuta dei materiali dovuta al caro prezzi dell’edilizia e, allo stesso tempo, saranno scoraggiate fin dall’inizio a prendere nuove commesse.

Tutto questo senza considerare, poi, le legittime aspettative di tanti cittadini che vorrebbero tornare nelle loro case a oltre 13 anni dal sisma”.


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