CASTEL DEL MONTE – Presentato a Castel del Monte, ‘La Pantera Rossa’ – Un libro ambientato in Francia nel periodo fra le due guerre. Protagonista la storia drammatica ed eroica di un giovanissimo italiano, martire della Resistenza.
È Guido Brancadoro, morto fucilato a soli 21 anni.
Nato a Castel del Monte nel 1921, a soli quattro anni viene portato a Fenain, un paesino nel bacino minerario del nord della Francia. A 13 anni comincia a lavorare in miniera con il padre Silvio. Aderisce al partito comunista francese – che lui chiama ‘La Pantera Rossa’ – ed entra giovanissimo nella resistenza armata. A vent’anni viene catturato dalla gendarmeria francese e tradotto nel carcere di Douai.
Processato da un tribunale speciale, viene condannato a 20 anni di lavori forzati. Dal carcere riesce a scrivere una lettera, sequestrata dalla gendarmeria, nella quale chiedeva vendetta contro il Sindaco del paese, per aver fornito al tribunale cattive informazioni su di lui.
Un mese dopo il Sindaco viene assassinato e Guido è accusato di essere il mandante di quell’attentato. Subisce un nuovo processo dove sarà condannato ai lavori forzati a vita.Ritenuto pericoloso dal governo di Vichy, viene trasferito nel bagno penale di Fontevraud-l’Abbaye, un luogo terribile, paragonabile solo a quello di La Cayenne in Sudamerica, reso celebre dal film Papillon. Dopo tre mesi di permanenza in questo bagno, viene prelevato dai nazisti e trasferito nel loro penitenziario di Lilla. Il 30 aprile sarà giustiziato per rappresaglia all’uccisione di un soldato tedesco. Prima di essere fucilato, Guido scrisse due lettere. La prima al fratello e alla sorella, la seconda ai genitori.
Eccola:
Loos, 30 aprile 1942
Miei carissimi genitori, padre e madre,
A quest’ora che è l’ultima per me, perché quando riceverete questa missiva, io avrò finito di vivere, si finito, ma coraggiosamente, si, perché è nel mio potere.
Il solo rammarico che io possa avere in questo momento è di avervi causato dei problemi, ma io lascio questo mondo nella speranza di ricevere il vostro perdono, si, perché questo è il solo rimpianto che ho e con il rimpianto c’è sempre il perdono quando arriva quest’ultima ora.
Sarò passato per le armi alle diciannove e trenta con i miei ultimi pensieri che sono per voi.
Sono i Francesi che mi consegnano, ma io grido “Viva la Francia”, i Tedeschi che mi giustiziano e io grido “Viva il popolo tedesco a la Germania di domani”.
Ricevete per l’ultima volta la mia ultima testimonianza e gli ultimi baci dell’amore, dell’amore fedele di vostro figlio.
Addio carissimi genitori.
Alla presentazione erano presenti: Matteo Pastorelli, Sindaco di Castel del Monte; Betty Leone, Vice Presidente dell’ANPI – Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia; Walter Cavalieri, in veste di moderatore e Bruno Dante, l’ autore del libro.








