Precari Asl Abruzzo, Vivarelli: “Accelerare internalizzazione, Regione lo faccia con società in house”

di Redazione | 18 Novembre 2021 @ 03:15 | ATTUALITA'
Vivarelli
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L’AQUILA – “Non si può più prescindere dalla internalizzazione dei servizi delle Asl abruzzesi per eliminare il precariato. È ora di agire e solo la Regione Abruzzo può farlo, attraverso una società in house che assorba tutti i lavoratori precari”.

Ad intervenire nuovamente sul tema delle internalizzazioni dei servizi esternalizzati dalle Asl provinciali abruzzesi è Marcello Vivarelli, segretario provinciale del settore Terziario del sindacato Fesica dell’Aquila. Nei mesi scorsi, in favore della soluzione interna alla Regione Abruzzo, era intervenuto anche Loreto Lombardi, segretario aquilano dell’Anaao-Assomed. 

“Si è fatto da pochi giorni con il passaggio dei lavoratori di Euroservizi ad Abruzzo Engineering. Vuol dire che è possibile, per la Regione Abruzzo, trovare la via per arrivare alla società in-house a favore di chi ha la clausola sociale e lavora con le cooperative per conto delle Asl. Le soluzioni, insomma, sono sul tavolo. Va individuata quella migliore e attivata nel più breve tempo possibile”, afferma Vivarelli.

“Crediamo non sia più procrastinabile – continua il sindacalista – intervenire su un settore fondamentale della sanità pubblica già in forte difficoltà prima di affrontare la durissima emergenza Covid-19. Sono tanti, anzi, troppi, i lavoratori precari che da anni, in tutti i settori, contribuiscono a tenere in piedi la ‘macchina’ sanitaria, lavoratori che hanno acquisito competenze e che meritano una condizione contrattuale migliore di quella in cui si trovano in alcuni casi da molti anni. Le interlocuzioni avute negli ultimi mesi con alcuni esponenti della politica regionale abruzzese promettono bene, ora però serve accelerare”.

“Inoltre, grazie alla soluzione dell’assorbimento in una società in-house della Regione Abruzzo – prosegue – il risparmio di soldi pubblici per lo stesso ente sarebbe considerevole. I vantaggi, quindi, sono molti ed evidenti. Ora spetta alla politica e alle forze sindacali, spingere affinché si intraprenda al più presto l’iter burocratico e legislativo adatto a questa soluzione”. “Senza dimenticare – conclude Vivarelli – che c’è anche la necessità, altrettanto importante e non più inviabile, di stabilizzare il personale medico e sanitario precario. Da parte nostra, continueremo a tenere alta la guardia e a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per giungere all’obiettivo della internalizzazione”.

 

 


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